VACCINO PFIZER,BIONTECH: A FINE MESE I DATI SU FASCIA ETA’ 5-11 ANNI

In Italia ulteriori 2.800 contagi e altri 36 morti - I dati dalle Regioni - Vaccino Covid Italia, dal 20 settembre terza dose ai fragili - Covid, "la scuola è tra i luoghi più sicuri": lo studio

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Vaccino Pfizer, BioNTech: a fine mese dati su fascia 5-11 anni

Vaccino Pfizer BioNTech, l’azienda tedesca prevede di fornire dati sull’immunizzazione con il suo vaccino anti Covid sui bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni a fine settembre. La dose prevista per quella fascia di età sarà di dieci microgrammi, pari ad un terzo di quella prevista per gli adulti, ha dichiarato Özlem Türeci, co-fondatrice dell’azienda farmaceutica tedesca alla Bild am Sonntag. I dati sulla vaccinazione dei bambini della fascia di età inferiore saranno resi disponibili entro la fine dell’anno. "Per questo gruppo ridurremo ulteriormente la dose", ha aggiunto. BioNTech ha annunciato il 10 settembre l’intenzione di chiedere l’approvazione del vaccino contro il Covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni nelle prossime settimane.

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cms_23155/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 2.800 contagi e altri 36 morti

Sono 2.800 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile.

Ieri registrati altri 36 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 120.045 tamponi con un tasso di positività che sale al 2,3 % dall’1,7% precedente. I ricoverati sono 4.200 persone(+ 87). Sono 563 le persone in terapia intensiva (+ 4). Da ieri i guariti sono stati 4.186. Gli attualmente positivi in Italia sono 125.904. Da inizio pandemia le vittime sono state 129.955.

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I dati dalle Regioni

LAZIO - Sono 271 i nuovi contagi da coronavirus. Registrati 3 decessi.

LOMBARDIA - Sono 220 i nuovi contagi da coronavirus. Registrati 3 decessi.

PIEMONTE - Sono 87 i nuovi contagi da coronavirus.Non si registrano nuovi decessi.

CAMPANIA - Sono 151 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 5 decessi.

EMILIA ROMAGNA - Sono 470 i nuovi contagi da coronavirus. Registrato 1 decesso.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 37 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

TOSCANA - Sono 207 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 3 decessi.

VENETO - Sono 291 i contagi da coronavirus. Registrati 2 decessi.

PUGLIA - Sono 88 i nuovi contagi di coronavirus. Si registrano 3 decessi.

BASILICATA - Sono 47 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

ABRUZZO - Sono 26 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

SARDEGNA - Sono 96 i nuovi contagi da coronavirus. Registrato 1 decesso.

SICILIA - Sono 618 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 8 decessi.

VALLE D’AOSTA - Nessun decesso e nessun nuovo contagio.

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cms_23155/vaccinazioni_nel_mondo.jpegVaccino Covid Italia, dal 20 settembre terza dose ai fragili

Terza dose del vaccino Covid, in Italia si parte dal 20 settembre con le somministrazioni di dosi addizionali ’booster’ - con vaccini Pfizer e Moderna - a determinate categorie maggiormente esposte o a maggior rischio di malattia grave da Sars-CoV-2/Covid-19.

E’ quanto emerso oggi nel corso di una riunione che si è svolta oggi tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario Straordinario Covid-19, il generale Francesco Paolo Figliuolo. A seguito del parere favorevole espresso dalla Commissione Tecnico Scientifica dell’Aifa e del Cts, è in corso da parte del ministero della Salute un confronto con i tecnici delle Regioni per la puntuale definizione della popolazione target.

Saranno di conseguenza aggiornati i sistemi informatici per l’avvio delle somministrazioni su tutto il territorio nazionale. Verranno dunque rese disponibili dosi addizionali di vaccino a m-Rna (BioNTech/Pfizer e Moderna) per l’avvio delle somministrazioni.

cms_23155/scuola_aula_virus_fg_1-0-1415446492.jpgCovid, "la scuola è tra i luoghi più sicuri": lo studio

"I nostri dati suggeriscono che le scuole non sono sicure in assoluto" rispetto al rischio di Covid-19, "perché durante una pandemia nessun luogo lo è, ma la scuola è uno dei luoghi più sicuri". Lo afferma Sara Gandini, responsabile dell’Unità Molecular and Pharmaco-epidemiology dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e docente di Statistica medica all’università Statale del capoluogo lombardo, che in collaborazione Gabriella Pravettoni, docente di Psicologia cognitiva e delle decisioni nello stesso ateneo e direttore di Psiconcologia allo Ieo, ha curato un progetto finanziato dalla Commissione Europea.

L’obiettivo era esaminare le evidenze scientifiche della trasmissione del coronavirus Sars-CoV-2 nel contesto scolastico, analizzando tutti gli studi pubblicati durante la pandemia a livello internazionale su dati di tracciamento, screening e indagini sierologiche nei bambini e ragazzi. "In assenza di prove evidenti dei vantaggi della chiusura delle scuole, il principio di precauzione a nostro parere indica di mantenere le scuole aperte per prevenire danni irreversibili ai bambini e adolescenti, alle donne e alla società intera", sottolinea Gandini.

Le conclusioni della metanalisi, diffusa sulla piattaforma pre-print ’MedRxiv’ - riferiscono dall’Ieo - riassumono i dati relativi a più di 250mila soggetti coinvolti in decine di studi internazionali, e mostrano una frequenza dello 0,31% di individui trovati positivi a scuola, considerando gli studi di screening, quindi test a tappeto. Sono state osservate frequenze maggiori di positivi con tracciamento (2,5%) rispetto agli screening, e questo suggerisce che testare a tappeto tutti i soggetti nelle scuole, indipendentemente dai sintomi, non è efficiente perché si fanno migliaia di test per trovarne una percentuale molto bassa. Non c’è per di più evidenza che aiuti a ridurre i cluster, una conclusione a cui è giunto anche il Comitato tecnico scientifico Italiano. Inoltre - sottolineano gli autori - i confronti per età confermano che i giovani trovati positivi avevano il 74% in meno di probabilità rispetto agli adulti di favorire la diffusione virale, e che i minori erano il 40% significativamente meno suscettibili al contagio rispetto agli adulti.

Nel complesso, secondo i ricercatori i dati dimostrano che la circolazione di Sars-CoV-2 nelle scuole è stata ragionevolmente controllata, anche grazie alle misure di prevenzione usate nei Paesi in cui le scuole sono rimaste aperte nonostante la seconda ondata del 2020.

Il progetto di Gandini e Pravettoni è finanziato dall’Ue nell’ambito del programma EuCcare, European Cohorts of Patients and Schools to Advance Response to Epidemics. Il grant è stato ottenuto come parte di un consorzio internazionale coordinato da EuResist Network, formato da 18 team di 10 Paesi (Belgio, Germania, Georgia, Israele, Italia, Lituania, Olanda, Portogallo, Svezia, Regno Unito), che analizzerà i dati di pazienti ospedalieri, personale sanitario vaccinato e scuole.

Tra gli obiettivi principali ci sono: valutare l’efficacia nel controllo dei cluster Covid-19 delle misure di sorveglianza, come il metodo Lolli (un test semplice e adatto ai bambini per valutare l’infezione Covid), rispetto ai protocolli di tracciamento dei contatti (nelle 2 settimane o solo 48 ore precedenti); confrontare le varie misure adottate in diverse scuole per affrontare l’emergere di nuove varianti; individuare le differenze nell’incidenza dei casi di Covid-19 considerando stato socio-economico e problemi di trasporti; identificare eventuali problemi psicologici associati all’uso delle misure di prevenzione; valutare la didattica a distanza, tenendo in considerazione lo stato socio-economico e la composizione del nucleo familiare.

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