IL MOSCATO DI SCANZO DOCG

Percorsi di vini

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cms_26415/0.jpgForse la più piccola tra le DOCG (Denominazione di origine Controllata e Garantita) presenti in Italia, racchiude soltanto 16 Aziende produttive che su 31 ettari complessivi coltivano in Lombardia, esclusivamente sul territorio del comune di Scanzorosciate, un moscato passito a bacca rossa considerato un’opera d’arte dagli estimatori del prodotto… e come dargli torto? Un vino che porta sulle spalle secoli di storia. La prima testimonianza certa risale al 1347, da lì un susseguirsi di lotte all’ultimo sangue tra i Guelfi di Scanzo e i Ghibellini di Rosciano per disputarsi le ambite botticelle di Moscadello, fino ad arrivare al 700 quando il pittore Quarenghi lo portò in dono alla zarina Caterina di Russia consentendogli, in tal modo, di essere conosciuto e diffuso in tutto il mondo, cosa che lo portò ad essere annoverato tra i vini più cari quotati alla borsa di Londra. La storia arriva ai giorni nostri quando nel 1993 nasce il Consorzio di Tutela voluto per promuovere e garantire questo nettare. Ci vorranno ulteriori 16 anni per ottenere il riconoscimento della DOCG, che arriverà dal Ministero delle Politiche Agricole con D.M. del 28 aprile 2009.

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Prodotto da omonime uve autoctone, le stesse vengono raccolte tra la fine di settembre e la metà di ottobre per poi lasciarle in appassimento per un minimo di 21 giorni adagiate su graticci o in apposite cassette. Successivamente alla vinificazione viene posto in vasche di acciaio per almeno due anni, consentendogli di affinare le sue qualità, al termine viene conservato in bottiglia per il tempo necessario che l’Azienda deciderà prima di porlo in commercio. Una pratica lenta, che richiede tempo, pazienza, costanza e perseveranza ma che dà origine ad un prodotto unico, di eccelsa qualità ed in grado di donare una struttura olfattiva complessa che presenta sentori di prugna, confettura, rosa canina, marasca, sottobosco, con una evidente nota di incenso che gli è valso il nome di “vin de chiesa”. Di colore rosso rubino carico, al palato trasmette equilibrio ed eleganza. Vino particolarmente verticale e preciso, con una tannicità potente e muscolosa ma al contempo morbida e vellutata. Vino dall’effetto travolgente, in grado di farci esclamare espressioni di stupore… una per tutte… “ciò che non ti aspetti.

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Viene servito ad una temperatura di servizio intorno ai 15 gradi e possibilmente in ampi calici, ciò al fine di favorirne l’ossigenazione, pratica che gli consentirà di esprimersi al meglio. In abbinamento è consigliato l’utilizzo di formaggi erborinati e pasticceria secca ma possiamo spingerci fino ad alcuni cioccolati fondenti.

Estremamente importante il contorno alla degustazione, poiché questo prodotto è considerato un “vino da meditazione” pertanto richiede un ambiente caldo, confortevole e direi avvolgente, in grado di farci tornare alle origini per poter meglio apprezzare il tempo in cui viviamo.

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Per gli amanti della filatelia ricordo con piacere che Il Moscato di Scanzo è stato scelto nel 2012 da Poste Italiane per essere inserito in un francobollo commemorativo del Made in Italy, insieme ad altri 14 vini DOCG, rappresentativi della bontà qualitativa del nostro territorio.

Buona degustazione!

Carlo Dugo

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