Upcoming exhibitons in Venice

Migrating Objects: Arts of Africa, Oceania, and the Americas in the Peggy Guggenheim Collection

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“I found myself the proud possessor of 12 fantastic artifacts, consisting of masks and sculptures from New Guinea, the Belgian Congo, the French Sudan, Peru, Brazil, Mexico and New Ireland” – Peggy Guggenheim, Out of this Century.

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Peggy Guggenheim challenged boundaries as a patron and collector and is celebrated for her groundbreaking European and American modern art collection. Migrating Objects: Arts of Africa, Oceania, and the Americas in the Peggy Guggenheim Collection focuses on a lesser-known, but crucial episode in Guggenheim’s collecting: her turn in the 1950s and ’60s to works created by artists in Africa, Oceania, and the indigenous Americas.

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Migrating Objects represents a remarkable occasion to view 35 rarely seen non-Western artworks Guggenheim collected, shown at the Peggy Guggenheim Collection as a cohesive whole for the first time. This exhibition presents Guggenheim’s African, Oceanic, and indigenous Americas objects in groupings privileging their original contexts or, alternately, in dialogue with European works from her collection by avant-garde artists who appropriated ideas from cultures beyond Europe’s borders. These opposing modes of display enable an exploration of the flawed narratives that Western culture imposed on objects of this kind.

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Migrating Objects emerges from an extended period of research and discussion on this largely ignored area of Guggenheim’s collection ‎by a Curatorial Advisory Committee of experts, which has led to exciting findings, including the reattribution of individual works, among them the Nigerian headdress (Ago Egungun) produced by the workshop of Oniyide Adugbologe (ca. 1875–1949), which is on view in the exhibition.

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The exhibition’s Curatorial Advisory Committee comprises Christa Clarke, Independent Curator and Scholar, Arts of Global Africa, and Affiliate, Hutchins Center for African & African American Research, Harvard University, Cambridge, Mass.; R. Tripp Evans, Professor, History of Art, Wheaton College, Mass.; Ellen McBreen, Associate Professor, History of Art, Wheaton College, Mass.; and Fanny Wonu Veys, Curator, Oceania, National Museum of World Cultures, The Netherlands; with Vivien Greene, Senior Curator, 19th- and Early 20th-Century Art, Solomon R. Guggenheim Museum, who edited the exhibition catalogue.

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Migrating Objects: Arts of Africa, Oceania, and the Americas in the Peggy Guggenheim Collection, has received the patronage of the UNHCR (the UN Refugee Agency). The exhibition program of the Peggy Guggenheim Collection is supported by the museum’s Advisory Committee. Educational activities related to the exhibition are underwritten by the Araldi Guinetti Foundation, Vaduz. Exhibitions at the Peggy Guggenheim Collection are supported by the Institutional Patrons, EFG, Lavazza, Sanlorenzo, and the companies which comprise the Guggenheim Intrapresæ group.

cms_16560/italfahne.jpgMostre in corso a Venezia

Migrating Objects. Arte dall’Africa, dall’Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim

“Mi ritrovai orgogliosa proprietaria di dodici fantastici [artefatti]: si trattava di maschere e sculture della Nuova Guinea, del Congo Belga, del Sudan Francese, del Perù, del Brasile, del Messico e della Nuova Irlanda” – Peggy Guggenheim, Una vita per l’arte.

Migrating Objects. Arte dall’Africa, dall’Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim mette in luce un episodio meno conosciuto ma decisamente significativo del collezionismo di Peggy Guggenheim. Passata alla storia per aver sfidato le convenzioni come collezionista e mecenate, e da sempre celebrata per la sua collezione d’arte moderna europea e americana, nel corso degli anni ’50 e ’60 Peggy Guggenheim inizia a guardare oltre i confini dell’Europa e degli Stati Uniti interessandosi all’arte dell’Africa, dell’Oceania e delle culture indigene delle Americhe.

In occasione della mostra 35 opere di arte non occidentale vengono esposte per la prima volta tutte insieme a Palazzo Venier dei Leoni rivelando un nucleo della collezione della mecenate raramente visibile al grande pubblico. Aspetto assolutamente inedito di questo originale percorso espositivo è la presentazione di questi oggetti in gruppi che privilegiano i contesti originari o, in alternativa, in dialogo con alcuni capolavori delle avanguardie europee in collezione di artisti che si appropriarono delle idee di tali culture extra-europee. Questi due approcci divergenti permettono di gettare nuova luce sulle letture errate imposte dalla cultura occidentale rispetto a tali oggetti.

L’esposizione è il frutto di un esteso periodo di ricerche e confronti da parte di un team di studiosi su questi lavori per lungo tempo tralasciati negli studi sulla collezione di Peggy Guggenheim. Nel corso degli ultimi due anni e mezzo le ricerche hanno portato a risultati anche sorprendenti, come l’attribuzione di alcune opere, in particolare la maschera copricapo proveniente dalla Nigeria (Ago Egungun) creata nell’atelier di Oniyide Adugbologe (1875-1949 c.), presente in mostra.

La mostra è curata da un Comitato scientifico che include: Christa Clarke, curatrice indipendente e studiosa delle arti dell’Africa e affiliata all’Hutchins Center for African & African American Research, Harvard University, Cambridge, Mass.; R. Tripp Evans, professore di Storia dell’arte e Co-Chair, Department of Visual Art and Art History, Wheaton College, Norton, Mass.; Ellen McBreen, professoressa associata di Storia dell’arte, Department of Visual Art and Art History, Wheaton College, Norton, Mass.; Fanny Wonu Veys, curatrice, Oceania, National Museum of World Cultures, Amsterdam, Berg en Dal, Leiden e Rotterdam, con Vivien Greene, Senior Curator, 19th- and Early 20th-Century Art, Guggenheim Museum, che ha curato anche il catalogo dell’esposizione.

Il programma espositivo della Collezione Peggy Guggenheim è supportato dal Comitato Consultivo del museo. I progetti educativi correlati all’esposizione sono realizzati grazie alla Fondazione Araldi Guinetti, Vaduz. Le mostre della Collezione Peggy Guggenheim sono realizzate con il sostegno degli Institutional Patrons, EFG, Lavazza e Sanlorenzo, e le aziende del gruppo Guggenheim Intrapresæ.

Domenico Moramarco

Tags: Migrating Objects Guggenheim Venice

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