Dl Rilancio, Gualtieri: "E’ il più ambizioso della storia" (Altre News)

Italia 2020, la foto dell’Istat tra crollo pil e crisi lavoro - Pensioni invalidità, congedi e bonus auto: tutte le novità - Cassa integrazione, oltre 320mila ancora in attesa - Spazio, Italia drena da Esa contratti per 1,5 mld

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Dl Rilancio, ok in Commissione. Gualtieri: "E’ il più ambizioso della storia"

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"E’ il decreto legge più ambizioso della storia e ha richiesto un impegno senza precedenti". Così su Facebook il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri commenta la conclusione dei lavori della commissione Bilancio alla Camera per la conversione del dl Rilancio. Lavori che hanno contribuito, scrive ancora "a rafforzarne e migliorarne le misure".

"Un particolare ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo obiettivo: dai relatori Luigi Marattin, Fabio Melilli e Carmelo Massimo Mesito al presidente della Commissione Claudio Borghi, dai deputati ai viceministri e sottosegretari, fino a tutti gli uffici coinvolti, in particolare quelli della Camera. E’ con questo spirito di collaborazione che sfide così complesse come quella del Covid vanno affrontate, e superate", conclude Gualtieri.

Italia 2020, la foto dell’Istat tra crollo pil e crisi lavoro

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A metà 2020 il quadro economico e sociale italiano si presenta eccezionalmente complesso e incerto. Al rallentamento congiunturale del 2019 si è sovrapposto l’impatto della crisi sanitaria e, nel primo trimestre, il Pil ha segnato un crollo congiunturale del 5,3%; i segnali più recenti includono: inflazione negativa, calo degli occupati, marcata diminuzione della forza lavoro e caduta del tasso di attività, una prima risalita dei climi di fiducia. Le previsioni Istat stimano per il 2020 un forte calo dell’attività economica, solo in parte recuperato l’anno successivo. E’ questo in sintesi la fotografia scattata dall’Istat nel Rapporto annuale presentato oggi.

La crisi determinata dall’emergenza sanitaria ha investito l’economia italiana in una fase caratterizzata da una prolungata debolezza del ciclo. Lo scorso anno il Pil è cresciuto di appena lo 0,3% e il suo livello è ancora inferiore dello 0,1% rispetto a quello registrato nel 2011. La politica di bilancio fortemente espansiva, necessaria per contrastare la crisi e resa possibile dalla sospensione del Patto di stabilità e crescita, avrà quest’anno un impatto rilevantissimo sui saldi di finanza pubblica e sul rapporto tra debito e Pil. Lo scorso anno, l’Italia ha proseguito il percorso di risanamento della finanza pubblica, favorito da un ulteriore ampliamento dell’avanzo primario (l’1,7% del Pil). Il rapporto deficit/Pil è sceso dal 2,2% del 2018 all’1,6%. Questi progressi hanno consentito di mantenere invariata l’incidenza del debito sul Pil (al 134,8%) che tuttavia è rimasta molto sopra la media Uem (all’84,1%).

Le imprese rimaste attive nel corso del lockdown appartengono soprattutto a comparti che trasmettono gli impulsi su scala estesa, ma lentamente. Il ritorno ai livelli pre-crisi potrebbe richiedere tempi piuttosto lunghi anche alla luce delle stime sugli effetti inter-settoriali delle misure di lockdown introdotte in Italia e all’estero. L’Istat evidenzia che con le misure di lockdown introdotte in Italia e all’estero la caduta del valore aggiunto complessivo, rispetto a uno scenario di riferimento con assenza di shock, "è pari al 10,2% ed è determinata per 8,8 punti percentuali dalle dinamiche interne e per 1,4 punti dagli effetti ’importati’". Di questi ultimi, 0,2 punti, rileva il rapporto, "sono ascrivibili alla riduzione di domanda tedesca, 0,4 alla dinamica dell’area euro (esclusa la Germania) e 0,8 punti a quella del resto del mondo".

Gli effetti diretti e indiretti del lockdown si sostanziano in contrazioni significative del valore aggiunto di tutti i principali comparti dell’economia italiana (non meno dell’8%). Gli impatti misurati nell’esercizio sono più accentuati per alcune attività del terziario (-19,0% per alloggio e ristorazione; -11,3% per i servizi alla persona; -10,3% per commercio, trasporti e logistica) e per le costruzioni (-11,9%). La componente ’importata’ è piccola nei servizi ed è ampia nell’industria (tra 2,7 e 3,5 punti), in ragione della sua maggiore integrazione negli scambi internazionali e nelle catene globali del valore.

