Venice loved by artists and writers celebrated in literature

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Venice, one of the most loved cities in the world by painters, artists and writers, is a source of inspiration for many writers who visit it and during their stay write works and poems that become famous and make the myth of the city immortal.
John Ruskin, British writer, painter, poet and art critic. His interpretation of art and architecture strongly influenced Victorian and Edwardian aesthetics. His most famous work is "The stones of Venice".

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The writer would like his arrival to be as solemn as what Johann Wolfgang Goethe noted in his Journey to Italy. Before they built the bridge, before the revolutionaries blew it up to defend the city, travelers approached Venice on the flat water of the lagoon, as another man who dedicated a love book to Venice, John Ruskin, recalls. in his autobiography entitled Praeterita: «The lutulent Brenta, the rustic villas, the dusty road that ran on the embankment, the sandy shoreline were equally full of charm, as on that morning that we arrived in Venice: the black gondola in the canal of Mestre seemed to me more beautiful than the rising of the sun between golden and purple clouds».

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Joseph Brodskji, Russian-born American poet, essayist and playwright, receives the Nobel Prize for Literature. He is one of the greatest Russian poets of the twentieth century, he represents Venice in his most famous work, "Fondamenta degli incurabili". what the Nobel Prize winner Iosif Brodskij wrote about arriving by train in Venice, in this station that has absolutely no profile of the gateway to a big city: «It seemed to arrive in a country in the province, in some unknown, insignificant place - perhaps in his native country, after years of absence ». Strangely, a few years earlier one of his compatriots, the poet Vladislav Chodasevič, wrote of the Santa Lucia station: "there is nothing more wonderful and liberating / than to separate forever from your loved one / and to leave only the station. / In front of you, then, in a completely new way / the Venetian palaces will rise ».

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George Gordon Byron (1788-1824), English writer, poet and politician. In Venice he wrote Childe Harold (4th canto); Beppo, A Venetian Story; Don Juan; Mazeppa; Marin Faliero, doge of Venice; Sardanapalus; The Two Foscari; Cain; The Deformed Transformed; The Age of bronze.
At least part of the international fortune of Ponte dei Sospiri is due to the pen of George Byron; indeed, it is thanks to him that in the early nineteenth century Venice shakes off the decline in which it fell after the fall of the Republic. It all started when Byron inserted a touching romantic image of the bridge into the opening of the fourth canto of his Childe Harold’s Pilgrimage: "I was in Venice, on the Bridge of Sighs; / A palace on one side, a prison on the other: / I saw his profile emerge from the water / As at the touch of a magician’s boat; / A thousand years they spread nebulous wings / Around me, and a dying glory smiles / On remote times, when the subject lands / They looked at the marble columns of the Lion winged, / Where Venice sat with great pomp, enthroned on its hundred islands! "

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Rainer Maria Rilke (1875-1926), Austrian writer, poet and playwright of Bohemian origin. He is considered one of the most important German-speaking poets of the twentieth century. In one of his famous compositions entitled "Late autumn in Venice, New Poems" he writes: "The city no longer floats like a bait / to catch every day that looks out; / Now the glazed palaces look at you / Give a more sound raw. / And from the gardens it dangles / The summer like puppets in a pile, Upside down, exhausted, killed ".

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A famous phrase from the American patron of Jewish origin, Peggy Guggenheim, says "It has always been taken for granted that Venice is the ideal city for a honeymoon, but it is a serious mistake. Living in Venice, or simply visiting it, means falling in love with it and there is no room in the heart for anything else. "

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Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), a famous German writer, poet and playwright, arrived by water in the lagoon city in September, which he defines as the "republic of beavers". He took up accommodation at the Regina d’Inghilterra and let himself go to the social life of Venice, famous throughout Europe for the liveliness of its theaters. However, the opinion on the Venetians is not flattering: the people are "a large mass, an obligatory, involuntary existence". Goethe, on the other hand, is fascinated by the human landscape itself, probably for the same reason that will also attract Peggy Guggenheim, that is, the island nature entirely built by man: «Everything that surrounds me is full of nobility, it is the great work and respectable by a concordant human force, the magnificent monument not already of a sovereign, but of a people».

