PECHINO 2022 A RISCHIO

Joe Biden annuncia il boicottaggio diplomatico dei Giochi

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cms_24066/1638991919copertina.jpegL’allarme rischia di diventare realtà. Dopo ripetute anticipazioni è arrivata la comunicazione ufficiale. Dalla Casa Bianca il presidente Joe Biden ha annunciato che nessun rappresentante del governo statunitense sarà presente ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022. Un vero e proprio boicottaggio diplomatico, che tuttavia non coinvolgerà gli sportivi e le sportive. Ma si innesta sulla scia di scelte adottate dall’America, che coerentemente continua con la sua linea contro la Cina. “Se gli Stati Uniti d’America insistono per andare per la propria strada con il cosiddetto boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi 2022, la Cina adotterà sicuramente contromisure risolute”. È questa la risposta di Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese, in merito questa decisione. Il tutto è stato riportato dalla CNN. L’obbiettivo americano è inviare a Pechino un messaggio chiaro e inequivocabile in merito la difesa dei diritti umani: i Paesi coinvolti sono il Tibet, Hong Kong e lo Xinjiang.

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Gli organizzatori dei prossimi Giochi invernali sono infatti accusati di soffocare con le cattive la voce consistente degli oppositori e di, appunto, violare qualsivoglia tipo di libertà delle minoranze religiose. In particolare, sotto la lente di ingrandimento sono finiti gli uiguri, perseguitati e divenuti oggetto di torture e violenze. Senza troppe circonlocuzioni, la Casa Bianca ha definito tutta questa situazione “un vero e proprio genocidio”. Inoltre, questa decisione, a suo modo storica, da parte degli Stati Uniti potrebbe portare altri Paesi a seguire la stessa politica decisionale: gli indiziati principali sarebbero Australia e Regno Unito.

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La tempesta, in ogni caso, era stata preannunciata dai tuoni: “le Olimpiadi Invernali non possono diventare il palcoscenico per una provocazione politica – aveva asserito Zhao Lijian due giorni fa – sarebbe una grave macchia per lo spirito della Carta Olimpica e una grave offesa per un miliardo e mezzo di cinesi”. Galeotto fu il Taiwan, che causò lo stop ai tentativi di disgelo tra Joe Biden e Xi Jinping. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, come ci si potrebbe aspettare, è stata la questione Peng Shuai: la tennista cinese, sulla cui vicenda ancora non è stata diradata la nebbia, era sparita dalla circolazione per ben tre settimane a seguito delle sue denunce di abusi sessuali da parte di un ex alto responsabile del Partito Comunista cinese. Dopo il 1980, quando Jimmy Carter guidò oltre 60 Paesi in un grande boicottaggio ai danni delle Olimpiadi russe per l’invasione sovietica in Afghanistan, una situazione simile mette a rischio la manifestazione sportiva più importante di tutte. Riguardo agli alleati del patto atlantico, l’Italia sarebbe dal lato opposto, orientata a non boicottare la manifestazione, mentre in queste ore arriva anche il “no” alla partecipazione d parte di Canada, Australia e Gran Bretagna.

Francesco Bulzis

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