La crisi di liquidità del 2020 potrebbe incidere fortemente sull’operatività delle imprese "qualora l’accesso a risorse esterne non fosse agevole". Una stima dell’impatto del lockdown sulla liquidità di circa 800mila società di capitale italiane (che rappresentano quasi la metà dell’occupazione e il 70% del valore aggiunto del sistema produttivo) indica che all’inizio della fase di graduale riapertura delle attività, a fine aprile, quasi due terzi delle imprese (circa 510mila) avevano, verosimilmente, liquidità sufficiente a operare almeno fino a fine 2020 mentre oltre un terzo sarebbe risultato illiquido o in condizioni di liquidità precarie. L’Istat sottolinea inoltre "che il crollo del fatturato a partire dal mese di marzo 2020 ha accentuato le difficoltà finanziarie delle imprese, ponendo sfide severe anche per quelle con una solida situazione economico-finanziaria".

In particolare, rileva l’Istat, si stima che il 16,5% (quasi 131mila unità) fosse già illiquido alla fine del 2019; un ulteriore 13,3% (circa 105mila) lo sarebbe diventato tra gennaio e aprile 2020; per il restante 5,9% (oltre 46mila imprese) il deterioramento delle condizioni di liquidità è tale da mettere a rischio l’operatività nel corso del 2020.

I problemi di liquidità appaiono diffusi in molti settori del nostro modello di specializzazione: costruzioni, bevande, autoveicoli, altri mezzi di trasporto nell’industria; consulenza aziendale, alloggio, commercio di autoveicoli, agenzie di viaggio e servizi di trasporto marittimo e aereo nel terziario. La crisi di liquidità delle imprese incide sia nell’immediato, causando fallimenti o cadute strutturali, sia nel lungo periodo, compromettendo la capacità di recupero delle imprese che avrebbero avuto margini di cassa. Secondo i risultati di questa analisi circa un terzo delle società di capitale classificabili a “produttività elevata” risulta a fine aprile illiquido o presenta una liquidità insufficiente a sostenere, fino alla fine del 2020, flussi di cassa pari a quelli registrati in media nei primi quattro mesi dell’anno.

La fotografia del mercato del lavoro pre-pandemia mostra diseguaglianze crescenti. Gli uomini, i giovani, il Mezzogiorno e i meno istruiti non hanno ancora recuperato i livelli e i tassi di occupazione del 2008. Nel 2019 il numero di occupati ha superato di 519mila unità il valore del 2008 nel Centro-nord mentre nel Mezzogiorno il saldo è ancora negativo di 249mila. Tra i giovani di 25-34 anni gli occupati sono oltre 1 milione e 400mila in meno. Al contrario le donne segnano un aumento di 602mila unità mentre gli uomini occupati in settori particolarmente esposti agli andamenti del ciclo hanno subito un calo di 332mila unità.

Rispetto alla qualità del lavoro aumentano le diseguaglianze a svantaggio delle donne, dei giovani e dei lavoratori del Mezzogiorno. Con maggiore frequenza si tratta di lavoratori a tempo determinato e a tempo parziale, specie involontario, che occupano posizioni lavorative ad alto rischio di marginalità e di perdita del lavoro.

Sono molteplici i fattori di fragilità del sistema produttivo. Il problema del reperimento della liquidità è molto diffuso, i contraccolpi sugli investimenti - segnalati da una impresa su otto - rischiano di costituire un ulteriore freno ed è anche preoccupante che il 12% delle imprese sia propensa a ridurre l’input di lavoro. Tuttavia, si intravedono fattori di reazione positiva e di trasformazione strutturale in una componente non marginale del sistema produttivo. Nella prima fase dell’emergenza sanitaria conclusasi il 4 maggio, il 45% delle imprese ha sospeso l’attività, in gran parte a seguito dei decreti del Governo e circa una su sette per propria decisione Tra le imprese che si sono fermate prevalgono largamente quelle di piccola dimensione.

Le misure di contenimento dell’epidemia hanno provocato una significativa riduzione dell’attività economica per una larga parte del sistema produttivo: oltre il 70% delle imprese ha dichiarato una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; oltre il 40% ha riportato una caduta maggiore del 50%.

