L’AIUTO DELL’UE PER IL CARO ENERGIA

Bruxelles vara un nuovo quadro di aiuti di Stato per dare flessibilità ai governi

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Con l’energia non si scherza, e anche l’Unione Europea se n’è resa conto. Il rincaro dei costi per i rifornimenti energetici, di qualunque genere, ha messo in ginocchio le economie della maggior parte dei Paesi del Vecchio Continente. Per questo Bruxelles ha dato il proprio beneplacito all’adozione di un nuovo quadro temporaneo di crisi per varare degli aiuti di Stato: l’obbiettivo è sostenere al massimo le imprese europee e i settori lavorativi più danneggiati dal caro dell’energia. “Dobbiamo mitigare l’impatto economico di questa guerra e sostenere aziende e settori gravemente colpiti, e dobbiamo agire in modo coordinato. – sottolinea Margrethe Vestager, vicepresidentessa dell’Unione Europea – La Commissione consentirà agli Stati membri di utilizzare la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per far fronte a questa situazione senza precedenti, proteggendo allo stesso tempo la parità di condizioni nel mercato unico”.

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La seconda carica più alta dell’UE esplicita che “le sanzioni adottate dall’Ue e dai suoi partner internazionali hanno gravemente colpito l’economia russa e incidono anche sull’economia europea e continueranno a farlo nei prossimi mesi” e che questa misura "consentirà agli Stati membri di concedere aiuti di importo limitato alle imprese colpite dall’attuale crisi o dalle relative sanzioni e contro-sanzioni russe, garantire che sufficiente liquidità rimanga disponibile per le imprese tramite le banche e compensare le imprese per i costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati di gas ed elettricità". Ma quindi, fattualmente, in che cosa consistono questi aiuti? Il quadro prevede del sostegno articolato in tre diverse tipologie. I membri dell’unione potranno costituire dei regimi in modo tale da poter concedere fino a 35mila euro per le imprese toccate dalla crisi; in particolare, queste imprese saranno quelle più importanti nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Altri 400mila euro saranno destinati a tutti gli altri settori. "Questo aiuto non deve necessariamente essere collegato a un aumento dei prezzi dell’energia e può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette".

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La variante prevede delle garanzie statali alle banche per far sì che continuino a erogare liquidità alle imprese; quelle ad alto consumo energetico, ultima possibilità, disporranno di schemi compensatori per far fronte alle spese extra. L’aiuto totale per fruitore non potrà superare il 30% dei costi ammessi, e quindi il tetto massimo sarà di 2 milioni di euro. Tuttavia, quando l’impresa va incontro a delle perdite potranno essere resi disponibili aiuti supplementari al fine di assicurare la non chiusura di un’attività. In concreto: Bruxelles asserisce che gli Stati potranno concedere fino a 25 milioni di euro di extra budget per i consumatori ad alta intensità energetica e 50 milioni per le attività attive in settori come la produzione di metalli, legno, vetro o prodotti chimici di base. Il quadro sarà attivo con effetto immediato e scadrà il 31 dicembre 2022, salvo eventuali proroghe decise dalla Commissione entro la fine dell’anno.

Francesco Bulzis

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