PAGAMENTI “IN NATURA” E SANITA’ LOW COST: QUANTO CI CONVENGONO DAVVERO?

Sempre più sottopagati i giovani medici: pizza e birra sostituiscono i compensi

SANITA_LOW_COST_approfondimento_.jpg

Il baratto sembra essere improvvisamente tornato di moda, insinuatosi con prepotenza nelle “tendenze” del mercato del lavoro 2017. Ne è diretta testimonianza il neonato gruppo Facebook “Giovani medici anti sfruttamento”, una raccolta di incredibili testimonianze e rivelazioni fornite proprio da coloro che si stanno affacciando alla nobile e antichissima professione medica. Tra tariffari di 3,50 euro l’ora, lezioni di sci e cene in sostituzione dei pagamenti, ce n’è davvero per tutti i gusti, o meglio, per “tutte le tasche”.

cms_7777/2.jpg“Mi sono ritrovata a dover contrattare il mio onorario per una prestazione di 118, un servizio di emergenza per il quale seguiamo un corso di formazione di oltre mille euro. La responsabile della cooperativa che mi aveva contattata voleva pagarmi ancora meno della tariffa praticata a Roma, che è di 16 euro l’ora. Poi, tramite passaparola, mi è arrivata un’altra offerta: servizio di ambulanza a una corsa di cavalli. – spiega Lucrezia Trozzi, ideatrice della community – Hanno cercato di convincermi che 13 euro l’ora fossero un compenso adeguato. È stata la prima volta che ho rifiutato un’offerta di lavoro. Mi sono detta che non potevo essere la sola in questa situazione e ho creato un gruppo su Facebook”. Parole che tradiscono l’orgoglio di chi ha passato anni della propria vita a studiare rincorrendo una passione, di chi ha ancora negli occhi le notti sui libri, la fatica degli ultimi esami, l’ansia dei risultati a un passo dalla laurea. “Ho aperto il gruppo perché mi sentivo sola e impotente, – prosegue la giovane dottoressa - ho scoperto invece che ci sono tantissimi colleghi che la pensano come me”. E a pensarla come lei sono davvero in tanti: il gruppo, pur essendo attivo solo dai primi di novembre, conta già 2300 iscritti, pronti a condividere le proprie disavventure “lavorative” con gli altrettanto sventurati colleghi.

cms_7777/3.jpg

I più giovani sembrano navigare il tempestoso oceano del mercato del lavoro viaggiando sulla stessa barca sgangherata, a contrasto con le cifre da capogiro che quotidianamente intascano gli studi medici già avviati. Come se la giovane età legittimasse chiunque ad avanzare proposte a dir poco indecenti, in barba alle chiare direttive del codice deontologico: “Nell’esercizio libero professionale – recita a tal proposito l’art.54 - l’onorario deve essere commisurato alla difficoltà, alla complessità e alla qualità della prestazione, tenendo conto delle competenze e dei mezzi impegnati. La corresponsione dei compensi per le prestazioni professionali non deve essere subordinata ai risultati delle prestazioni medesime. Il medico può, in particolari circostanze, prestare gratuitamente la sua opera purché tale comportamento non costituisca concorrenza sleale o illecito accaparramento di clientela”. L’accaparramento dei pazienti sembra piuttosto aver ceduto il passo alle selvagge strategie “salva-portafoglio” di una clientela che ne sa una più del diavolo, superando in astuzia gli ignari pivelli della medicina.

cms_7777/4.jpgChe sia l’inizio di una nuova era, in cui a trionfare sarà la tanto agognata “sanità low cost”? Difficile immaginare un’Italia in cui i “baroni” della medicina siano disposti a rinunciare ai propri ricchi onorari. Molto probabilmente, la struttura gerarchica che pone i più giovani sul gradino più basso e bistrattato è destinata a replicarsi ancora per molti anni, generando un clima di totale sfiducia tra le nuove generazioni. Solo la denuncia di più voci in coro potrà rompere il muro di silenzio e indifferenza innalzato non solo dalla società tutta, ma anche dallo stesso Ordine dei Medici, organo preposto al supporto dei professionisti iscritti nonché garante del codice deontologico. “L’obiettivo non è denunciare chi ci fa queste proposte, ma tutelare la professione. Quello che ci interessa è avere l’attenzione degli Ordini provinciali dei medici. – sottolinea Lucrezia – Nel momento in cui un collega accetta un tariffa che viola il tariffario minimo dev’essere sanzionato dall’Ordine. Nessuno dev’essere messo in condizioni di prender parte a una sanità low cost”. I tariffari sono gli unici strumenti totalmente oggettivi in grado di attribuire il giusto costo a ciascuna prestazione lavorativa: dovrebbe essere obbligatorio, sia per i medici che per i pazienti, tenerli presente e seguirli pedissequamente. Ne gioverebbe anche il rapporto di fiducia reciproca tra il curante e l’oggetto delle cure, spesso inficiato da dubbi che affondano le loro radici proprio nelle questioni economiche: chi non si è mai chiesto il perché di un importo esageratamente alto, di ritorno dal proprio specialista? Conoscere in partenza le “regole del gioco” (o, magari, poterle consultare facilmente), così come avviene già in molte altre professioni, condurrebbe di certo verso una sanità più equa e leale, “curativa” per il corpo e per l’anima: l’incertezza, in tutte le sue forme, è fonte di malessere, poiché spesso si concretizza in situazioni imbarazzanti e poco piacevoli. Che gli sconti restino pure relegati al mondo della moda e degli acquisti quotidiani: ai “saldi sanitari” è da preferire la determinazione di un “listino prezzi” ben preciso, in grado di tutelare con prestazioni efficaci la salute dei cittadini.

Federica Marocchino

Tags:

Lascia un commento

[*COMMENTI*]

<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos