"MONET - CAPOLAVORI DAL MUSÉE MARMOTTAN MONET DI PARIGI"

Le opere più intime di un autore in mostra al palazzo Ducale di Genova

1648093074MONET_palazzo_Ducale_di_Genova.jpg

Sino al prossimo 22 magio il Palazzo Ducale di Genova ospiterà l’attesissima mostra intitolata "Monet - Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi". Una selezione di opere di straordinaria bellezza, che rivelano tutta la profondità di uno degli artisti più amati di tutti i tempi nel magico scenario della sala del Munizioniere.

cms_25319/Foto_1.jpg

L’esposizione comprende oltre cinquanta opere disposte in ordine cronologico, tra cui spiccano i noti quadri intitolati Ninfee (1916-1919) e Le rose (1925-1926): lavori che Monet custodiva gelosamente nell’incantevole dimora di Giverny, e a cui era intimamente legato. Completano il simbolico giardino lussureggiante offerto ai visitatori Iris (1924-1925 ca.), Emerocallidi (1914-1917 ca.), Salice piangente (1918-1919 ca.) e le varie versioni de Il ponte giapponese.

cms_25319/Foto_2.jpg

A curare l’illuminazione delle opere è Francesco Murano, oggi tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte e autore delle luci delle più importanti mostre in Italia.

cms_25319/c.jpgUn appuntamento “da non perdere, perché espone eccezionalmente i capolavori del museo Marmottan, fornendo così un’occasione unica e irripetibile per vederne così tanti e tutti insieme”, come sottolineato da Francesco Murano, curatore dell’illuminazione non solo in questa esposizione ma anche in altre importanti mostre sparse per l’Italia. “Una luce fredda sulle pareti che ospitano le opere e una luce calda e circoscritta sulle opere stesse, l’insieme delle due luci produce un miglior contrasto cromatico, riuscendo così ad enfatizzare le pennellate di Monet – spiega l’architetto - L’illuminazione dei paesaggi, e in generale dei dipinti che ritraggono la natura nel suo insieme, richiede una luce uniforme mentre le opere che raffigurano una persona hanno il focus sulla persona stessa e quindi, di solito, l’illuminazione non è uniforme perché privilegia il soggetto”.

Massimo Favia

Tags:

Commenti per questo articolo

[*COMMENTI*]

<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos