USA, ASSALTO AL CONGRESSO: SI CERCA LA VERITÀ

Al via le audizioni, presto potrebbe essere convocato anche l’ex presidente Trump

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Sono ufficialmente iniziate le audizioni volte a fare chiarezza sull’assalto al Campidoglio dello scorso 6 gennaio, per il quale è stata costituita un’apposita commissione. La deposizione delle prime testimonianze ha dato il via ad uno dei processi certamente più attesi e più dibattuti dal popolo americano. Neanche a dirlo, il momento clou sarà la testimonianza di Trump, la cui convocazione risulterebbe essere già autorizzata dal dipartimento della Giustizia. Sotto impeachment l’ex presidente era riuscito a sottrarsi a tale onere, ma adesso che è decaduto il titolo di Capo di Stato non potrà più evitarlo.

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Per il momento, a far discutere sono le deposizioni di quattro poliziotti che hanno vissuto sulla propria pelle il caos di quelle drammatiche ore. Sono state mostrate immagini inedite che vedono i manifestanti aggredire violentemente le forze dell’ordine, al grido di “giustiziamoli uno per uno” in riferimento ai democratici, a Nancy Pelosi e a Mike Pence, ribattezzato “il traditore”. Emblematica in tal senso una delle dichiarazioni del sergente Gonell: “Ho avuto più paura quel giorno a Capitol che durante tutta la mia permanenza in Iraq”.

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L’agente Daniel Hoges, ritratto in uno dei filmati mentre veniva letteralmente asfaltato dalla folla, ha rivelato in lacrime: “Non ho sparato perché stavo pensando: dove hanno nascosto gli ordigni? Dove hanno messo le armi? Quale cellulare era l’innesco? Se avessimo trasformato lo scontro in una battaglia con le armi, avremmo perso e quella era una battaglia che non volevamo perdere”. “Lì c’erano circa 9.400 terroristi” ha concluso lapidario, usando non a caso un termine dalla forte risonanza emotiva.

A fargli eco Michael Fanone, di origini italoamericane:Queste persone rappresentano il peggio che gli Stati Uniti hanno da offrire. E l’indifferenza mostrata verso i miei colleghi è stata vergognosa”. Intanto, il collega Harry Dunn non ha perso occasione per sottolineare che si sia trattato di un attacco “guidato da qualcuno”. L’obiettivo è ora quello di risalire con maggiore accuratezza possibile ai mandanti, ricostruendo, come ha specificato uno dei due repubblicani in commissione, Liz Cheney, cosa sia successo “prima, durante e dopo” quegli istanti di pura follia.

Leonardo Bianchi

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