GRAMMY AWARDS 2020

SUL RED CARPET SI GIOCA A TRAVESTIRSI

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La 62esima edizione dei Grammy Awards svoltasi a Los Angeles allo Stables Center è da sempre l’appuntamento più atteso per gli amanti della musica pop, ma ovviamente anche per tutte le fashion addicted. Questa edizione ha sancito il trionfo assoluto della cantante Billie Ellish, la prima artista donna e più giovane ad essere premiata per le quattro categorie più importanti: Record of the Year, Album of the Year, Song of the Year e Best New Artist.

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Purtroppo questa edizione dei Grammy sarà ricordata per la notizia della tragica morte della leggenda del basket, Kobe Bryant, ma anche per il Grammy vinto dall’ex first Lady, Michelle Obama per il suo audiolibro “Becoming” (una nuova categoria di questa 62edizione). L’ex first Lady non era presente alla cerimonia e purtroppo non abbiamo potuto commentare il suo outfit; outfit che da sempre suscitano grandi dibattiti tra i fashionisti. E’ stato il primo red carpet dove sono stati avvistati alcuni degli abiti di haute couture che hanno sfilato a Parigi nella settimana dell’alta moda appena terminata, un red carpet con abiti da sogno (pochini a dirla tutta), inquietanti stravaganze, travestimenti anticipatori del carnevale e fisiologiche cadute di stile che stanno trasformando, sempre più, i red carpet da passerelle di glamour e creatività stilistica a passerelle di abiti grotteschi adatti più al carnevale che ad una serata di gala.

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La vincitrice del Grammy Billie Ellish nel suo outfit creato apposta per lei dalla maison Gucci è a dir poco inquietante. A voler essere positivi possiamo scrivere che presi singolarmente il verde lime, la logomania e l’oversize saranno dei trend alert della prossima stagione, ma “assemblati” tutti nello stesso outfit con posa plastica e sguardo perso nel vuoto mette i brividi solo a guardarla. Un outfit più adatto ad un film horror che per far man bassa di Grammy.

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Come spesso accade sui red carpet si passa dall’horror alla fiaba, si passa dall’inquietante Billie Ellish alla principessa Ariana Grande che ha sfoggiato ben tre outfit nel corso della serata dove è apparsa bellissima sia con l’abito del designer Giambattista Valli, ma anche in quello della maison Schiapparelli e in quello della maison Givenchy indossato per esibirsi sul palco dei Grammy. Il primo abito è stato un trionfo di quattrocento metri di tulle sapientemente plasmati dal genio creativo del designer Giambattista Valli a cui non serve nient’altro. Difatti la cantante pop resta sul minimal nel make up, nell’acconciatura e nei bijoux; le due note stonate sono il colore dell’abito che spegne la carnagione della Grande (il grigio perla è perfetto per un sottotono di pelle freddo e non caldo come quello della cantante) e i lunghi guanti che diventano un inutile orpello (i guanti lunghi sono l’accessorio perfetto per il tubino smanicato e per celare un braccio non più tonico).

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La cantante Lizzo nel suo abito da sirena della maison Versace ha dimostrato a tutti che si può essere curvy e contemporaneamente chic e glamour. L’abito bianco ottico con bustino a cuore esalta e contiene il suo generoso decolté e il gioco strategico dei cristalli sull’abito fanno apparire il punto vita otticamente più sottile. Lo spacco l’avrei evitato visto lo scollo generoso dell’abito, ma comunque non lascia intravedere in modo sfacciato la gamba. La stola è l’idea furba per chi ha un braccio importante, ma non vuole rinunciare ad un abito senza maniche, certo la scelta di indossare un abito bianco ottico può sembrare azzardato per una curvy, è stata una scelta audace di chi non vuole cadere nello scontato total black, certamente più snellente, ma molto meno originale. Molto belli l’acconciatura dal mood retrò e il make up minimal, le note stonate sono le collana che avrei evitato e l’orlo dell’abito troppo lungo, ma lei che ci ha abituati ad outfit stravaganti a zero tasso di glamour su questo red carpet è apparsa raggiante e bellissima.

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L’attrice indiana, Pryanka Chopra ha cercato, con risultati disastrosi, di replicare l’iconico abito jungle dress indossato dalla cantante pop Jennifer Lopez sulla passerella della sua amica Donatella Versace. Primo lo scollo profondo dell’abito sposta il baricentro troppo in basso facendo apparire la sua silhouette sproporzionata; secondo il decolté dell’attrice subisce la forza di gravità che la divina Lopez ha sconfitto; terzo lo strascico è sconsigliato per una silhouette non proprio altissima e filiforme; quarto le maniche a pipistrello non fanno altro che rendere ancor più goffa la silhouette; quinto le frange e i cristalli sono del tutto stilisticamente incomprensibili. Non ci sono parole per commentare l’outfit “da cioccolatino” del suo accompagnatore.

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La presentatrice, la cantante Alicia Keys sceglie di salire sul palco dei Grammy Awards senza make up, una battaglia che porta avanti dal 2006 sostenendo che ogni donna deve sentirsi libera di uscire o salire su un palco anche senza trucco. Tralasciando il make up e la discutibile acconciatura mood “tirabaci”la cantante ci dimostra come una silhouette meno curvy di quella della cantante Lizzo scegliendo lo stesso modello di abito (sirena) si ottiene un risultato totalmente diverso dove a perdere è la Keys. La cantante Lizzo ha scelto un abito a sirena perfetto per la sua body shape a clessidra, mentre la Keys scegliendo un abito modello sirena ha penalizzato la sua body shape a pera che avrebbe tratto giovamento da un abito con gonna svasata e un corpino più strutturato così da riproporzionare la sua silhouette. Esempio lampante di come le forme, più o meno generose, non siano poi così importanti per un outfit perfetto, ma quanto sia fondamentale conoscere la propria body shape e saperla valorizzare al meglio.

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Ma le ispirazioni più spassose per il carnevale arrivano dagli uomini che stufi del classico smoking (che gli uomini di buon senso continueranno ad indossare nelle serate di gala) si scatenano con outfit che al loro cospetto quelli visti nei vari Met Gala diventano un esempio di glamour e buon gusto. Si parte da Billy Porter inguainato in una jumpsuit glitterata e decorata da frange, il suo sobrio cappello abat jour, le scarpe con plateau, i bijoux e la clutch d’ordinanza.

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Lil Nas decide di vestirsi da cowboy, ma lui fa di più, riesce a rendere l’iconica e rude figura del cowboy davvero trash grazie al suo outfit total pink, alle borchie, alla t-shirt in micro rete, ai maxi bijoux gold che ad un cowboy non devono mai mancare.

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Il rapper Tyler riprende il total look pink di Nas, ma si orienta verso un altro iconico personaggio, il fattorino di un hotel a cinque stelle.

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E infine arriva sul red carpet Steve Lacy e il suo outfit da samurai 2.0 che, in modo nefasto, coniuga il rigore nipponico e l’eccentricità dello street style. La sua espressione vale più di mille parole, che del resto, a me sono finite per commentare così tanto trash tutto condensato in un solo red carpet.

T. Velvet

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