RILEGGENDO POESIA – DONATELLA BISUTTI

Anniversario dei morti

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cms_24472/poesia.jpgIl n. 107 (giugno 1997) ci consente di parlare di Donatella Bisutti, poiché alcuni suoi Inediti, La vibrazione delle cose, furono presentati da Maria Luisa Spaziani e da Giuseppe Conte. “Ricca di sentimento e mai sentimentale, così appare subito alla lettura la poesia di Donatella Bisutti. Il tono è morbido, con scaglie improvvise di ossidiana.

La metafora è suggestiva, fiori e colori sono sempre presenti, ma una vocazione sapienziale talvolta chiude una possibile via di fuga con una perentorietà da aforisma.” (M. L. Spaziani). “Gli esiti di una poesia come questa non sono neobarocchi, intellettuali. C’è una indubbia cultura febbrile, tecnica, c’è una radicata coscienza dello strumento poetico: e un testo mirabilmente costruito come L’albero dei cachi, con i due viaggiatori che vedono la stessa immagine in due diversi ordini, che mescolano pensiero e sogno, descrizione e un disegno di conoscenza alta e albale.” (G. Conte).

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Presentiamo dunque ai nostri lettori la figura e l’opera di Donatella Bisutti, con l’ausilio di uno dei blog più importanti e seri tra quelli che si occupano di poesia in Italia: https://www.milanocosa.it/oldsite/Pagine/Voci/Biografie/DonatellaBisutti. Donatella Bisutti è nata (nel 1948, NdA) e vive a Milano. E’ giornalista professionista. Ha collaborato in particolare alla collana I grandi di tutti i tempi (Mondadori) con volumi su Hoghart Dickens e De Foe e ha tenuto per otto anni una rubrica di poesia sulla rivista Millelibri (Giorgio Mondadori editore). Nel 1984 ha vinto il Premio internazionale Eugenio Montale per l’inedito con il volume Inganno Ottico (Società di poesia Guanda,1985). Nel 1990 è stata presidente della Association Européenne pour la Diffusion de la Poésie a Bruxelles. Di poesia ha poi pubblicato Penetrali (ed.Boetti & C 1989), Violenza (Dialogolibri, 1999), La notte nel suo chiuso sangue (ed.bilingue, Editions Unes, Draguignan, 2000), La vibrazione delle cose (ed. bilingue, SIAL, Madrid, 2002), Piccolo bestiario fantastico,(viennepierre edizioni , Milano 2002), Colui che viene (Interlinea, Novara 2005, con prefazione di Mario Luzi). E’ in via di pubblicazione a New York l’antologia bilingue The Game tradotta da Emanuel di Pasquale e Adeodato Piazza Nicolai (Gradiva Publications, New York). La sua guida alla poesia per i ragazzi L’Albero delle parole, è stata costantemente ripubblicata e ampliata dal 1979 e attualmente edita nella collana Feltrinelli Kids ( 2002). Il saggio La Poesia salva la vita pubblicato nei Saggi Mondadori nel 1992 è negli Oscar Mondadori dal 1998. Seguono i romanzi, le traduzioni, i saggi e – lo stesso sito ne dà conto – è tra i soci fondatori di Milanocosa.

Le ultime pubblicazioni (non riportate dal sito, salvo aggiornamenti che non abbiamo individuato): Le parole magiche, Milano, Feltrinelli, 2008; Rosa alchemica, Milano, Crocetti, 2011, Premio Laudomia Bonanni; Storie che finiscono male, Torino, Einaudi ragazzi, 2017. Collabora a diversi giornali e riviste, tra cui Avvenire, Letture e Studi Cattolici, Fonopoli, Leggendaria, La Clessidra, Semicerchio. Dirige la rivista Poesia e Spiritualità. E’ membro dell’Associazione Culturale Les Fioretti a Saorge in Francia. Il sito personale dell’autrice offre spunti ancor più interessanti (https://www.donatellabisutti.com/). Leggiamo quanto dice di sé: Sono stata una bambina timida, sognatrice, che girava per i boschi da sola parlando con i funghi e arrampicandosi sugli alberi e credeva fermamente a una cosa: che il mistero esiste ma non bisogna scoprirlo, poiché svelarlo del tutto significherebbe anche perderlo. Crescendo, ho scoperto che a far intravedere questo mistero senza che tuttavia cercasse di essere tale poteva servire benissimo la poesia. Un sito “centellinato”, completo ovviamente di pubblicazioni e recensioni, che tuttavia non concede nessuno spazio narcisistico ai riconoscimenti conseguiti (che pure ci sono stati). Far intravedere il mistero senza “svelarlo del tutto” è sentiero impervio e magnifico. Lei c’è riuscita. Merce rara, i grandi!

Anniversario dei morti

Tu che con braccia severe
mi allontanavi
e mi atterrivi con storie di fantasmi
ora t’affacci timida da sopra il muro
per timore di essere scacciata.
Nevica
e i tuoi piedi freddi in una
vaga foschia lasciano impronte.
Inconsolata mi tendi
la mano, ché la speranza è anche dei morti.
Così madre bambina percorri i viali
tu che dominavi, incerta,
finalmente un sorriso
sulla chiusa falce delle labbra.
Ma nevica e la giornata
volge alla sua fine – nemmeno questa volta
apportando il perdono
o l’oblio.

Raffaele Floris

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