Per il 2020 è previsto un forte calo dell’attività (-8,3%), diffuso a tutte le componenti settoriali, con una contrazione del Pil che, si prevede, sarà solo in parte recuperata l’anno successivo. La crisi ha determinato un primo impatto sull’attività a marzo e poi uno pesantissimo nel mese successivo, con una fortissima contrazione congiunturale di tutte le attività produttive. L’indice di produzione industriale è risultato in aprile inferiore di oltre il 42% rispetto a un anno prima mentre per quello delle costruzioni il calo tendenziale è pari a circa il 68%.

Nel primo trimestre 2020, il blocco parziale delle attività connesso alla crisi sanitaria ha determinato effetti diffusi e profondi. Il Pil si è contratto del 5,3% su base congiunturale. Dal lato della domanda, i consumi privati hanno segnato una caduta del 6,6% rispetto al trimestre precedente, gli investimenti dell’8,1%, mentre vi è stato un contributo positivo delle scorte. Sul fronte degli scambi con l’estero, il calo delle esportazioni è stato più intenso di quello delle importazioni (rispettivamente -8,0% e -6,2%).

La contrazione di entrambi i flussi commerciali con l’estero ha segnato un’ulteriore accelerazione; in particolare le esportazioni sono diminuite di quasi il 30% nel bimestre marzo-aprile rispetto agli stessi mesi del 2019.

I dati più recenti indicano, tuttavia, iniziali segnali di inversione. Il commercio estero extra-Ue di maggio registra un primo significativo rimbalzo delle esportazioni e gli indicatori dei climi di fiducia delle imprese mostrano a giugno una significativa risalita rispetto al mese precedente.

Sul fronte dei prezzi, nel 2019 è emersa una nuova decelerazione dell’inflazione e la debolezza della domanda ha favorito un’ulteriore discesa dei margini di profitto. Nei primi mesi del 2020 gli effetti del crollo delle quotazioni del petrolio hanno portato a un calo tendenziale dei prezzi al consumo (Indice Ipca) dello 0,3% a maggio.

La percezione di aumento dell’inflazione, emersa di recente, è probabilmente connessa alla risalita dei prezzi dei cosiddetti beni di largo consumo, il cui tasso di crescita tendenziale si è avvicinato al 3% ad aprile per scendere al 2,6% a maggio.

La pandemia da Covid-19 si è innestata su una situazione sociale caratterizzata da "forti e crescenti disuguaglianze", rileva ancora il Rapporto annuale 2020. La classe sociale di origine "influisce ancora in misura rilevante sulle opportunità degli individui nonostante il livello di ereditarietà si sia progressivamente ridotto. Per la generazione più giovane però è anche diminuita la probabilità di ascesa sociale" sottolinea l’Istat.

Sul fronte del mercato del lavoro la fotografia al 2019 indica crescita di diseguaglianze territoriali, generazionali e per titolo di studio rispetto al 2008. Quelle di genere sono diminuite in termini di quantità di occupati ma aumentate sotto il profilo della qualità del lavoro.

Pensioni invalidità, congedi e bonus auto: tutte le novità

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Contratti a termine, pensioni di invalidità, congedi parentali, incentivi per Euro 6. La commissione Bilancio della Camera ha approvato diversi emendamenti al dl Rilancio, ecco alcune delle novità che interesseranno la fase 3 dell’emergenza Covid.

CONTRATTI A TERMINE - Via libera alla proroga dei contratti a termine o di apprendistato sospesi nel periodo dell’emergenza Covid. La modifica stabilisce che per i lavoratori apprendisti e per i lavoratori a termine, anche in somministrazione, il termine dei contratti è prorogato nella misura equivalente al periodo di sospensione dall’attività lavorativa in ragione delle misure di emergenza epidemiologica.

PENSIONI INVALIDITÀ - La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento sottoscritto da tutti i capigruppo in commissione e a prima firma Giorgia Meloni, che crea un fondo ad hoc per gli aumenti degli assegni d’invalidità al 100%. A tal fine viene previsto un fondo con uno stanziamento di 46 milioni di euro per il 2020.

CONGEDI PARENTALI - I congedi parentali straordinari al 50% della retribuzione previsti per i genitori di bambini fino a 12 anni, per i dipendenti privati, potranno essere richiesti fino al 31 agosto. L’emendamento estende quindi la fruizione del congedo per un mese in più.

ATTIVITA’ ESTIVE 0-16 ANNI - "È passato l’emendamento di Italia Viva che estende da 0 a 16 anni la fascia d’età delle attività estive finanziabili con i 150 milioni stanziati dal mio Ministero" spiega su Facebook la ministra della Famiglia Elena Bonetti. "Era necessario garantire a tutti i figli, dai più piccoli - penso in particolare ai bambini sotto i 3 anni - fino agli adolescenti, un’offerta ricreativa rispondente alle specifiche esigenze di ogni età", aggiunge la ministra.

