VARIANTE OMICRON ALL’ 89%, DOMINA NEL MONDO

In Italia167.206 contagi e 426 morti - Dati delle Regioni - Italia,aumentano terapie intensive e ricoveri - Iss: "Età media morti 80 anni, più alta per vaccinati" - Emergenza, proroga sì o no? Bassetti,Crisanti, Andreoni,Gismondo,Pistello

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Variante Omicron "è all’89%, domina nel mondo: rischio resta molto alto"

E’ ormai "predominio Omicron su scala globale". A sancirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che nel suo bollettino settimanale fa il punto anche sulle varianti covid, sulla loro distribuzione, sui eventuali aggiornamenti scientifici e sulle valutazioni degli esperti. E avverte: "Sulla base delle evidenze attualmente disponibili, il rischio complessivo relativo alla variante Omicron rimane molto elevato". La situazione epidemiologica di Sars-CoV-2 nel mondo vede l’inesorabile e "continuo calo della prevalenza della variante Delta, e una circolazione di livello molto basso di Alfa, Beta e Gamma", si legge nel report aggiornato a questa settimana.

Tra le 372.680 sequenze caricate sulla piattaforma Gisaid con campioni raccolti negli ultimi 30 giorni quasi il 90% (89,1%) erano Omicron, cioè 332.155. Mentre il 10,7% erano Delta (39.804). Infine risultano 28 sequenziamenti erano di variante Gamma, 4 di Alfa e due campioni sono stati attribuiti a Mu e Lambda. I Paesi che hanno registrato un rapido aumento dei casi di Omicron a novembre e dicembre hanno iniziato o stanno iniziando a vedere un calo dei casi. Ma l’Oms invita a non abbassare la guardia: "Rispetto ad altre varianti, Omicron ha mostrato una maggiore capacità di diffusione all’interno della comunità, portando ad un rapido aumento del numero di nuovi casi in più Paesi in cui ha sostituito altre varianti, inclusa Delta".

Sembra esserci "un minor rischio di malattia grave e morte con l’infezione Omicron rispetto ad altre varianti - prosegue l’agenzia Onu per la salute - Tuttavia, a causa del numero molto elevato di casi, molti Paesi hanno visto un aumento significativo dell’incidenza dei ricoveri, che ha messo sotto pressione i sistemi sanitari". E’ l’elevata trasmissibilità che viene evidenziata in particolare dagli esperti Oms. Da diversi studi emerge per esempio un tasso di contagio secondario all’interno di nuclei familiari più alto rispetto a quello della variante Delta (31% per Omicron contro 21% per Delta secondo uno studio condotto in Danimarca, per esempio).

Inoltre studi condotti in India e Sudafrica hanno riportato una percentuale maggiore di infezione asintomatica al momento del test tra le persone contagiate da Omicron rispetto a chi è stato colpito da Delta. La maggior frequenza di asintomatici "può comportare un tasso di rilevamento più basso, e quindi contribuire ulteriormente alla trasmissione", conclude l’Oms.

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cms_24588/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 167.206 contagi e altri 426 morti

Sono 167.206 i contagi da coronavirus in Italia, secondo i numeri covid - regione per regione - nel bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute. Registrati altri 426 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 1.097.287 tamponi, il tasso di positività è al 15%.

Calano i pazienti in terapia intensiva (-26) e i ricoverati con sintomi (-36). In particolare sono 1.665 i posti occupati in rianimazione mentre nei reparti covid ci sono 20.001 persone.

Le vittime dall’inizio dell’emergenza salgono a 144.770 mentre in totale sono state contagiate 10.383.561 persone. I guariti toccano quota 7.522.210, 139.421 hanno superato il virus nelle ultime 24 ore. Ad oggi in Italia sono 2.716.581 i positivi al covid, al netto dei guariti.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 26 Gennaio 2022)

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 4.104 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 gennaio 2022 in Friuli Venezia Giulia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 15 decessi. Nel dettaglio, oggi in Friuli Venezia Giulia su 10.822 tamponi molecolari sono stati rilevati 1.110 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 10,25%. Sono inoltre 17.856 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 2.994 casi (16,76%). Le persone ricoverate in terapia intensiva si riducono e sono pari a 41, mentre i pazienti ospedalizzati in altri reparti risultano essere 489. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi.

