DI MAIO:"INSIEME PER IL FUTURO NON E’ PARTITO PERSONALE"

M5S, Di Battista: "Se Conte esce subito dal governo potrei tornare" - Siccità, allarme Italia: da Nord a Sud, situazione regione per regione - Terrorismo, progettavano attentato in Italia: un arresto

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cms_26546/dimaio_sorriso_fg_ipa.jpg"Insieme per il Futuro non è un partito personale, ma un percorso di ascolto del territorio italiano, dei nostri sindaci. Un percorso per ascoltare gli amministratori locali, i presidenti delle città metropolitane, delle regioni. Persone che risolvono problemi dalla mattina alla sera". Così Luigi Di Maio, al termine della prima assemblea dei gruppi di ’Insieme per il Futuro’, la formazione politica nata dopo la scissione dal M5S. Il ministro degli Esteri ha anche ringraziato Vincenzo Spadafora e Giuseppe L’Abbate, nominati rispettivamente coordinatore politico e responsabile del manifesto politico di Insieme per il Futuro. "Con la nomina dei capigruppo Iolanda Di Stasio e Primo Di Nicola oggi costituiamo dei gruppi che aiuteranno e rafforzeranno la stabilità del governo", ha detto ancora.

"Oggi le famiglie italiane hanno enormi difficoltà legate al prezzo dell’energia, legate al prezzo delle materie prime che stanno incidendo su tutti i prodotti e stanno facendo aumentare l’inflazione", spiega ancora il ministro sottolineando come "la stabilità del governo in questo Paese significa riuscire a ottenere i risultati" per i cittadini. "Non vogliamo assolutamente costruire proposte populiste o qualunquiste. Noi vogliamo costruire proposte con chi amministra il territorio ogni giorno, raccontando la verità, con soluzioni pragmatiche. Questo significa rispettare i cittadini", afferma il ministro.

"Ho visto in queste ore che continua l’odio contro di noi, noi rispondiamo con il sorriso, ce ne facciamo una ragione. Andiamo avanti e guardiamo avanti", le parole di Di Maio, che annuncia nuovi arrivi nelle prossime ore. "Questo è un progetto molto attrattivo, nelle prossime ore arriveranno altre persone", dice Luigi Di Maio, parlando con i cronisti dopo l’assemblea. Le "proposte di adesione" continuano ad arrivare "sia dal territorio sia qui a Roma", prosegue il ministro degli Esteri, che rivela: "Ci sono tanti sindaci che mi stanno chiamando, tante associazioni e tante organizzazioni. E più crescerà, più potremo costruire insieme ad altri un progetto alternativo per il paese, che ci consenta di trasformarlo in un paese sempre più innovativo ed ecologico e sempre più a misura di impresa".

A chi gli ricorda quando affermava che chi lascia il partito con cui è stato eletto deve dimettersi dal Parlamento, Di Maio replica: "Ho preso le distanze da un progetto che credo si stia radicalizzando sempre di più e che pur di inseguire qualche sondaggio ha provato a mettere in discussione anche la sicurezza del governo italiano. Ma per quanto mi riguarda tra pochi mesi i cittadini italiani saranno chiamati a votare e decideranno".

INSIEME PER IL FUTURO, DIRETTIVO E RUOLI - Nel corso dell’assemblea, eletti capigruppo per acclamazione - rispettivamente a Camera e Senato - Iolanda Di Stasio e Primo Di Nicola. Ruolo di spicco per Vincenzo Spadafora, braccio destro di Di Maio, nel nuovo soggetto politico creato dal titolare della Farnesina: a quanto si apprende, l’ex ministro dello Sport sarà coordinatore politico di Ipf. Insieme per il Futuro avrà inoltre un suo "manifesto" e il deputato Giuseppe L’Abbate ne sarà il coordinatore.