SUPERBONUS 110% E SECONDA CASA - Via libera all’estensione del superbonus al 110% alle seconde case unifamiliari e alle associazioni, alle società sportive dilettantistiche limitatamente agli spogliatoi e alle associazioni del terzo settore. Il superbonus, inoltre, è esteso fino al 30 giugno 2022 solo per gli interventi di efficienza energetica per le case di edilizia popolare.

BONUS EURO 6 - Via libera anche all’emendamento al dl Rilancio che prevede incentivi per l’acquisto di un’auto Euro 6. L’emendamento prevede un bonus di 1.500, dal primo agosto al 31 dicembre 2020, per chi acquista un veicolo nuovo Euro 6 con contestuale rottamazione di un’auto vecchia di almeno dieci anni. L’incentivo è di 2mila euro per ibrido ed elettriche. Il bonus vale se il concessionario a sua volta offre un bonus da 2mila euro.

BONUS BICI - “Con un emendamento, di cui sono prima firmataria, abbiamo esteso il fondo per il bonus bici di ulteriori 20 milioni in modo da scongiurare ogni ipotesi di click day - dichiara Paola Deiana, deputata del MoVimento 5 Stelle e capogruppo in commissione Ambiente - Un risultato importante che va ad accontentare chi ha usufruito in queste settimane dell’incentivo e che rischiava di rimanere escluso dal bonus, avendo avuto la misura un successo sopra ogni aspettativa. Già il governo aveva stanziato ingenti risorse che, secondo le stime, sarebbero stati sufficienti per l’acquisto di 450mila biciclette, ma i dati ci evidenziano come si sia arrivati, ad oggi, a quasi 600mila pezzi venduti".

SCUOLE PARITARIE - Raddoppiano i fondi alle scuole paritarie che saranno pari a 300 milioni di euro. In particolare "165 destinati alle scuole per i bambini da 0 a 6 anni, 120 per primarie secondarie con innalzamento dell’età fino ai 18 anni (prima era fino ai 16) e 15 milioni destinati alle Regioni che provvederanno alla ripartizione" spiega Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia.

CLASSI CON MENO DI 15 ALUNNI - Con un altro emendamento, in deroga al limite minimo di alunni si stabilisce che le classi delle elementari potranno avere anche meno di 15 bambini e che questo limite potrà essere infranto anche negli altri ordini e gradi di istruzione per rispettare le limitazioni anti coronavirus. Nella stessa logica sono ammessi incarichi temporanei sia per i docenti sia per il personale Ata, mentre in caso di sospensione dell’insegnamento in presenza si interrompono i contratti a tempo.

40 MILIONI A COMUNI ZONE ROSSE - Un fondo da 40 milioni di euro in favore dei Comuni non rientranti nell’originaria zona rossa ma che sono stati particolarmente colpiti dall’emergenza sanitaria. Lo prevedono una serie di emendamenti al dl Rilancio, riformulati e approvati in commissione. I fondi, stando al testo, verranno ripartiti entro 30 giorni con un decreto interministeriale Mef-Viminale, in base alla popolazione residente nei comuni individuati come zona rossa e posti in isolamento per almeno 15 giorni, e, negli altri comuni colpiti, in base all’incidenza tra popolazione residente e i contagi e i decessi al 30 giugno 2020.

VITTIME DISCRIMINAZIONE SESSUALE - Un altro emendamento approvato prevede 4 milioni di euro per il 2020 a un fondo di assistenza alle vittime di discriminazione e violenza per motivi legati all’identità di genere e all’orientamento sessuale.

BRESCIA E BERGAMO CAPITALI ITALIANE CULTURA - Via libera poi a Bergamo e Brescia capitali italiane della cultura per l’anno 2023. "È un riconoscimento importante per due città ricche di storia e cultura, duramente colpite dalla pandemia" afferma in un post su Facebook il viceministro all’Economia e alle Finanze, Antonio Misiani.

RIMBORSI CONCERTI - Disco verde per un emendamento che prevede il rimborso cash dei concerti cancellati in via definitiva. Il rimborso partirà esclusivamente nel caso in cui l’evento non venga rinviato a un’altra data compresa nella validità del voucher sostitutivo.