LOMBARDIA - Sono 27.808 i nuovi casi positivi al coronavirus registrati in Lombardia nelle ultime 24 ore. Secondo i dati diffusi dalla Regione Lombardia, i tamponi effettuati sono stati 208.039, per un indice di positività del 13,3%. I morti sono stati 74, per un totale di 36.758 dall’inizio della pandemia. I ricoverati negli ospedali della regione sono 3.405 (-6) e quelli in terapia intensiva 259 (-5).

CAMPANIA - Sono 12.854 i contagi da coronavirus in Campania oggi, 26 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. I nuovi casi sono stati individuati su 90.530 tamponi.

La percentuale di test risultati positivi sul totale dei test analizzati è pari al 14,19%. Nel bollettino odierno diffuso dall’unità di crisi della Regione Campania sono inseriti 43 nuovi morti, 32 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e 11 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri.

Alla luce dei 43 nuovi decessi registrati, il numero di morti per Covid in Campania dall’inizio della pandemia sale a 9.006. Negli ospedali regionali sono 102 i posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti Covid, 1.380 invece i posti letto di degenza occupati.

EMILIA ROMAGNA - Sono 19.028 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 26 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 53 morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 73.278 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 25.565 molecolari e 47.713 test antigenici rapidi. Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 25,9%.

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 152 (+2 rispetto a ieri, pari al +1,3%), l’età media è di 62,2 anni. Sul totale, 90 non sono vaccinati (zero dosi di vaccino ricevute, età media 62,0 anni), il 59,2%; 62 sono vaccinati con ciclo completo (età media 62,5 anni). Un dato che va rapportato al fatto che le persone over 12 vaccinate con ciclo completo in Emilia-Romagna sono quasi 3,7 milioni, circa 300mila quelle vaccinabili che ancora non lo hanno fatto: la percentuale di non vaccinati ricoverati in terapia intensiva è quindi molto più alta rispetto a chi si è vaccinato.

Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.577 (-17 rispetto a ieri, -0,7%), età media 71,1 anni. I casi attivi, cioè i malati effettivi, sono 396.015 (+12.053). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 393.286 (+12.068), il 99,3% del totale dei casi attivi.

LAZIO - Sono 14.987 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 26 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 18 morti. A Roma segnalati 7.968 nuovi casi.

Nel complesso "su 24.122 tamponi molecolari e 75.229 tamponi antigenici per un totale di 99.351 tamponi, si registrano 14.987 nuovi casi positivi (-2.178), sono 18 i decessi (-13), 2.102 i ricoverati (+37), 205 le terapie intensive (-1) e +10.167 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 15%. I casi a Roma città sono a quota 7.968. Il Lazio prima regione per somministrazione antivirale orale (molnupiravir). I dati su base settimanale inducono ad una stabilizzazione, bassa la probabilita’ di cambio di colore", dice l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

PIEMONTE - Sono 14.207 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 gennaio 2022 in Piemonte, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 12 morti.

I ricoverati in terapia intensiva sono 139 (-5 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.119 (+4 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 164.660. I tamponi diagnostici finora processati sono 13.902.320 (+94.497 rispetto a ieri).

VENETO - Sono 19.820 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 gennaio in Veneto, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Registrati altri 36 morti - considerando la differenza tra il totale indicato ieri dal ministero della Salute e quello presente nel bollettino diffuso oggi dalla regione - che fanno salire il totale dei decessi da inizio pandemia nella regione a 13.044.

I casi attualmente positivi nella regione sono 259.558, mentre da inizio pandemia i positivi sono stati 1.083.850. Sul fronte ospedaliero si segnalano 1.854 (+24) pazienti in area medica, e 189 (-5) in terapia intensiva.

TOSCANA - Sono 10.535 i contagi da coronavirus in Toscana oggi, 26 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione anticipato dal governatore Eugenio Giani su Telegram. "I nuovi casi registrati in Toscana sono 10.535 su 65.769 test di cui 16.499 tamponi molecolari e 49.270 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 16,02% (73,8% sulle prime diagnosi)", scrive Giani, aggiungendo che in Toscana i vaccini attualmente somministrati sono 8.046.232.

ABRUZZO - Sono 3.551 i contagi da coronavirus in Abruzzo oggi, 26 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 12 morti. I nuovi casi, relativi a persone di età compresa tra 2 mesi e 100 anni, portano il totale dall’inizio dell’emergenza – al netto dei riallineamenti – a 201.342. Dei positivi odierni, 2.062 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 12 nuovi casi (di età compresa tra 75 e 96 anni, 4 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Teramo, 2 in provincia dell’Aquila, mentre 5 risalgono ai giorni scorsi e sono stati comunicati solo oggi dalla Asl) e sale a 2.777, come comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

Sono 408 pazienti (-9 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 41 (+3 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 99.704 (+3168 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 8.500 tamponi molecolari e 21.344 test antigenici. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 11,89%.

VALLE D’AOSTA - Sono 378 i contagi da coronavirus in Valle d’Aosta oggi, 26 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 2 morti. Il totale delle persone risultate positive al virus da inizio emergenza ad oggi sale a 27.893. I positivi attuali sono 5427, di cui 5347 in isolamento domiciliare, 74 ricoverati in ospedale, 6 in terapia intensiva.

Il totale delle persone guarite è di 21.964 unità, +392 rispetto a ieri. I casi fino ad oggi testati sono 122.962 mentre i tamponi effettuati sono 424.578. Con i due decessi segnalati oggi salgono a 502 in Valle d’Aosta le persone decedute da inizio epidemia risultate positive al Covid.

PUGLIA - Sono 8.759 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 gennaio in Puglia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 15 morti. I nuovi casi, individuati attraverso 65.736 tamponi effettuati, sono così suddivisi per provincia: Bari: 2.717; Bat: 923; Brindisi: 802; Foggia: 1.446; Lecce: 1.618; Taranto: 1.148; Residenti fuori regione: 53; Provincia in definizione: 52.

Sono 122.990 le persone attualmente positive, 685 le ricoverate in area non critica e 61 in terapia intensiva. Dati complessivi: 570.435 casi totali; 7.448.676 tamponi eseguiti, 440.277 persone guarite e 7.168 decessi.

SARDEGNA - Sono 1.461 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 gennaio in Sardegna, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 10 morti. I nuovi casi sono stati individuati sulla base di 4.636 persone testate.

Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 29904 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 32 (+ 1 rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 327 (tre in meno rispetto a ieri ). Sono 22.577 i casi di isolamento domiciliare ( 29 in meno di ieri).

CALABRIA - Sono 1.569 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 gennaio in Calabria, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 10 morti, che fanno salire il totale dei decessi da inizio pandemia a 1.826. I nuovi casi sono stati individuati su 10.475 tamponi effettuati, +2.291 guariti. Il bollettino, inoltre, registra -732 attualmente positivi, -19 ricoveri (per un totale di 411) e, infine, -1 terapie intensive (per un totale di 34).

BASILICATA - Sono 1.010 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 gennaio in Basilicata, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 2 morti. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di 5.720 tamponi (molecolari e antigenici). Le persone decedute, un uomo e una donna entrambi di 89 anni e vaccinati, risiedevano a Potenza e Rotonda. I lucani guariti o negativizzati sono 867. I ricoverati per Covid-19 sono 97 (+7) di cui 5 (-1) in terapia intensiva: 51 (di cui 4 in TI) nell’ospedale di Potenza; 46 (di cui 1 in TI) in quello di Matera.

