WORLD BACKUP DAY: COME PRENDERSI CURA DEI PROPRI DATI

Attenzione a furti ed attacchi informatici

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Il 31 marzo 2021 si è tenuto il decimo anniversario del World Backup Day, una giornata importante per incentivare e ricordare ai cittadini e alle aziende l’importanza di eseguire e conservare backup. Perdere i propri file, contatti, foto, e dati personali è molto più facile e frequente di quanto si pensi. Soprattutto al giorno d’oggi, in un mondo sempre più “connesso”, le nostre informazioni digitali sono sempre più esposte a furti, incidenti o attacchi informatici come i ransomware, è conveniente tenere una copia di riserva dei nostri dati cosicché da poterle riottenere senza troppi problemi o senza pagare alcun riscatto. Infatti, l’ultimo “Report State of Ransomware” stima che il costo medio di un attacco (senza considerare un eventuale riscatto) è stato di oltre 730.000 dollari, derivante dai tempi di fermo aziendale, dagli ordini persi, dai costi operativi e altro ancora.

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L’idea dietro a questa data non è casuale, ma è anche quella di raggiungere tutti coloro che non hanno mai fatto un backup in vita loro o quelli che, addirittura, non sanno affatto cosa sia. Una delle intenzioni degli organizzatori è ricordare l’importanza di mettere al sicuro i propri dati il giorno precedenti al primo aprile, in cui siamo bombardati da scherzi più o meno graditi, può evitare di trovarsi in una pessima situazione prima che sia troppo tardi. Ma quindi che cos’è un backup e come viene fatto? Esso è semplicemente una copia di dati preesistenti messi in sicurezza in un apposito spazio virtuale definito “cloud”, da utilizzare come punto di ripristino dei dati stessi in caso di incidenti. Esistono molti software, sia a pagamento che non, che permettono di effettuare un backup completo o solo di alcuni file, tra cui i più famosi solo Google Drive, Dropbox, Onedrive, Amazon Cloud Drive o Apple iCloud, che mettono gratuitamente a disposizione dell’utente un certo numero di giga, ampliabili pagando un abbonamento.

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Un altro metodo possibile, andato via via a diminuire con l’avvento dei succitati servizi, è quello di affidarsi ad un supporto fisico come un Hard-disk, una Ssd, o una chiavetta Usb, in quanto sarebbero si più veloci in termini di affidabilità e facilità ma allo stesso tempo correrebbero un rischio molto più alto di rompersi e di perdere le tutte le informazioni per sempre. La regola d’oro sia per privati che aziende, condivise a livello mondiale richiedono che il dato sia sufficientemente ridondato per garantire la fruibilità in tutte le evenienze: la conformità minima è legata al noto paradigma “3-2-1”, cioè avere tre copie del dato, su almeno due media differenti (produzione e backup), con una copia di backup che deve essere esportata offline. Ismail Jadun, il fondatore del World Backup Day, ha infine dichiarato “Tutti noi conosciamo qualcuno che ha perso dati critici, che si tratti di video, foto, musica, relazioni di libri o cose personali. Spero che la Giornata Mondiale del Backup accenda delle conversazioni sull’enorme compito di salvare il nostro patrimonio digitale per le generazioni future”.

Francesco Maria Tiberio

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