SUPER POTERI MEF - Stop alla norma che prevedeva la possibilità per il Mef di riassegnare autonomamente le risorse non utilizzate destinate alle diverse misure anti Covid. Lo prevede un emendamento approvato in commissione, secondo il quale questa possibilità è limitata al solo esercizio finanziario 2020. L’emendamento prevede inoltre che entro 7 giorni sia previsto un parere delle commissioni competenti del Parlamento sul tema.

Cassa integrazione, oltre 320mila ancora in attesa

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Sono oltre 320mila i lavoratori ancora in attesa della cassa integrazione secondo i dati Inps aggiornati al 29 giugno 2020 e pubblicati dall’Istituto. L’Istituto di previdenza, spiega Money.it, ha infatti diffuso i dati relativi al pagamento della cassa integrazione per le domande presentate entro il 31 maggio 2020, calcolando quanti sono i lavoratori che ancora non hanno mai ricevuto l’indennità. Inps ha anche calcolato istanze e beneficiari del mese di giugno. Secondo i dati Inps aggiornati sono 17.574 i lavoratori che non hanno ancora mai ricevuto un pagamento di cassa integrazione in riferimento alle domande presentate entro il 31 maggio 2020. Una situazione precaria per molti, proprio nel periodo in cui qualche lavoratore matura anche il rateo relativo alla quattordicesima mensilità. Luglio è il mese della gratifica feriale infatti, altrimenti conosciuta come quattordicesima, un compenso aggiuntivo non solo per alcuni lavoratori il cui contratto collettivo nazionale lo preveda, ma anche per i pensionati che avranno un assegno maggiorato nel rispetto di alcuni specifici requisiti.

Per oltre 17mila lavoratori luglio sarà invece un mese di magra come tra l’altro i precedenti da quando l’emergenza Covid-19 è iniziata. L’Inps fornisce i dati sul pagamento della cassa integrazione anche in riferimento alle domande presentate dopo il 31 maggio 2020 e per le quali sono ancora in attesa 322.707 lavoratori. Costoro però hanno già ricevuto almeno un pagamento di cassa integrazione per periodi precedenti e il riferimento è ai modelli SR41 trasmessi all’Istituto fino alla suddetta data. L’Inps elabora un calcolo molto semplice sulla base di queste indicazioni e nel quale tiene conto di tutte le domande presentate entro il 29 giugno 2020. Risultano pertanto 132.815 i lavoratori che non hanno ancora mai ricevuto alcun pagamento a quella data, ma tra questi ci sono i 115.241 per i quali le domande di cassa integrazione sono state ricevute nel mese corrente.

Spazio, Italia drena da Esa contratti per 1,5 mld per la nostra industria

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(Andreana d’Aquino)- Nel perimetro della Space Economy europea ammontano a circa 1,5 miliardi di euro i contratti che vedono, a vario titolo, in campo l’industria italiana. Insomma, sul campo dell’Agenzia Spaziale Europea, sono passati poco meno di otto mesi e i risultati dell’ultima Ministeriale si sono già concretizzati in importanti commesse per le nostre industrie. "La recentissima riunione del 323° Comitato di Politica Industriale dell’Esa, ha visto la discussione dell’assegnazione della prima tranche di contratti relativi ai programmi approvati nel corso del Consiglio Ministeriale di Siviglia di fine novembre 2019, nel quale l’Italia ha sottoscritto importanti investimenti, consolidando il suo ruolo di grande Paese nello scenario spaziale europeo" evidenzia l’Agenzia Spaziale Italiana. Insomma, una riunione fitta con un’agenda molto corposa che ha portato alla discussione di 87 documenti, di cui 47 decisionali riguardanti l’approvazione di importanti attività contrattuali per l’industria europea del settore. In questo contesto, sono state acquisite dal nostro sistema Paese, le leadership di tre importanti programmi nei settori dell’Osservazione della Terra e dell’Esplorazione dello Spazio. Un’agenda che ci pone in posizioni di testa fra gli altri player europei. Quello che conta, rimarca il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia parlando con l’Adnkronos, "è che sull’ammontare dei circa 1,5 miliardi di euro di contratti che fanno capo all’Italia - che cioè coinvolgono l’Italia ma non solo - vedono un ammontare di 800 milioni di euro di questo pacchetto che va direttamente all’industria italiana". "E’ un risultato eccezionale -spiega Saccoccia- perché a circa 8 mesi dalla ministeriale di Siviglia, è già rientrato circa un terzo dell’investimento fatto". Ma, aggiunge, "non è solo un discorso quantitativo è anche un discorso qualitativo perchè di questo pacchetto fanno parte due delle sei Sentinelle (i satelliti del programma Copernicus di Osservazione della Terra ndr.) più importanti e costose".

