USA: POSSIBILE RIMONTA DI BIDEN PER LE MIDTERM?

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Si avvicinano più velocemente che mai le elezioni di metà mandato statunitensi, in programma il prossimo 8 novembre. Come di consueto le Midterm Election sono un banco di prova essenziale per il Presidente USA, ma spesso una regola non scritta ma che tutti conoscono della politica americana, è che chi arriva alla Casa Bianca, molto probabilmente perderà il congresso due anni più tardi. L’elezione riguarderà i 435 membri della Camera dei rappresentati e un terzo dei 100 membri del Senato, e come detto questa tornata è tradizionalmente difficile per il partito del Presidente ed è usuale che almeno uno dei due rami del Congresso passi sotto il controllo dell’opposizione. Nonostante le premesse, la politica è comunque materia di ribaltoni e colpi di scena, e nell’elezione del prossimo novembre nulla è scontato. Nel pratico Joe Biden ha rincorso da febbraio 2022 nei sondaggi, ma nelle ultime settimane tante cose sono cambiate. Da politico considerato anziano e politicamente debole, negli ultimi mesi la figura di Biden è tornata a godere di buona popolarità, sicuramente grazie ad alcune norme approvate e la situazione Ucraina. Ad oggi i Democratici e Biden sono passati in vantaggio al Senato e potrebbero limitare i danni e la sconfitta alla Camera. Per quanto riguarda le tematiche prettamente americane, Joe Biden è riuscito a incassare ottime vittorie politiche. In primo luogo l’Inflation Reduction Act approvato in estate, una legge che prevede 370 miliardi di dollari in investimenti per l’energia nei prossimi dieci anni, 300 miliardi di dollari per la riduzione del deficit, tre anni di rinnovo dei sussidi previsti dall’Affordable Care Act, la rinegoziazione dei prezzi dei farmaci da prescrizione e un aumento delle tasse sui più ricchi.

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E questo è solo uno dei quattro grandi pacchetti legislativi dal valore di 3.500 miliardi che Biden è riuscito a far passare al Congresso. A ciò va aggiunto anche un provvedimento da 280miliardi per la produzione manifatturiera di semiconduttori e uno per ridurre i debiti studenteschi, tutti e due approvati nel giro di poche settimane. A chiudere, anche un leggero miglioramento dell’economia americana e frenata dell’inflazione hanno riscosso ottimi consensi. Se da un lato la rimonta Dem è dovuta sicuramente all’operato e leggi approvate, anche l’opposizione ha aiutato. A giugno la Corte Suprema ha deciso per l’abolizione del diritto all’aborto a livello federale e lasciare che siano i singoli Stati a decidere se permetterlo o no, cosa che ha portato già molti Stati guidati dal Partito Repubblicano a vietarlo. Questa decisione altamente discussa e dibattuta, non ha fatto altro che divenire un campanello d’allarme per molti e rimettere in discussione le scelte repubblicane, a favore dei democratici. Altra azione che ha sicuramente inciso nella risalita di Biden è stata l’eliminazione di molti vertici di Al Qaeda. Le azioni fatte sul suolo americano hanno quindi beneficiato per il Presidente, ma anche le decisioni in politica estera hanno portato i loro vantaggi. Un punto sicuramente fondamentale di questa rimonta è il conflitto ucraino.

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La linea che Biden ha tracciato sulla questione non è mai né cambiata né messa in discussione. Il sostegno all’Ucraina è costante, e fondamentale per la resistenza, ed allo stesso modo anche le condanne e sanzioni verso la Russia. Altro scenario geopolitico che ha visto gli USA in azione, con tanta approvazione, è stato quello di Taiwan. Anche in questo caso la volontà di rigenerare il ruolo degli Stati Uniti a livello internazionale, ed il sostegno ad un Paese sotto scacco di una potenza competitiva come la Cina, hanno fatto incassare a Joe Biden molti consensi. È un dato di fatto che il clima politico a stelle e strisce sia cambiato notevolmente nel giro di qualche mese ed ora i Democratici credono possibile una miracolosa vittoria. Al Senato la situazione pare ottima per i Democratici. In generale i sondaggi vedono il Partito di Biden avanti praticamente in ogni Stato chiave, eccezion fatta per la Florida e North Carolina. Per il Senato comunque basterà ai Dem evitare di perdere seggi e tenere l’attuale 50 a 50. Più insidiosa invece la situazione alla Camera. Nei sondaggi cosiddetti generici, dove viene chiesto agli elettori solo il partito che intendono votare senza considerare la questione uninominale, i Dem sono leggermente avanti. Ma l’insidia alla Camera è che l’opposizione è molto forte, e per vincere è necessario un vantaggio molto robusto, che al momento i democratici non hanno. Considerati tutti questi fattori le elezioni di medio termine di quest’anno sono tra le più indecise che ci si ricordi. Biden e i Democratici credono e sperano di riuscire nell’impresa politica, assicurandosi altri due anni con tanto margine di manovra. Al contrario per i Repubblicani è fondamentale mantenere la ‘tradizione’ delle Midterm Election, soprattutto per ostacolare in primis il Presidente ed in secondo luogo per rilanciare il proprio candidato verso le elezioni presidenziali del 2024.

Riccardo Seghizzi

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