Ecco il nuovo direttivo alla Camera: Presidente Iolanda di Stasio; Presidente Vicario Pasquale Maglione; Vicepresidente Maria Luisa Faro; Tesoriere Gianluca Vacca; 3 Delegati d’Aula Daniele Del Grosso, Vita Martinciglio, Margherita Del Sesto.

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cms_26546/dibattista_tshirt_fg.jpg"Non so se il Movimento sia finito. Potrebbe avere una possibilità se saprà fare delle scelte scomode, difficili e radicali, come quelle controcorrente su cui nacque. Potrei riavvicinarmi al Movimento, ma ad una condizione, che è l’unica accettabile per i tanti delusi (me per primo) di queste ore: uscissero dal governo e facessero opposizione". Così Alessandro Di Battista, ex parlamentare M5s a Tpi.

"Lo strappo - insiste Di Battista - andrebbe fatto subito, ora, prima dell’estate. Non può essere una svolta dell’ultima ora, magari poco prima del voto. Mi siederei al tavolo con Conte se uscisse dal governo prima dell’estate. Anche se sedersi non significa rientrare".

"A mio avviso il governo Draghi è stato l’errore più grave di tutti. Non è un caso che su quella scelta io abbia lasciato il Movimento. Con il senno di poi - prosegue l’ex parlamentare pentastellato - sono ancora più convinto: una delle decisioni più lucide della mia vita. Per quattro poltrone da ministro ci siamo ridotti a fare i portatori d’acqua altrui. Se il Movimento avesse detto no, oggi Draghi se ne starebbe a Città della Pieve e questo sarebbe stato sicuramente meglio per il popolo italiano. Il principale artefice di quel governo è stato Beppe Grillo - attacca Di Battista - . E in pochi hanno avuto il coraggio di contrastarlo. Io gli parlai e gli dissi: ’Beppe, si tratta di un suicidio per il Movimento’. Lui mi rispose che ero troppo negativo".

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cms_26546/siccita_italia_123rf.jpgDa Nord a Sud, è allarme siccità in Italia. Per le Regioni serve lo Stato d’emergenza. Governo al lavoro sulla questione siccità? "Moltissimo, soprattutto l’agricoltura sta lavorando. Work in progress", ha commentato il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani a margine dell’evento Missione Italia di Anci a Roma.

Si è svolta ieri sera intanto al Mipaaf, alla presenza del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del sottosegretario Gian Marco Centinaio, del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e dei capi gabinetto del Mipaaf e del Mite, una riunione per fare il punto sull’emergenza siccità. Il capo della protezione Civile Curcio ha informato, nel corso dell’incontro, che è in atto uno stretto collegamento con i presidenti delle Regioni, e che le Regioni stesse sono al lavoro sull’individuazione dei criteri (ai sensi delle normative vigenti) al fine di poter dichiarare lo “stato d’emergenza”. A seguito delle istruttorie delle Regioni, la Protezione civile predisporrà un Dpcm da trasmettere al Consiglio dei Ministri. E’ quanto comunica il Mipaaf in una nota.

Per quanto concerne il settore agricolo, e sempre su proposta delle Regioni, si potrà proclamare lo “stato di eccezionale avversità atmosferica” qualora il danno provocato dalla siccità superi il 30% della produzione lorda vendibile. Al contempo è stato deciso di istituire un coordinamento con le amministrazioni interessate (Protezione civile, Mipaaf, Mite, Affari Regionali, Mims, Mef), per mettere in campo le competenze necessarie per affrontare la siccità su più fronti (infrastrutturale, competenze regionali, eventuali ristori).

In Piemonte si stimano oltre 900 milioni di euro di danni, sottolinea in una nota Coldiretti piemontese tracciando il bilancio di un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate e produzioni agricole danneggiate. Il livello idrometrico del fiume Po è di meno 3,3 metri rispetto allo zero idrometrico, più basso che a Ferragosto di un anno fa, ed il lago Maggiore è in sofferenza con un grado di riempimento del 22,7%.