SICILIA - Sono 7.917 i nuovi contagi da coronavirus oggi 26 gennaio in Sicilia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 51 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 50.327 tamponi processati. Gli attuali positivi salgono così a 226.104. In un solo giorno i guariti sono stati 2.055, mentre dei 51 decessi riportati oggi (8.336 dall’inizio dell’emergenza pandemica) solo uno è avvenuto oggi, mentre gli altri si riferiscono a giorni precedenti. Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 1.460, mentre si trovano in terapia intensiva 155 pazienti. Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi: 2.327 a Palermo, 1.393 a Catania, 1.026 a Messina, 804 a Ragusa, 416 a Trapani, 786 a Siracusa, 536 a Caltanissetta, 466 ad Agrigento e 163 a Enna.

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cms_24588/agenas-agenzia-nazionale-per-i-servizi-sanitari-regionali.jpgCovid Italia, tornano ad aumentare terapie intensive e ricoveri

Torna a salire l’occupazione dei posti letto di rianimazione e dei reparti di area medica da parte dei pazienti Covid in Italia, dopo alcuni giorni di ’stabilizzazione’. Dagli ultimi dati dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornati a ieri sera, si registra un incremento di 1 punto percentuale che riporta l’occupazione media nazionale delle terapie intensive al 18%, dopo che per 3 giorni era rimasta ’ferma’ al 17%, e dei reparti ordinari di area medica al 31% dopo che la percentuale era stabile da 7 giorni al 30%.

cms_24588/2_ISS.jpgIss: "Età media morti 80 anni, più alta per vaccinati"

L’età media delle persone morte e positive al Covid in Italia è di 80 anni. La maggior parte è stata ricoverata in ospedale ma non in terapia intensiva e i deceduti vaccinati hanno un’età media più alta e più patologie preesistenti rispetto a quelli non vaccinati. E’ quanto emerge dall’aggiornamento del Report sui decessi, basato sui dati della Sorveglianza integrata e su un campione di cartelle cliniche di pazienti deceduti con positività al Sars-Cov-2, appena pubblicato dall’Iss. Il report si riferisce a 138.099 pazienti deceduti e positivi a Sars-cov-2 in Italia dall’inizio della sorveglianza al 10 gennaio 2022.

Rispetto ai deceduti ’non vaccinati’, sia quelli con ’ciclo incompleto di vaccinazione’ che i decessi con ’ciclo completo di vaccinazione’ (non sono presi in considerazione pazienti con ‘booster’) avevano un’età media notevolmente superiore (rispettivamente 82,6 e 84,7 contro 78,6).

Anche il numero medio di patologie osservate è significativamente più alto nei gruppi di vaccinati con ’ciclo incompleto di vaccinazione’ e ’ciclo completo di vaccinazione’ rispetto ai ’non vaccinati’ (rispettivamente 5,0 e 4,9 contro 3,9 patologie preesistenti).

Dei deceduti positivi al Covid in Italia, il 23,8% risulta essere stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva, il 58,5% è stato ricoverato in ospedale ma non in terapia intensiva e il 17,7% non era ricoverato in ospedale, evidenzia ancora il report Iss.

Le persone morte in Italia per Covid inoltre avevano in media 3,7 patologie pregresse. Complessivamente, 246 pazienti (2,9% del campione) non presentavano patologie, 955 (11,3%) presentavano una patologia, 1.512 (17,9%) ne avevano 2 e 5.723 (67,8%) presentavano 3 o più patologie preesistenti.

