RILEGGENDO POESIA – MARTA FABIANI

"r. s. v. p."

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cms_21886/1.jpgMarta Fabiani e le sue Nanerane apparvero su POESIA nell’ottobre del 1990 (n. 33/anno III), con due splendide foto dell’autrice. Marta purtroppo è scomparsa nel 2014: ne diede conto Franco Manzoni sul Corriere della Sera il 1 luglio 2014.

“Poetessa, attrice e ballerina. La forza di Marta Fabiani.” Poliedrica, sensibile, geniale, una donna fragile, che riuscì a combinare in modo straordinario l’abilità di scrittura con quella di attrice e ballerina. Era nata nel 1955, figlia di una critica letteraria.

Laureatasi in psicologia (con una tesi su Sylvia Plath), dopo gli studi milanesi al liceo classico e le frequentazioni all’Accademia di Brera, dopo la laurea si trasferì a New York, per poi tornare a Milano e dedicarsi anche al disegno.

Notizie più dettagliate riguardanti la sua biografia non sono facilmente reperibili. Riportiamo tuttavia un commosso omaggio di Maria Pia Quintavalla, scritto poco dopo la sua scomparsa: Questa sera una notizia scioccante ha fermato la mia vita e io non la sapevo: è morta MARTA FABIANI, una grandissima poeta del secondo novecento. È avvenuto quest’estate, nessuno me ne ha parlato. Sento quasi ogni giorno poeti o sedicenti, e nessuno, ripeto, ne ha dato notizia, Segno che i desaparacidos devono essere zitti.

cms_21886/2.jpgOra, Marta pur avendo avuto una certa fortuna di pubblicazione e lettura, riconosciuta da Raboni, Porta e altri negli anni settanta, all’improvviso, col girare del vento degli anni ottanta, solidificate confraternite, scompare! Va a vivere in Francia, le tolgono le figlie, (figlia di una famosa critica d’arte). Ora quello che mi sconvolge è che cosa io debba fare: di fronte a queste, troppe ormai, sorelle di cui la chiave si è persa nel castello (anche interiore) di Barbablù. Omertà e silenzi, cupole e indifferenza le hanno tacitate. Sono ancora viventi o sono morte, sono però inoffensive: le pagine della critica e del canone hanno saltato a piedi pari di integrarle, ritenerle, come si doveva, innovatrici formidabili, come i loro coetanei! Vorrei qui ripetere che Fabiani è una grandissima . Ed io avevo deciso che la mia vita svoltasse verso auto realizzazioni e amore di sé pacificati, oltre all’impegno etico dei sempre, io, ora, sono impietrita. Come ignorarlo al convegno su Nadia Campana, come non essere scossa, dalla loro vita marginale ed eroica e distruttiva, sacrificale di sé? Non lo so.

Quando vedo ogni giorno la cancellazione progressiva di memoria di uno, di due, di tre decenni addietro, mi prende la voglia di cancellare tutto, allora. E sarebbe partita vinta, ma giovani o meno, svegliatevi è l’ora: di riaprire tutte le carte rimescolare tutti i giochi, chiusi. (da: https://golfedombre.blogspot.com/2015/03/marta-fabiani-un-omaggio.html, con altri interessanti spunti). Sono parole da brivido: chapeau! Nel 2017 Maria Pia Quintavalla, Giancarlo Majorino e Franco Manzoni hanno ricordato Marta Fabiani, scomparsa in solitudine nel 2014 a Nizza, dove si era ritirata. Marta Fabiani, poetessa di rara grandezza fu scoperta da Majorino, Porta, Raboni negli anni Settanta. Ha pubblicato Maratona (Cooperativa scrittori, 1977), Poesie (1985) e Ballate dell’odio e del disamore (Manni, 2002) prefato da Giancarlo Majorino. L’iniziativa era a cura de La Casa della Poesia di via Formentini a Milano. Vorremmo che le parole di M. P. Quintavalla fossero scolpite: “solidificate confraternite”; “omertà e silenzi, cupole e indifferenza”; “giovani o meno, svegliatevi!”. Almeno i poeti: i sedicenti contemplino pure il loro lago personale. Augurandoci e loro augurando che non sia già palude.

R.S.V.P.

La parola ineffabile va scritta

semplicemente: belle nanerane

tornate nella macula dell’occhio!

Quaresima è tornata: si respirano

odori di cucina e vento fresco.

Intrepida, l’Aralia Imperiale

allunga le sue dita oltre il salotto

che la fece soffocare: la nonna

ferma, ardita, si oppone

alle mie isteriche scenate.

Come tutto si spiega!

Ora mi siedo e dico cose futili.

Tra poco è l’otto marzo. Menestrelle!

Mistresses! Demoiselles! Fate baccano!!

Raffaele Floris

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