VIA LIBERA ALLA LEGGE CONTRO LA PROPAGANDA FASCISTA. QUALI I RISCHI?

Appena approvata dalla Camera, ha scatenato il malcontento di alcune parti politiche

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L’apologia del fascismo, ancora viva nei pensieri più intimi dei simpatizzanti, potrebbe avere le ore contate. Saluti romani, gadget e gesti inneggianti al Duce sono a un passo dal diventare reato: lo scorso martedì la Camera ha approvato il disegno di legge proposto da Emanuele Fiano. Il provvedimento è passato grazie al sì di 261 deputati, che sono riusciti a spuntarla contro 112 contrari e 15 astenuti.

cms_7195/2.jpgDi cosa stiamo parlando esattamente? Il ddl in questione prevede l’introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, volto a punire – con una reclusione minima di 6 mesi, fino a 2 anni - qualsiasi gesto riconducibile alla propaganda fascista e nazi-fascista. Le condotte perseguibili comprendono la produzione, diffusione e vendita di “beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a tali partiti o ideologie” e il richiamo, seppur emblematico, alla gestualità tipica del Regime. E’ considerato un aggravante – il che espone all’aumento di un terzo della pena - l’utilizzo di strumenti telematici e informatici a scopi propagandistici, dunque ogni attività legata a pagine web, blog e merchandising online. Un testo, insomma, che sembra voler portare a termine la battaglia già avviata con la cosiddetta “legge Scelba”, studiata per porre un veto allo sviluppo di associazioni e manifestazioni ispirate agli ideali del Ventennio: per intenderci, tutto ciò che potesse esporre al rischio di riorganizzazione dell’antico partito fascista. L’articolo unico voluto da Fiano sembra voler espiantare il problema alla radice, scavando tra vecchie abitudini e pericolose convinzioni che potrebbero condurre a nuove forme di tirannia.

Sebbene in apparenza “innocua”, in quanto evidentemente volta al perseguimento del bene comune, la potenziale legge ha scatenato uno stuolo di polemiche. “Dopo 42 giorni di ferie, oggi la Camera dei deputati si è riunita e al primo punto dell’ordine del giorno ha inserito una legge che potrebbe mandare in galera chi fa il saluto romano o mettere fuori legge la scritta ‘Mussolini dux’ dell’obelisco del Foro Italico. Il Movimento Cinque Stelle ha votato contro questa ennesima pagliacciata” ha fatto sapere in un post Alessandro Di Battista, al termine della seduta. “Mentre oggi la Apple presenta l’iPhone8, noi in parlamento siamo costretti dal PD a discutere di fascismo vs comunismo” ha twittato Carlo Sibilia, del Movimento 5 Stelle. Critica anche l’Alleanza Nazionale: già prima dell’approvazione alla Camera, la Meloni si mostrò contraria a una così affrettata discussione parlamentare, mentre La Russa commentò ironicamente le decisioni dell’allora premier Renzi. “Questa legge non vieta soltanto il parlare, il dire, lo scrivere, il pensare, il raffigurare, il disegnare, il dipingere, lo scolpire, tutte cose che non piacciono a questo regime politico. La legge Fiano vieta anche la gestualità – ha ribadito La Russa nel corso della seduta di martedì - Quindi, da ora in poi, state attenti ad alzare la mano oltre la spalla, a mettere le mani sui fianchi, a camminare con la gamba alzata orizzontalmente, anche ad accentuare il mento, perché l’accentuare il mento richiama certamente quel mostro, che fu Benito Mussolini. Potete essere passibili di due anni di galera. Vergogna!”.

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“L’antifascismo è la cifra di chi difende la libertà, il testo non reprime le opinioni personali. Questa norma è necessaria per l’oggi, non per fare processi o rivisitare il passato” ha chiarito Walter Verini, del Pd. Paradossalmente, è proprio questo il punto su cui i detrattori calcano la mano: come ogni provvedimento volto a regolare i comportamenti dei cittadini, entrando nella quotidianità, il pericolo “liberticida” si annida nel sottile confine tra le scelte personali e le imposizioni di uno Stato che, in ogni caso, desidera certamente tutelare il benessere e la sicurezza della popolazione, scoraggiando qualsiasi forma di disgregazione sociale. C’è da considerare, però, anche il versante “storico” della vicenda: è giusto inibire a tutti i costi la rievocazione – da non confondere con esaltazione – del passato, anche qualora non costituisse potenziale focolaio di barbarie? A tal proposito, hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Fiano (su cui si è soffermato La Russa in aula), il quale si sarebbe detto favorevole alla proposta, lanciata dall’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Luciano Violante, di cancellare la scritta Dux dall’obelisco dell’Olimpico a Roma. Un gesto che, probabilmente, risulterebbe inappropriato quanto inutile, se non lesivo della memoria storica del Paese. La legge contro la propaganda fascista – che, al momento, è in attesa di approvazione da parte del Senato – andrà applicata con moderazione, secondo una “posologia” ben definita. Un’overdose potrebbe condurre verso un pericoloso oblio storico, in tempi che chiedono all’Italia di affermarsi con solida identità nel panorama europeo e mondiale. Costruire il Paese del futuro, non dimentichiamolo, significa soprattutto analizzare con estrema attenzione gli errori commessi dagli avi, piuttosto che trascinare con sé brandelli di passato…

Federica Marocchino

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