"Un panorama rovente che -affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale - peggiora con l’ondata di calore che porta le temperature oltre i 40 gradi con le falde sempre più basse. In questa situazione di profonda crisi idrica, oltre a prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti, è necessario agire nel breve periodo per definire le priorità di uso dell’acqua disponibile, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina l’Italia ha bisogno di tutto il suo potenziale produttivo nazionale".

"Il Cdm ieri si è riunito e noi attendevamo già per ieri la dichiarazione dello stato di emergenza perché come il capo del Dipartimento nazionale Protezione civile, Fabrizio Curcio, ci ha confermato nell’incontro di ieri a Roma, i numeri e i parametri sia del Piemonte sia della Lombardia sono già da stato di emergenza". Cosi il presidente del Piemonte intervenendo oggi a ‘The Breakfast Club’ su Radio Capital. Sulla mancata decisione, Cirio ha, quindi, spiegato : "la motivazione è anche comprensibile ed è legata al fatto che le regioni interessate sono diverse, Piemonte e Lombardia si sono mosse per prime, io già venerdì scorso ho depositato la richiesta dello stato di emergenza mentre altre sono intervenute con la richiesta solo nei giorni scorsi pertanto devono ancora documentare tutti gli elementi e quindi il governo attende una posizione nazionale".

il presidente della RegioneLazio Nicola Zingaretti ha proclamato "ai sensi della l.r. 26 febbraio 2014, n. 2 art. 15, comma 2, lo ’stato di calamità naturale’ per l’intero territorio della Regione Lazio e fino alla data del 30/11/2022 a causa della grave crisi idrica determinatasi per l’assenza di precipitazioni meteorologiche ed in conseguenza della generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei Comuni".

"Stiamo vivendo una situazione eccezionale, di una gravità che non si era mai verificata in questi anni", ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine della riunione tra la Conferenza delle Regioni e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. "In questo momento più che mai - ha proseguito - è importante operare in maniera coordinata e con una linea comune, prendendo in considerazione le opinioni dei tecnici per seguire la strada migliore per risolvere l’emergenza. Poi penseremo a una richiesta dello ’stato di calamità’ per ottenere i risarcimenti e i ristori per i nostri agricoltori. Regione Lombardia, da ormai due mesi è al lavoro per attivare una serie di interventi che garantiscano l’equilibrio tra le esigenze idropotabili e quelle dell’irrigazione. Va in questa direzione l’accordo con i gestori idreoelettrici per un maggior rilascio di acqua che possa consentire di irrigare i campi e garantire il primo raccolto".

Una situazione di severità idrica elevata che configura uno dei periodi più siccitosi degli ultimi vent’anni. E’ quanto emerso dall’incontro convocato ieri dall’assessora all’ambiente e difesa del suolo della Regione Toscana, Monia Monni, a cui hanno partecipato insieme ai sindaci, l’Autorità idrica Toscana (Ait) le Autorità di Distretto, l’Anci, Upi ed Anbi.

Durante l’incontro sono stati illustrati i dati che sottolineano appunto una severità idrica elevata, registrando uno dei periodi più siccitosi degli ultimi venti anni. In particolare è stata evidenziata una condizione critica sul Serchio, stabile del Grossetano, anche se l’Ombrone grossetano ha ormai un andamento simile ai periodi di luglio ed agosto degli scorsi anni, una tendenza pari al periodo siccitoso del 2017 del lago di Massaciuccoli, e per quanto riguarda l’Arno non è ancora arrivato ai livelli del 2012.

I pozzi, nelle zone di Livorno, Grosseto, Pistoia si trovano in una situazione peggiore rispetto agli anni precedenti. Sostanzialmente per tutti i corpi idrici sotterranei si riscontrano criticità.

