VOLONTARIO MORTO IN BURKINA FASO

ENNESIMO MISTERO IN TERRA STRANIERA

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Tonino Tonial, pensionato 66enne residente a Sedigliano (Udine), è stato trovato morto qualche giorno fa in Burkina Faso, Paese d’origine della moglie Aguiratou Savadogo. Sarebbe stata proprio la donna a riconoscere in foto la salma del coniuge, il 3 novembre scorso. L’uomo si recava spesso in Burkina Faso e Afghanistan in quanto membro dell’associazione Pentalux “Maurizio Chittaro”, una onlus che presta assistenza sanitaria – soprattutto nel campo dell’ottica – ai campi profughi Saharawi, in fuga dal Sahara occidentale a causa dell’occupazione da parte del Marocco. Questa volta, però, il friulano avrebbe raggiunto l’Africa non per conto della Ong, bensì per motivi familiari. La Pentalux aveva in programma un progetto di aiuto oftalmico, in collaborazione con un ospedale locale, solo nella prossima metà del mese. I vertici dell’associazione, che hanno saputo del decesso tramite un amico di nazionalità greca, non ricevevano notizie dell’uomo da giorni.

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Secondo alcune indiscrezioni, il corpo senza vita del 66enne sarebbe stato rinvenuto nei pressi di una capanna abbandonata. Aguiratou sarebbe stata immediatamente informata del decesso di suo marito, senza alcuna spiegazione in merito alle circostanze del ritrovamento. I familiari di Tonino, invece, sono venuti a conoscenza della tragica notizia solo tramite le voci che si rincorrevano nel loro paesino del Friulano. “Mi hanno avvertito che circolavano in paese notizie terribili sulla sorte di mio fratello e mi sono subito preoccupato per i miei genitori, così sono tornato a casa. Lo abbiamo chiamato ripetutamente, ma il suo telefono squillava a vuoto, poi partiva la segreteria e la preoccupazione non faceva che aumentare” ha riferito il fratello Tiziano Tonial, il quale avrebbe ricevuto diverse telefonate da parte dei compaesani mentre si trovava al lavoro. “Mio fratello andava spesso in Burkina Faso, un Paese che conosceva molto bene. L’ultima volta che l’ho sentito mi ha detto che stava bene e non avevo motivo di preoccuparmi” ha concluso.

Tonino, ex operaio della Rex, era originario di Sesto al Reghena (Pordenone) ma da sempre risiedeva a Sedigliano, dove abitavano anche i suoi genitori, ormai ultranovantenni. Dopo la fine del suo primo matrimonio - da cui erano nati tre figli, Filippo, Tommaso e Francesco - era sorto in lui il desiderio di dedicarsi al volontariato in Africa. Proprio nel corso di una missione umanitaria aveva conosciuto Aguiratou, sua attuale moglie. Il sindaco di Sedegliano ha espresso la sua vicinanza ai congiunti del defunto, elogiandolo per il suo costante impegno nel sociale: Tonino era solito svolgere attività di volontariato non solo in Africa, ma anche nel suo paese, dove si occupava dell’assistenza ad anziani e malati.

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“Eravamo preoccupati dalle voci che si rincorrevano sulle sorti di Tonial e abbiamo cercato di avere notizie, poi il presidente Loris Di Giorgio dalla Grecia è riuscito a contattare la moglie dopo vari tentativi: era stata informata dalle autorità di polizia locali che il marito era stato trovato morto mentre si trovava in viaggio, una notizia che ci ha lasciati sotto choc”, queste le dichiarazioni di Sante Mariusz, fondatore della Pentalux, che ha aggiunto in seguito: “Ho appena parlato con la Farnesina, che però non ci ha spiegato le circostanze del decesso. Mi hanno detto che se ne sta occupando l’Ambasciata d’Italia ad Abidjan, in Costa D’Avorio. Da quello che sappiamo, Toninoè morto sabato 29 ottobre. La moglie è una locale ma non riusciamo a metterci in contatto con lei. Tonino si trovava da circa 40 giorni in Burkina Faso proprio per motivi personali”. L’associazione vuole vederci chiaro sulla misteriosa morte del volontario friulano, cercando di captare informazioni dalla Farnesina e di reperire la cugina della consorte del Tonial, che si troverebbe in Italia.

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Tante le supposizioni in merito al decesso avanzate nelle ultime ore. Sebbene sul corpo non siano stati rinvenuti evidenti segnali di violenza, l’ipotesi della morte per cause naturali è poco avvalorata: l’uomo non era affetto da particolari problemi di salute che avrebbero potuto provocargli un malore. Si pensa piuttosto a un agguato, a un tentativo di rapina finito in tragedia o a un omicidio a sfondo politico organizzato dalla criminalità locale. Scenari che ci riportano alla mente, come in un macabro déjà-vu, le storie di quei tanti connazionali che hanno trovato la morte all’estero in circostanze misteriose. Giulio Regeni, ricercatore universitario trovato morto al Cairo (Egitto) il 3 febbraio scorso con evidenti segni di tortura su tutto il corpo. Mario Biondo, cameraman impiccato nella sua casa di Madrid nel maggio 2013. Massimiliano Rossi, ex patron di una discoteca di Ponsacco (Pisa), morto carbonizzato con un coltello nel petto a Palma di Maiorca, nell’agosto del 2015. Sebastiano Magnanini, rinvenuto in un canale del Regent Park (Londra) nel settembre dell’anno scorso, quando il suo cadavere, legato a un carrello pieno di pesi, si trovava già in avanzato stato di decomposizione. Sergio Mazza, direttore di un reparto alimentare di un hotel nelle Filippine, freddato da un uomo con tre proiettili alla testa, senza apparente motivo, mentre si recava al lavoro nel giugno del 2010. Adriano Casiraghi, accoltellato nella sua stanza d’albergo a Las Terrenas (Repubblica Dominicana) nel dicembre scorso. Vittime a cui si è voluta tappare la bocca, forse perché sapevano troppo. Speriamo non si tratti, anche nel caso di Tonino Tonial, dell’ennesima morte senza giustizia.

Federica Marocchino

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