cms_16229/italfahne.jpgScopri la città eterna da un altro punto di vista

Venezia amata da artisti e scrittori celebrata nella letteratura

Venezia, una dell città più amate al mondo da pittori, artisti e scrittori, è fonte di ispirazione per molti letterati che la visitano e durante il loro soggiorno scrivono opere e poesie che diventano celebri e rendono il immortale il mito della città.
John Ruskin, Scrittore, pittore, poeta e critico d’arte britannico. La sua interpretazione dell’arte e dell’architettura influenzarono fortemente l’estetica vittoriana ed edoardiana. La sua opera più celebre è "Le pietre di Venezia".
Lo scrittore vorrebbe che il suo arrivo fosse solenne come quello che Johann Wolfgang Goethe ha annotato nel suo Viaggio in Italia. Prima che costruissero il ponte, prima che i rivoluzionari lo facessero saltare per difendere la città, i viaggiatori si avvicinavano a Venezia sull’acqua piatta della laguna, come ricorda un altro uomo che ha dedicato a Venezia un libro d’amore, John Ruskin, nella propria autobiografia intitolata Praeterita: «Il Brenta lutulento , le rustiche ville, la strada polverosa che correva sul terrapieno, il litorale sabbioso erano del pari ricchi di fascino, come in quella mattina che giungemmo a Venezia: il nero crocchio di gondole nel canale di Mestre appariva ai miei occhi più bello del sorgere del sole tra nuvole d’oro e viola».
Joseph Brodskji, poeta, saggista e drammaturgo russo naturalizzato statunitense, riceve il Premio Nobel per la Letteratura. È uno dei maggiori poeti russi del XX secolo, rappresenta Venezia nella sua opere più celebre, "Fondamenta degli incurabili ". quello che ha scritto il premio Nobel Iosif Brodskij a proposito dell’arrivo in treno a Venezia, in questa stazione che non ha assolutamente il profilo della porta d’accesso a una grande città: «Sembrava di arrivare in un paese in provincia, in qualche posto sconosciuto, insignificante – forse al paese natale, dopo anni di assenza». Stranamente qualche anno prima un suo compatriota, il poeta Vladislav Chodasevič, scrive della stazione Santa Lucia: « non c’è più nulla di meraviglioso e liberante / che separarsi per sempre dall’amata / e uscire solo dalla stazione. / Davanti a te, allora, in modo tutto nuovo / si ergeranno i palazzi veneziani ».
George Gordon Byron (1788-1824), scrittore, poeta e politico inglese. A Venezia scrisse Childe Harold (4° canto); Beppo, A Venetian Story; Don Juan; Mazeppa; Marin Faliero, doge of Venice; Sardanapalus; The Two Foscari; Cain; The Deformed Transformed; The Age of bronze.
Una parte almeno della fortuna internazionale di Ponte dei Sospiri è dovuta alla penna di George Byron; anzi, è grazie a lui se a inizio Ottocento Venezia si scrolla di dosso la decadenza in cui è precipitata dopo la caduta della Repubblica. Tutto inizia quando Byron inserisce nell’incipit del quarto canto del suo Childe Harold’s Pilgrimage una toccante immagine romantica del ponte: "Ero a Venezia, sul Ponte dei Sospiri; /Un palazzo da un lato, dall’altro una prigione:/Vidi il suo profilo emergere dall’acqua/Come al tocco della barchetta di un mago; /Mille anni stendono ali nebulose /Intorno a me, e una gloria morente sorride /Sui tempi remoti, quando le terre soggette /Volgevano lo sguardo alle colonne di marmo del Leone alato, / Dove Venezia sedeva in pompa magna, in trono sulle sue cento isole!"
Rainer Maria Rilke (1875-1926), scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema. È considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo. In un suo celebre componimento intitolato "Tardo autunno a Venezia, Nuove Poesie" scrive: "La città più non fluttua come un’esca / a captare ogni giorno che s’affacci; / Ora al tuo sguardo i vitrei palazzi / Danno un suono più crudo. / E dai giardini penzola / L’estate come marionette in mucchio, A testa in giù, estenuate, uccise".
Una frase celebre della mecenate americana di origine ebraiche, Peggy Guggenheim, dice "Si è sempre dato per scontato che Venezia sia la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro."
Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), celebre scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, arriva per via d’acqua alla città lagunare nel mese di settembre, che definisce « repubblica di castori ». Prende alloggio all’albergo Regina d’Inghilterra e si lascia andare alla vita mondana di Venezia, famosa in tutta Europa per la vivacità dei suoi teatri. L’opinione sui veneziani non è pero’ lusinghiera : il popolo è « una grande massa, un’esistenza obbligata, involontaria ». Goethe rimane invece affascinato dal paesaggio umano in sé, probabilmente per lo stesso motivo che attrarrà anche Peggy Guggenheim, cioé la natura di isola interamente costruita dall’uomo: « Tutto cio’ che mi circonda è pieno di nobiltà, è l’opera grande e rispettabile d’una forza umana concorde, il monumento magnifico non già d’un sovrano, ma d’un popolo. »

Domenico Moramarco

Tags: Venezia letteratura scrittori Ruskin Goethe

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