Con le temperature da estate inoltrata che infiammano la campagna padovana e la siccità che morde da mesi, bruciano frutta e verdura nei campi con una riduzione della produzione di oltre il 20% già a giugno. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti Padova sugli effetti delle alte temperature con meloni, angurie, zucche e zucchine, melanzane e piante di pomodori ustionati dai raggi del sole, con la mancanza di acqua che sta mandando in stress idrico anche le coltivazioni estensive come il mais, le barbabietole, la soia ma pure la viticoltura ne risente con il rischio che venga compromessa un’annata che invece avrebbe i numeri giusti per una produzione di qualità e nella norma.

All’emergenza siccità dovuta alle scarsissime precipitazioni si aggiunge, spiega Coldiretti Padova, l’effetto del caldo prolungato che, specie nella Bassa Padovana, sta allarmando le aziende agricole impegnate nella coltivazione di ortaggi e frutta. Giorni e giorni di temperature ben sopra la norma con il sole che picchia duro nella campagna assetata, ci sono decine e decine di quintali di meloni, angurie, zucche e zucchine che rischiano di non arrivare nemmeno a maturazione, letteralmente “cotte” dal caldo.

’’Ferma restando l’assoluta priorità dell’acqua potabile per tutti i cittadini, come previsto dalla normativa, in caso di scarsità del bene acqua sono pronto a firmare un provvedimento per dare le nostre risorse irrigue in maniera privilegiata alle imprese agricole lucane rispetto a quelle di altre regioni. La risorsa idrica della Basilicata è un bene vitale dei lucani’’. Così in una breve dichiarazione il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, sulla siccità e sulle necessità irrigue dell’agricoltura lucana. La Basilicata, grazie ai suoi invasi, rifornisce di acqua per scopi irrigui e potabili anche la vicina Puglia. Le due regioni, a tal proposito, sono legate da accordi che regolano la cessione dell’acqua. Ieri l’assessore lucano all’agricoltura Francesco Cupparo ha invitato gli agricoltori della Basilicata a razionare l’acqua con un uso parsimonioso della risorsa idrica per evitare che si possa arrivare a situazioni emergenziali come nel nord Italia.

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cms_26546/isis_bandiera_afp_rit.jpgAvrebbero progettato di compiere in Italia un attentato con ordigni esplosivi, in nome della Jihad. I carabinieri del Ros, con il supporto del Comando provinciale Trento, del Gruppo di intervento speciale (Gis) e del Raggruppamento investigazioni scientifiche, hanno quindi eseguito il 15 giugno scorso un provvedimento di fermo del pubblico ministero, emesso dalla procura della Repubblica di Trento, nei confronti di due giovani incensurati, un uomo e una donna, indagati per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, arruolamento ed addestramento con finalità di terrorismo anche internazionale.

Il gip del Tribunale di Rovereto (Trento), il 18 giugno ha disposto la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari, con obbligo di braccialetto elettronico, solo nei confronti dell’uomo. Misura che, secondo l’autorità giudiziaria, è legata alla necessità di garantire un percorso di deradicalizzazione dell’indagato, nel quale avrà un ruolo fondamentale la famiglia di origine, perfettamente integrata nel tessuto sociale italiano.

Dalle attività investigative è emerso che i due giovani, nati in Italia da famiglie di origini kosovare, inseriti nel contesto sociale, di lavoro e di studio, avrebbero intrapreso da tempo un percorso di radicalizzazione reso possibile ed efficace dalla propaganda jihadista sul web. Dalle indagini del Ros è emerso che gli indagati si sarebbero addestrati per compiere atti violenti e avrebbero progettato di compiere in Italia un attentato con ordigni esplosivi, in nome dell’organizzazione terroristica “Stato Islamico”. Secondo i piani criminosi, dopo aver commesso l’attentato, i due si sarebbero dovuti recare in Africa per unirsi alla stessa organizzazione terroristica.

Sono state eseguite inoltre alcune perquisizioni che hanno consentito di sequestrare materiale informatico e prodotti chimici, precursori per la fabbricazione di ordigni esplosivi. Il materiale è stato consegnato al Raggruppamento Investigazioni Scientifiche per gli accertamenti tecnici.

Redazione

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