LE SORELLE CHE HANNO CREATO IL MADE IN ITALY

LA STORIA STRAORDINARIA DELL’ATELIER FONTANA

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Sono state tre donne, tre sorelle, tre designer, che da un piccolo paese della provincia di Parma chiamato Traversetolo, sono riuscite a vestire le dive e le donne più famose del loro tempo. Giovanna, Micol e Zoe Fontana riusciranno a portare Hollywood nella città eterna, saranno loro le artefici della nascita del Made in Italy e la voglia delle nobildonne, dell’alta borghesia e delle star di Hollywood di voler vestire italiano abbandonando, di fatto, la moda francese, che prima delle sorelle Fontana, era sinonimo di ricchezza e buon gusto. Nel 1936 le tre sorelle si trasferiranno a Roma per andare a lavorare presso atelier diversi decidendo, nel 1943, di aprire un proprio atelier che sin da subito catalizza l’attenzione delle donne della nobiltà e dell’alta borghesia romana. Una delle prime clienti eccellenti fu la figlia di Guglielmo Marconi, Gioia che introdurrà le tre sorelle nella élite romana e che permise alle designers di aprire un atelier più grande e decisamente più glamour in Via Veneto, ad assumere sarte e dipendenti che nel 1951 portò all’apertura della storica sede in Piazza di Spagna e ad avere trecento dipendenti.

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L’anno della svolta è il 1949 che porterà le tre sorelle ad essere conosciute a livello internazionale e a far diventare il loro atelier il più frequentato dal jet-set internazionale e dalle star di Hollywood. Ed è stata proprio una star hollywoodiana, Linda Christian a farle conoscere al mondo scegliendole per disegnare e confezionare il suo abito da sposa per il matrimonio romano con l’attore Tyrone Power celebrato il vent’otto gennaio di quell’anno. Il matrimonio dei due attori di Hollywood è stato il primo evento mediatico che portò sui magazine specializzati e sui rotocalchi dell’epoca le foto dell’abito da sposa della Christian facendo schizzare la popolarità delle designers alle stelle e portando la moda italiana all’attenzione del mondo. A vigilare sulla sposa e sullo strascico di sette metri in pura seta c’era proprio Micol Fontana.

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Sono le prime designers a sbarcare in America per presentare, ad una selezionatissima cerchia di buyers e clienti americani, le loro creazioni che riscuoteranno un così grande successo che l’anno dopo le porterà a Palazzo Pitti. Il padre del Made in Italy, Giovanni Giorgini aprì per loro la magnifica Sala Bianca di Palazzo Pitti dove verrà presentata la loro prima sfilata fuori dal loro atelier e che sarà la nascita del concetto di fashion system come oggi lo concepiamo, fatto di buyers, clienti e sfilate in location grandiose. La consacrazione della moda italiana, che finalmente è equiparata alla moda francese, arriva nel 1957 quando la Casa Bianca invita le Fontana a partecipare alla conferenza, La Moda nel Mondo in rappresentanza dell’Italia e del Made in Italy. Gli anni ’50 e ’60 saranno i più proficui e straordinari che vedranno arrivare a Roma dalle Fontana star del calibro di Liz Taylor, Soraya, Ava Gardner, Jackie Kennedy, Grace Kelly, Audrey Hepburn, tutte innamorate degli abiti disegnati e confezionati in modo perfettamente maniacale.

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Il rapporto tra le Fontana e il cinema sarà fortissimo, soprattutto con l’attrice Ava Gardner che riuscì ad imporre alle major di Hollywood che i suoi abiti di scena e non fossero disegnati esclusivamente dalle sorelle Fontana. Sono infatti delle Fontana gli abiti dei suoi film più famosi come: La contessa scalza, L’ultima spiaggia, Il sole sorgerà ancora, senza dimenticare il famoso “pretino”, disegnato da un giovanissimo Renato Balestra, dalla linea talare che faceva parte della collezione “Linea Cardinale” per l’autunno-inverno ‘56/’57. Acquistato subito dalla Gardner è entrato di diritto nella storia della moda.

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Tanti sono gli abiti delle Fontana che hanno lasciato un’impronta nella moda e che hanno fatto sognare le donne dell’epoca come l’abito da sera disegnato per Grace Kelly con scollatura sulla schiena, ricami in paillettes dorati e lungo strascico, o l’abito da sera indossato da Audrey Hepburn a Roma durante le riprese del film: “Vacanze Romane”. La Hepburn fece realizzare dalle Fontana anche uno splendido abito da sposa che non indossò mai visto che il matrimonio con l’industriale, James Hanson furono annullate di cui non restano che le foto scattate in atelier per l’ultima prova dell’abito da sposa. L’attrice pagò l’abito con la promessa, da parte delle sorelle, di donarlo ad una giovane futura sposa che non poteva permettersi un abito da sposa disegnato dalle sorelle Fontana. Nel 1960 fu una contadina della provincia romana, Amabile Altobello che riuscì ad aggiudicarselo partecipando ad un concorso radiofonico condotto da Mario Riva.

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Verso la fine degli anni ’60 intrapresero l’avventura del pret-a-porter, degli accessori, creando una collezione per la tavola, la nascita di un profumo che avrà il nome di una delle sorelle, Micol. Nel 1972, pur continuando a creare, non parteciperanno più ad eventi pubblici, nel 1978 moriva Zoe, la creativa, nel 1992 Giovanna e Micol quindi decisero di cedere la maison ad una società finanziaria, nel 2004 è andata via Giovanna, la manager e nel 2015 Micol, il piccione (appellata così dalle sorelle per il suo continuo viaggiare per far conoscere le creazioni Fontana in tutto il mondo). Giovanna, Micol e Zoe Fontana sono state le designers che hanno portato la moda italiana ad essere, negli anni cinquanta e sessanta più famosa e desiderabile di quella francese, sono state le fautrici del Made in Italy, le più desiderate dalle dive di Hollywood, le prime ad aver portato le sfilate fuori dagli atelier, le prime a concepire la moda come un sistema complesso dove, per imporsi non bastava la creatività, incarnata da Zoe, ma anche l’istinto manageriale, incarnato da Giovanna e l’istinto alle pubbliche relazioni, incarnato da Micol. Le sorelle Fontana sono state tre grandi donne verso le quali il fashion system italiano ha un grande debito, perché senza le sorelle Fontana non sarebbe diventato quel che è: un brand riconosciuto in tutto il mondo (Made in Italy), il buon gusto che il mondo ci invidia, la perfezione sartoriale, l’alta moda che non è più in mano alla sola Francia.

T. Velvet

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