VERTICE UE A VERSAILLES SU DIFESA ED ENERGIA

Il conflitto in Ucraina e il tallone d’Achille della dipendenza energetica

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Si è inaugurata ieri la prima delle due giornate del summit Ue, ospitato dalla maestosa reggia di Versailles.

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Concepito originariamente come vertice informale, volto a coronare il semestre di presidenza francese, il meeting vede riuniti i leader europei in un contesto di tensione senza precedenti, che Macron non avrebbe potuto prevedere quando, all’indire l’incontro con gli altri capi di Stato e di governo dei paesi membri, incluse nei punti all’ordine del giorno la questione della capacità di difesa dell’UE, ad oggi avvalorata di una risonanza diversa dalla norma.

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Le discussioni di queste giornate di incontri si focalizzeranno principalmente su tre snodi tematici: la difesa comune, la costruzione di una base economica più solida e la riduzione delle dipendenze energetiche del blocco, soprattutto alla stregua dello scoppio della guerra in Ucraina e del deterioramento dei rapporti con Mosca, conseguente ai provvedimenti sanzionatori. La transizione energetica si rivelerà ancora una volta prioritaria nell’asset degli obiettivi a medio e lungo termine dell’Unione, com’era già scaturito dalle parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che negli scorsi giorni aveva lanciato il piano “RePowerEu”, volto a rendere l’Ue autosufficiente a livello di riserve energetiche attraverso l’introduzione di un tetto al prezzo dell’energia elettrica, acquisti e stoccaggi collettivi, depositi di gas riempiti al 90% entro ottobre e la possibilità di imporre nuove tasse sugli utili delle aziende per redistribuirli ai consumatori e quindi tagliare le bollette.

Altro aspetto fondamentale sarebbe la diversificazione delle forniture sulla scia della transizione ecologica: “Prima passiamo alle energie rinnovabili e all’idrogeno, prima saremo veramente indipendenti e padroni del nostro sistema energetico”, ricorda la von der Leyen, sottolineando che la nostra dipendenza da petrolio e gas è ragione dell’asservimento ai grandi esportatori, tra cui la Russia, alla quale dobbiamo il 30% del gas importato dall’Ue; percentuale che sale al 50 se letta in considerazione delle importazioni solo extraeuropee.

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In materia di difesa, invece, si discute l’istituzione di un fondo finanziato con debito comune, come per la NextGenerationEu, escludendo l’ipotesi dell’emissione di eurobond. Sulla falsariga della misura comune per il rafforzamento della difesa, la Commissione aveva già negli scorsi giorni aperto una consultazione con gli Stati membri per proporre un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, come nella pandemia, per consentire sostegno alla liquidità delle imprese direttamente o indirettamente colpite dalla crisi e a quelle grandi consumatrici di energia. Versailles sarà sicuramente anche l’occasione per discutere la proposta del premier greco Mitsotakis circa l’introduzione di un tetto sui prezzi del gas. Posizioni discordanti invece si annidano attorno alla questione dell’entrata dell’Ucraina nell’UE, la cui accelerazione in questo momento potrebbe risultare controproducente su vari fronti, pur non mettendo in discussione che si tratti di un processo certo meno ostacolato di un’eventuale adesione del paese alla NATO.

Federica Scippa

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