VIAGGIO IN SICILIA DI ANTONELLO di CARLO

Proposte di lettura

1655696192VIAGGIO_in_Sicilia_R3_Proposte_di_lettura_ITALIA_Bandiera.jpg

cms_26492/1.jpgViaggio in Sicilia sarà presentato alle ore 18,30 a Roma Giovedì 23 giugno presso l’UNAR ( sala Roma) via Ulisse Aldrovandi 16

Viaggio in Sicilia è l’ opera poetico-narrativa del collega ed amico Antonello Di Carlo.

Ancora una volta domina il tema del “viaggio”, anche se devo confessare che, dopo essere stato “toccato” nell’animo dal “Viaggio in Emilia e in Romagna”, questo testo, per potenza ed eleganza narrativa d’immagini, sensazioni, suoni che, proprio per le origini cui l’autore è legato all’Isola Magna, va ben al di là dell’altro.

Non è mia intenzione analizzare mettere a confronto questi due bellissimi testi dell’amico Antonello. Semplicemente vorrei notare come il “tema del viaggio” percorra le strade dell’anima dell’autore, quasi a voler sottolineare, come tutta la vita sia un “viaggio” alla scoperta di luoghi, persone, situazioni, dove, l’aspetto più vero e profondo della nostra umanità, trova la sua realizzazione piena, nella convivialità. L’uomo è fatto per questo, non è nei conflitti che cresce, bensì nel condividere la mensa, ciò che la ricchezza dei sapori e degli odori donano al palato, che qui diventa simbolo e allegoria di una condivisione più alta fatta di idee, intuizioni, scoperte, poesia. Sensazioni che affondano la loro ricchezza d’essere in una terra ricca di storia e suggestioni ancestrali: la Sicilia.

Veniamo dunque al testo che rievoca, a mio avviso, un viaggio di ritorno, come per Ulisse omerico, l’autore novello Antonello Di Carlo, ripercorre le tappe a ritroso della sua esistenza, per poi far ritorno alla sua Itaca, la Sicilia appunto. Così le strade del tempo e dello spazio lo riconducono a casa, da cui sentirà l’esigenza di ripartire dopo averne cantato le meraviglie, essersi arricchito di quello sguardo carico d’infinito ed abbeverato alla fonte della bellezza e della conoscenza. Come Ulisse, anche il nostro Di Carlo ha costruito sopra le radici dell’ulivo, la propria alcova ed è in essa infatti che troviamo lo spazio per l’amore, per il sogno e per ogni viaggio dell’anima. Così, sulle tracce di Goethe, come novello Argonauta, conduce i lettori nell’incanto di luoghi che, per il nostro traghettatore, hanno l’evidente sapore di quel “dolceamaro disincanto” tipico di chi, ritornato a casa, sente comunque impellente la necessità di rovistarne in ogni stanza per riappropriarsi di ciò che contengono e che forse anche lo stesso animo aveva dimenticato. La scoperta quindi di “un ignoto ritrovato” che Di Carlo ci svela e ci disegna, attraverso l’uso magistrale delle parole, un antico e fresco viaggio “ben preparato” in cui tutto viene coinvolto perché si possa percepirne per intero la meraviglia. Antichi dei, miti, leggende, muse, poeti e narratori caratterizzano il “suo peregrinare”, infatti, come Virgilio conduce Dante a “riveder le stelle” così, il nostro Di Carlo, ci conduce ad ammirare l’apoteosi contenuta in tutta la mediterraneità della sua terra natia. L’ammirazione per Goethe spinge Di Carlo a ripercorrerne le tracce come se stesse seguendo un “vate” che introduce in uno spazio cromatico ricco di sensazioni, odori, colori, che scandiscono le tappe del viaggio.

cms_26492/4.jpgIn realtà l’amico Antonello va ben oltre l’intenzione di Goethe. Rivisitando i luoghi che lui ha percorso con l’ardore, la passione, lo stile poetico di chi pone la sua terra al centro di ogni terra perché tra le sue pieghe, nei suoi vicoli, nella maestosità dei suoi templi e palazzi e, soprattutto nell’ardore della sua gente, risiedono e dipartono filosofia, storia, bellezza, poesia e narrazione dell’infinito. Come del resto ci dice in “Così iniziò il mio viaggio, a tal fine vesto i panni di codesto personaggio, dovrò farlo con amore e coraggio…” Quindi un viaggio che, a mio personale parere, guidato da “una stella che brilla improvvisa nella notte”, lo spinge ad andare oltre, a ricercare un quid in più che Goethe non aveva percepito sino in fondo e a completare ciò che in lui mancava, ovvero il non detto… il non visto: occorre essere siciliani nel sangue o amare questa terra, perché solo così potremo comprenderne ogni sfaccettatura. Non un “rimprovero” dunque a Goethe, che senz’altro non era siciliano, bensì un’aggiunta per ripercorrerne le tappe e portare a compimento e terminare per lui un viaggio mai finito. Così per incanto, “come ipnotizzato dal volo della Fenice”, attraverso una scrittura empatica, scorrevole e mai monotona o stancante, avviene “il miracolo”: i due viaggi diventano uno solo, quasi fosse uno splendido fiore che sboccia sulla terra siciliana e che attraverso il suo profumo e i suoi colori colmasse lo spazio e il tempo, rendendoci piacevolmente e fisicamente presenti in quest’incontro in cui l’animo sognante, viene sospinto dal vento dello spirito che lo conduce oltre il limite del sogno, perché il nostro cuore, insieme al suo, si riconosca nei luoghi cari all’infanzia dell’autore. Trattasi di un viaggio anche spirituale ricco di quella fede antica e resistente che si legge nella visita al santuario di Santa Rosalia, ove la fede diventa luce necessaria per un cambiamento oltre che per un segnale da seguire lungo il cammino intrapreso. Siamo giunti alle radici dell’ulivo, di quell’ulivo sacro e leggendario che demarca il confine di ogni appartenenza, le cui radici affondano in questa terra antica che non può che essere l’origine di ogni italico sentire. L’Italia non esiste senza la Sicilia che del Mediterraneo ritorna ad essere la culla, in cui questa terra novella “Venere” nasce spumeggiante a raccontar con l’amico Antonello il senso profondo della storia che sommesso condivido con un po’ di nostalgia. Infine termino dicendo che leggere questo meraviglioso libro é la condicio sine quan non se vorrete conoscere l’anima di questa terra, l’Isola Magna, di cui, in un modo o nell’altro, tutti i poeti ne sono o si sentono cittadini.

Claudio Raspollini

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos