VACCINI OBBLIGATORI: IN VISTA UNA LEGGE NAZIONALE?

Le regioni chiedono a gran voce un provvedimento che garantisca una copertura omogenea, nel rispetto della salute dei più piccoli

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Gli anni passano, i problemi della sanità italiana restano. E, a volte, tornano prepotentemente a farsi sentire, dopo anni di oblio. La psicosi legata alla recente “epidemia” di meningite ha riportato alla luce la necessità di un piano nazionale in grado di garantire l’obbligatorietà dei vaccini per i bambini in età scolare e prescolare, pena l’esclusione da asili nido e scuole dell’infanzia. Una legge che è rimasta in vigore fino al 1999, anno in cui decadde su grande richiesta di quei tanti genitori che desideravano poter decidere liberamente della salute dei propri figli, per paura di una possibile correlazione tra vaccini e malattie, fra le quali autismo. Ancora oggi, il Ministero comunica anno per anno alle scuole italiane i criteri da seguire in merito all’ammissione degli alunni non vaccinati. Sono considerate obbligatorie solo l’antidifterica, l’antitetanica, l’antipoliomelitica e l’antiepatite B; tutte le altre, pur essendo del tutto gratuite e fortemente consigliate, sono facoltative.

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L’invito a ripristinare il vecchio provvedimento è giunto dagli assessori di tutte le Regioni e le Province autonome, a esclusione della Lombardia, nel corso della verifica del Piano nazionale vaccini 2017-19. La proposta è stata prontamente accolta dal Ministro della Salute Lorenzin, sebbene con le dovute riserve. “La Commissione Salute ha rappresentato al Ministro la posizione regionale di favore verso un intervento legislativo nazionale che renda obbligatorie le vaccinazioni al fine dell’accesso alla scuola dell’infanzia e dell’obbligo. Il Ministro Lorenzin, acquisita la posizione delle regioni, si è riservata di portare la questione all’attenzione del Ministro dell’Istruzione e della ricerca scientifica, nonché degli altri colleghi di Governo. Pertanto, nessuna intesa è stata raggiunta, ma si è trattato dell’inizio di un’interlocuzione istituzionale su di un tema di grande interesse per le famiglie italiane” si legge infatti in una precisazione del Ministero della Salute.

Emilia Romagna e Toscana sono state le prime regioni a proporre il decreto, seguite dal comune di Trieste e dalle regioni Lazio e Puglia. Un ordine che non ha nulla di casuale, dato che la meningite ha mietuto vittime proprio in queste aree della Penisola. Campanello dall’allarme è stato anche il calo delle vaccinazioni registrato nel nostro Paese negli ultimi anni: la percentuale di vaccinati è abbondantemente al di sotto del 95%, soglia minima raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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La reintroduzione dell’obbligatorietà dei vaccini a livello nazionale potrebbe non essere l’unica novità all’orizzonte. Gli assessori hanno richiesto la creazione di un’Anagrafe vaccinale nazionale, “una banca dati dalla quale risultino tutti i bambini e gli adulti che si sono già vaccinati, quelli che ancora non lo hanno fatto, e quali conseguenze ha prodotto il vaccino, in modo da poter disporre di un quadro epidemiologico completo”. Nel corso dell’incontro con la Lorenzin, l’assessore della regione Piemonte e coordinatore della Commissione Salute Antonio Saitta ha inoltre proposto l’introduzione di un calendario vaccinale, volto a stabilire precise priorità e tempistiche, nel rispetto della salute dei più piccoli. Due accorgimenti che contribuirebbero concretamente a facilitare la vita degli italiani. La popolazione sembra avere le idee confuse in materia di vaccini, come emerso nel corso dell’emergenza meningite: studi medici e Comuni sono stati presi d’assalto da cittadini disorientati e in preda al panico, alla ricerca di risposte in merito alla propria memoria immunologica. Urge pertanto un piano di coordinazione e informazione uguale per tutte le regioni, capace di garantire la giusta sicurezza e serenità alle famiglie.

“Questo accordo fa chiarezza anche sull’importanza della vaccinazione per la tutela della salute collettiva e sottolinea il valore etico di un presidio che resta un atto di responsabilità, soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione più fragili, come i bambini, gli anziani o le persone immunodepresse, specialmente nelle comunità ristrette, come le aule scolastiche. Per il resto della popolazione, in una sanità fortemente regionalizzata, è un passo in avanti anche nell’equità dell’accesso alla prevenzione di malattie importanti che rischiano altrimenti di riemergere” ha commentato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

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Di tutt’altro avviso è invece il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, che ha esposto le sue ragioni in un’intervista al Fatto Quotidiano: “Questa è una legge che va contro le stesse disposizioni del Servizio Sanitario Nazionale. Le vaccinazioni non si incentivano con le imposizioni,ma con una corretta informazione. I genitori saranno obbligati a vaccinare i propri figli per poterli mandare al nido o alla scuola materna. Magari, tra un po’ chiederanno la costruzione di scuole per bambini non vaccinati, per i ’bambini appestati’. Io, personalmente, sono a favore dei vaccini, ma non posso accettare che questi vengano somministrati sotto ricatto, discriminando dei bambini”. Secondo il primo cittadino, il provvedimento costituirebbe quindi una grave violazione nei confronti dei genitori, che dovrebbero stabilire in totale libertà a quali vaccini sottoporre i propri figli. Una motivazione più che valida sul piano etico, ma opinabile dal punto di vista pratico: se la posta in gioco è la salute dei bambini, forse varrebbe la pena rinunciare a una libertà che potrebbe rivelarsi fatale, come già accaduto nei mesi scorsi.

Ora che le Regioni si sono pronunciate, sta al Governo scegliere la strada più giusta da intraprendere, possibilmente “in tempi brevi”, come sollecitato dagli assessori. Chissà, forse già dal prossimo settembre, tra i quaderni e i pastelli colorati, negli zainetti dei più piccoli potranno farsi spazio le certificazioni dei vaccini effettuati, strettamente necessarie per poter varcare le porte della scuola.

Federica Marocchino

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