Per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche per lo spazio, Riccardo Fraccaro, "l’Italia dimostra ancora una volta la propria competitività nel contesto internazionale". E "grazie alle indiscusse competenze nelle attività spaziali, il nostro Paese -aggiunge- è riuscito ad aggiudicarsi la leadership di tre importanti programmi nei settori dell’Osservazione della Terra e dell’Esplorazione dello Spazio, pari a 485 milioni di euro per le industrie nazionali: un sovraritorno importante rispetto all’investimento fatto durante la Ministeriale di Siviglia, in cui l’Italia ha sottoscritto 370 milioni di euro. La strategia del Governo si rivela dunque vincente per lo sviluppo del settore spaziali e con esso di tutto il sistema-Paese". In particolare, Fraccaro indica che le "due missioni che guiderà l’Italia sono le più costose: Rose-L e Cimr, entrambe con Thales Alenia Space Italia come capofila, con la partecipazione di OHB Italia. La nostra industria -sottolinea il Sottosegretario- si è anche aggiudicata il contratto per la realizzazione dell’I-Hab (International Habitation Module), il modulo abitato per il Lunar Gateway, la stazione orbitante lunare che sarà operativa a partire dal 2024 intorno alla Luna, frutto della collaborazione tra Nasa e Esa nell’ambito del programma Artemis di ritorno alla Luna. Inoltre, anche il contratto per la missione European Return Orbiter, è stato affidato alla nostra industria, per la realizzazione di elementi essenziali della missione, quali il Modulo di inserzione in orbita marziana, i sistemi di telecomunicazione, le attività di integrazione dell’intera sonda spaziale (che verrà quindi assemblata ed approntata per il lancio negli stabilimenti Thales Alenia Space di Torino) ed ulteriori elementi di prestigio per l’industria nazionale. "Il per il posizionamento strategico dei nostri operatori del settore, coinvolgendo attività per tutta la nostra filiera industriale, dai grandi e medi integratori alle Pmi. Un risultato straordinario – conclude il sottosegretario - che dimostra ancora una volta come il nostro Paese possa posizionarsi con successo nell’ambito del settore spaziale europeo e mondiale".

Il paper di Asi mostra in particolare le decisioni sull’assegnazione di 6 contratti per la realizzazione delle High Priority Candidate Missions – le nuove 6 missioni (Sentinelle) del programma Europeo di Osservazione della Terra Copernicus - per un valore totale di circa 2,6 Miliardi di euro. Il programma Copernicus è realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea per conto della Commissione Europea, e prevede un finanziamento congiunto da parte di Esa (relativo ai primi 6 prototipi) e della Commissione Europea (per i successivi modelli ricorrenti dei satelliti). L’Italia ha ottenuto un successo straordinario in queste gare, perché ai consorzi industriali guidati dall’Italia sono state affidate le due missioni più costose Rose-L e la Missione Cimr (Copernicus Imaging Microwave Radiometer), guidate entrambe da Thales Alenia Space Italia, con la partecipazione di OHB Italia per la realizzazione dello strumento della Missione Cimr. A queste si aggiunge la partecipazione di aziende Italiane alle altre Sentinelle, tra le quali la più importante è quella di Leonardo per la realizzazione dello strumento di osservazione iperspettrale per la missione Chime. Da qui, il totale dei contratti assegnati alla guida della nostra industria nell’ambito delle gare Copernicus raggiunge circa 1,03 miliardi di euro, con un ritorno in valore per le industrie nazionali pari a 485 milioni di euro. Questo a fronte di un investimento fatto dall’Italia a Siviglia in questo programma di 370 milioni di euro, un sovraritorno importante sull’investimento fatto. In aggiunta, durante i lavori del Comitato dell’Esa, sono stati approvati i contratti per la realizzazione della missione Hera destinata allo studio di un asteroide, e per la quale al sistema industriale sono stati attribuiti contratti per la realizzazione di importanti sistemi di bordo quali, tra l’altro, il sistema di Potenza Elettrica (assegnato a OHB-Italia), e la propulsione (assegnata a Avio), per il valore complessivo di 24,5 milioni circa. E ancora. Avio ha ottenuto il contratto ’batch 2’ a supporto della competitività del lanciatore Vega per un valore di 47 milioni. Molti altri contratti di valore minore sono stati approvati per tecnologie ed applicazioni integrate con varie imprese italiane.

Redazione

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