Varato un decreto con misure urgenti

È ora che le persone mostrino senso di responsabilità

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"Abbiamo bisogno di un patto vero con le persone. I comportamenti virtuosi di ciascuno sono decisivi. I decreti non bastano. Tutto quello che stiamo facendo è sicuramente utile e importante. Ma senza una scelta di natura individuale, senza comportamenti corretti da parte di ciascuno, la battaglia diventerà sempre più complicata da giocare", ha dichiarato ieri il Ministro della Salute, Roberto Speranza. Intanto ieri, nelle prime ore della notte, quando ancora il Governo stava abbozzando il Decreto recante le ulteriori misure di prevenzione e contrasto al diffondersi del coronavirus, treni e autobus diretti al sud sono stati presi d’assalto nel timore di una paralisi totale del Paese.

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La notizia ha messo in allarme i governatori ed i sindaci delle città del centro sud Italia, in cui sembra che i continui aggiornamenti, non certo rassicuranti, sull’andamento dei nuovi casi di Covid 19, siano stati sottovalutati. Le norme imposte per evitare contatti tra le persone, soprattutto nei luoghi di aggregazione, necessarie a porre, se non un argine, almeno un freno alle possibilità di contagio, sono state spesso disattese. La percezione della pericolosità è la stessa che hanno avuto, nelle settimane precedenti, gli abitanti delle città del nord Italia fuori dalle “zone rosse”, oggi, purtroppo, anch’esse parte di quell’elenco. Purtroppo il virus si diffonde velocemente.

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Nel frattempo, già nella giornata di ieri sono state emanate le ordinanze dei Presidenti di tutte le Regioni, che si rifanno alle norme contenute nel DPCM definitivo, di immediata esecuzione. La Puglia, ad esempio regione interessata ai rientri dalle città del nord, iniziati nella notte di ieri, dopo che è stata diffusa irresponsabilmente la bozza del DPCM (Decreto presidenza consiglio dei ministri), in cui si paventava la chiusura della Lombardia e di alcune città del Nord, ha prontamente emanato un ordinanza che recita: “Tutti gli individui che hanno fatto ingresso in Puglia con decorrenza dalla data del 7/03/2020, provenienti dalla Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, per rientrare e soggiornare nel proprio domicilio, abitazione o residenza, hanno l’obbligo:

- di comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta o all’operatore di sanità pubblica del servizio di sanità pubblica territorialmente competente;

- di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni;

- di osservare il divieto di spostamenti e viaggi;

- di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza;

- in caso di comparsa di sintomi, di avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o l’operatore di sanità pubblica territorialmente competente per ogni conseguente determinazione.

La mancata osservanza degli obblighi di cui alla presente ordinanza, comporterà le conseguenze sanzionatorie come per legge (art. 650 c.p., se il fatto non costituisce più grave reato). I Prefetti territorialmente competenti assicurano l’esecuzione delle misure disposte con la seguente ordinanza…”

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L’Ordinanza è stata comunicata immediatamente ai sindaci pugliesi, che hanno provveduto con comunicati ufficiali. Lo stesso è avvenuto nelle altre Regioni. Questo è il momento della responsabilità, a cui sono chiamati tutti gli italiani e le italiane e chiunque soggiorni nel nostro territorio nazionale. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini, almeno in questo momento di emergenza. Bisogna farlo frenare i virus e per non mettere in crisi il sistema sanitario, già fortemente provato.

Nicòl De Giosa

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