"Nei pazienti deceduti trasferiti in terapia intensiva il numero medio di patologie osservate è di 3,0. Nelle persone che non sono state ricoverate in terapia intensiva il numero medio di patologie osservate è di 3,9", osservano gli esperti dell’Iss.

cms_24588/ITALIA_Emergenza_Coronavirus.jpgStato di emergenza Covid, proroga sì o no? Cosa dicono Bassetti e Crisanti

In questa fase dell’epidemia di coronavirus, l’Italia potrà abbandonare lo Stato di emergenza Covid, in scadenza il 31 marzo, e non prolungarlo più o servirà una proroga?

cms_24588/Bassetti,Infettirologo.jpg"Se la situazione" epidemiologica "continuerà ad essere questa, abbiamo avuto un inverno senza i contorni di una vera emergenza, almeno a livello ospedaliero, ed è arrivato il momento che si esca da questa fase. Abbiamo avuto 26 mesi continui in stato di emergenza, credo che si debba tornare alla normalità - dice Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova - Oggi il virus è endemico e dobbiamo imparare sempre di più a conviverci, questo significa anche non continuare a vivere nello stato di emergenza".

"Per fare cose normali non bisogna dire che serve l’emergenza, il generale Figliuolo può rimanere a gestire la macchina organizzativa senza che ci sia lo stato di emergenza. Ci sono casi, ricoveri, ma il tutto in maniera molto diversa rispetto a un anno fa", rimarca Bassetti.

cms_24588/Crisanti.jpgPer l’Oms il 2022 potrebbe decretare la fine della fase emergenziale della pandemia. E il virologo Andrea Crisanti la pensa più o meno allo stesso modo, al netto di varianti impazzite. "Come dovrà affrontare l’Italia quella che si prospetta come una nuova fase di Covid-19? Credo sia tempo di adattarsi - spiega all’Adnkronos Salute il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova - Lo stato di emergenza scade a marzo, e sarebbe pure ora che finisse. Perché anche il prolungamento dello stato di emergenza è una manifestazione del fatto che non ci si è adattati all’emergenza".

cms_24588/ANDREONI_Massimo.jpg"Decidere ora se togliere lo stato di emergenza" per Covid-19 "mi pare un po’ presto - commenta Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) - A caldo direi che sarebbe meglio prorogarlo fino all’estate, ma si può anche verificare l’andamento epidemiologico e decidere a ridosso della scadenza. Dobbiamo essere cauti e non fare passi troppo lunghi che potrebbero inficiare quanto di buono fatto fino ad oggi".

cms_24588/GISMONDO_maria-rita.jpgSecondo Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, "nelle condizioni attuali", in questa fase dell’epidemia di Covid-19, "è assolutamente ingiustificato lo stato d’emergenza" che in Italia è stato prorogato a più riprese e scadrà a fine marzo. Per Gismondo "tutto ciò che oggi viene fatto" per contrastare Sars-CoV-2, "in termini di misure più o meno criticabili, potrebbe essere fatto a prescindere dall’emergenza". "Quando un’emergenza è oltremodo lunga - sottolinea l’esperta - non è più emergenza. E’ uno stato di cose, grave, ma pur sempre uno stato di cose. L’emergenza - precisa - serve per rispondere immediatamente a un problema inaspettato. Oggi invece siamo nella fase della pianificazione" della convivenza con il virus.

cms_24588/PISTEllo_Mauro.jpg"La situazione attuale, con i dati" Covid "in miglioramento, può farci dire oggi che dopo il 31 marzo si potrà abbandonare lo stato di emergenza" osserva Mauro Pistello, direttore Unità di Virologia Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia e tra i fondatori della rete di sequenziamento dell’Istituto superiore di sanità. "Attenzione - avverte - questo non deve significare interrompere la campagna vaccinale che soprattutto per gli adolescenti deve andare avanti con maggior forza. Ma credo che sia arrivato il momento di andare ad intervenire solo sui sintomatici e lasciare più libertà agli asintomatici vaccinati. Sono sempre ottimista, oggi abbiamo tanti vaccini e possiamo tenere sotto controllo l’epidemia. Sappiamo diagnosticare la malattia e siamo attrezzati anche dal punto di vista clinico".

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