USA, TRUMP ANNUNCIA LA RIFORMA DELLA POLIZIA

“Più investimenti per forze dell’ordine più forti, ne abbiamo bisogno”

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Dagli USA fino ad Hong Kong. No, non è il titolo di una nuova hit estiva, ma un limite lungo mesi e chilometri. Un limite ormai superato, il quale collega due paesi che, sebbene ubicati in poli opposti del mondo, trovano il loro comun denominatore nelle incessanti proteste cui assistono da tempo. Alle manifestazioni si aggiunge la condotta delle forze dell’ordine, che anziché essere ligie al proprio dovere stanno contribuendo a creare e alimentare il disordine. Entrando più nello specifico, in America lo si crea (episodio di George Floyd) e ad Hong Kong lo si alimenta (interventi violenti su civili). Il motivo è semplice: gli strumenti forniti non sono sufficienti alla polizia per adempiere efficacemente al proprio lavoro.

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Il nocciolo della questione è riassunto dall’ultimo tweet di Donald Trump: “Stiamo lavorando per mettere a punto un Ordine Esecutivo che incoraggerà i dipartimenti di polizia in giro per la nazione a mettere in pratica gli standard attuali più professionali possibili per l’uso della forza”. Di ritorno dal suo viaggio in Texas, il presidente americano aggiunge: “Dobbiamo assicurare che la nostra polizia venga formata bene, istruita perfettamente e sia dotata del miglior equipaggiamento”. Chiudendo la sua visita a Dallas, luogo di culto per ogni cittadino statunitense (John Fitzgerald Kennedy, per riassumere il concetto in tre parole), il tycoon sottolinea come la riforma sia urgente e necessaria: “Ne abbiamo bisogno”.

Il cambiamento invocato da più piazze e caldeggiato anche dal Partito Democratico (una mossa di Biden in vista delle presidenziali?) avverrà, con buona pace del movimento Defund The Police, nato e cresciuto nelle ultime settimane congiuntamente alle proteste contro il razzismo. The Donald non sembra intenzionato a fare un passo indietro in merito al comportamento delle forze dell’ordine: “Stiamo dominando le strade con compassione, qualche mela marcia non può pregiudicare la reputazione di un intero corpo”. Al contempo, rilancia lo slogan di Richard Nixon: “Stiamo facendo tante cose buone ma servono legge e ordine”, lasciando trasparire un velato giudizio sulle proteste per il caso Floyd, accompagnate dal movimento Black Lives Matter. “Gli Stati Uniti hanno bisogno di forze di polizia più forti e milioni di americani non possono fare alcun progresso se vengono etichettati come razzisti”.

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Alla presenza dei tre dirigenti più alti in grado delle forze dell’ordine di Dallas (lo sceriffo Marian Brown, il capo della polizia Renee Hall e il procuratore distrettuale John Creuznot), tutti afroamericani, Trump annuncia di non voler tagliare i fondi alla polizia, nonostante tutte le manifestazioni invocassero delle misure volte ad arginare gli abusi di potere da parte degli agenti. “Alle comunità afroamericane: intendo aumentare l’accesso al capitale per le piccole imprese nelle comunità delle minoranze e affrontare le disparità sanitarie aumentando i fondi per le strutture mediche nelle stesse comunità” ha disposto il presidente in supporto della minoranza etnica al centro delle polemiche.

Dopo tante proteste contro la brutalità del razzismo, finalmente una boccata di ossigeno. Il primo passo per risolvere un problema è accorgersi della sua esistenza.

Francesco Bulzis

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