G20,CREMLINO:"PRESENZA DI PUTIN IN INDONESIA E’ IN DUBBIO"

Lavrov: "Nuova cortina ferro tra Russia e Occidente" - Ucraina, generale Chiapperini: ’’Da Nato forze per bloccare piani inganno ad altri Paesi’’

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cms_26628/Dmitry_Peskov.jpgIl presidente russo Vladimir Putin potrebbe non partecipare personalmente al G20 di metà novembre in Indonesia.

"Il presidente potrebbe andare oppure delegare qualcuno.

Tuttavia c’è tempo. La Russia sta partecipando ai lavori del G20.

Prenderemo la decisione che meglio si adatta ai nostri interessi", ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia stampa Tass.

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Le sue dichiarazioni arrivano mentre il presidente di turno del G20, il leader indonesiano Joko Widodo, è a Mosca, dove ha incontrato Putin. Nel giorno prima era a Kiev, dove è stato ricevuto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Widodo ha invitato entrambi al summit del G20 a Bali e Zelensky ha già detto che deciderà se venire a seconda dell’andamento delle guerra e dei leader che parteciperanno al vertice.

"Ho trasmesso a Putin un messaggio di Zelensky, sono a disposizione per stabilire una comunicazione fra i due leader", ha detto Widodo a Mosca.

Widodo ha sottolineato la sua aspirazione a facilitare un negoziato di pace fra Ucraina e Russia, ma non ha reso noto il contenuto del messaggio di Zelensky. Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha assicurato di non conoscerlo. "Non so di cosa si tratti", ha detto.

L’eventuale presenza di Putin metterebbe in imbarazzo i leader del G7. Due giorni fa il presidente del Consiglio, Mario Draghi, aveva detto di aver ricevuto assicurazioni da Widodo che Putin non sarebbe andato, partecipando forse da remoto. Il Cremlino aveva poi risposto che "non spetta a Draghi" decidere chi viene al G20.

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cms_26628/Sergei_Lavrov.jpgUna nuova "cortina di ferro" sta calando tra Mosca e l’Occidente. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, durante una conferenza stampa a Minsk, in Bielorussia. "Per quanto riguarda la cortina di ferro... essenzialmente sta già scendendo", ha dichiarato. "Il processo è già iniziato", ha aggiunto, prima di parlare di relazioni tra Russia ed Unione Europea ormai inesistenti.

L’Unione Europea "ha distrutto il rapporto che era stato costruito nel corso di decenni tra noi e l’Ue", ha affermato il capo della diplomazia russa, precisando però che Mosca è ancora aperta ai negoziati. “Posso solo dire che d’ora in poi non ci fideremo né degli americani né dell’Ue. Faremo tutto il necessario per non dipendere da loro nei settori critici", ha affermato.

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cms_26628/generale_Luigi_Chiapperini.jpg’’La Nato con quelle forze di reazione rapida non intende far attuare altri piani di inganno nei confronti dei suoi Paesi membri’’. Lo afferma il generale Luigi Chiapperini, ex comandante del contingente multinazionale Nato in Afghanistan, che fu impegnato anche nella missione Kfor in Kosovo ed è membro del Centro Studi dell’Esercito, in merito all’aumento della forza militare Nato in Europa.

L’aumento della presenza militare Nato in Europa è ’’una risposta a tutto ciò che è accaduto in Ucraina negli ultimi mesi’’. ’’Da Madrid trapela che il numero delle forze di reazione rapida, cioè quelle di immediata risposta a eventuali attacchi, potrebbe salire da circa 40.000 a 200-300.000 - aggiunge - É un numero che da una prima lettura sembrerebbe esagerato eppure ha una sua logica’’.

’’Ci si è presumibilmente concentrati sulla consistenza delle forze armate russe attive, che è di circa 300.000 unità, con altre 600.000 richiamabili o mobilitabili - spiega - Queste forze, che potrebbero essere in futuro lanciate contro uno o più paesi dell’Alleanza Atlantica, possono essere fermate con un rapporto di forze che, come si insegna nelle scuole di guerra, deve essere al netto di altri fattori, di uno (per i difensori) a tre (per chi attacca)’’.

’’Normalmente i prodromi di un conflitto sono riconoscibili e consentono in un tempo più o meno lungo di adeguare alla minaccia il numero delle proprie unità di difesa - precisa - Ma nel caso dell’invasione in Ucraina si è assistito all’attuazione di un vero e proprio piano di inganno, con decine di migliaia di soldati russi che sono passati dal condurre esercitazioni aventi quindi scopi addestrativi, come normalmente ce se sono in tutto il mondo in tempo di pace, a un attacco ad ampio respiro come non si vedeva in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. La Nato con quelle forze di reazione rapida non intende far attuare altri piani di inganno nei confronti dei suoi paesi membri’’.

(fonte AdnKronos- foto dal web)

Redazione Esteri

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