URBANISTICA E SALUTE PUBBLICA

"PIANO RADON" Puglia legge regionale n.30 del 2016

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Il radon è un gas dell sottosuolo che, secondo studi e ricerche del mondo scientifico, può avere effetti dannosi per la salute pubblica; sembra, infatti, che ci sia un nesso tra alcune neoplasie polmonari e altre patologie cancerogene da esposizione a radon.Questo gas presente nel sottostante terreno dei fabbricati penetra le murature o si inerpica in aderenza diffondendosi negli ambienti delle case e, se la concentrazione supera un certo livello, diventa dannoso per la salute pubblica; questo è quanto il mondo scientifico ha appurato ed evidenziato. Per porre rimedio a questo rischio è contrastare questa nefasta e conclamata concausa per la salute pubblica, il legislatore ha, finalmente, provveduto a emanare una normativa appropriata, attraverso una legge regionale che stabilisce i criteri per ottemporare a questa importante prerogativa, Nel caso della regione Puglia, è stata varata la legge n.30 del 2016 che prevede la mappatura del radon negli edifici adibiti all’istruzione e per quelli aperti al pubblico.

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I proprietari di questi immobili, devono provvedere entro agosto 2018 ad effettuare i relativi rilievi ed inviarli al’ ARPA, l’agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente. Il problema è che stando a quanto si evince dalle disposizioni e modalità degli organi preposti, per una rilevazione adeguata e funzionale è necessario un lasso di tempo di un anno circa, per cui le amministrazioni locali hanno poco tempo (tre /quattro mesi ) per deliberare nel merito, con il rischio che alla scadenza (salvo eventuale proroga) si va incontro alla prevista sospensione dell’agibilità degli immobili.Le amministrazioni locali devono, percio, velocizzare il piu possibile gli adempimenti per rispettare i tempi e la scadenza di agosto 2018; cosa non facile perche al di là della consueta difficoltà questa necessità si sovrappone alla definizione degli strumenti urbanistici che interessa molti comuni del territorio. In questo contesto, diventa purtroppo, realistica la probabilità che l’iter di approvazione dei Pug (piani urbanistici generali), da parte della regione, venga vanificato e che si debba ricomniciare da capo, inquanto nessuna amministrazione si sta adoperando per i rilievi relativi alla presenza del radon nei terreni edificabili. E’ auspicabile, quindi, trovare una soluzione idonea per la mappatura e per la redazione del piano "radon". Questi sono gli aspetti puramente tecnici, burocratici ed amministrativi del piano "radon"; la cosa più importante e sostanziale è comunque l’avvio di questo piano nella prospettiva di un risanamento e protezione dell’ambiente.

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Si apre, quindi, una fase nuova per imprese costrutrici e progettisti. La legge regionale prevede il risanamento entro un anno dalla misurazione per gli edifici che superano la concentrazione di 300bq/m3; i risanamenti sono costosi e difficili per cui, per il futuro e’ opportuno risolvere il problema all’origine ossia prima di costruire, misturando la concentrazione del radon nel terreno in fase di scavo. Se nel terreno si dovesse riscontrare una forte concentrazione di radon i progettisti potranno prevedere semplici accorgimenti tecnici, come rivestimenti con guaine resistenti al radon o, opportuni vespai ventilati che preservano da tale rischio. Sui fabbricati esistenti e’ piu’ difficile e dispendioso intervenire, perchè vanno installati aspiratori da tenere sempre in funzione e oltretutto rumorosi; oppure realizzare pozzetti esterni di aspirazione che catturano il radon prima che entri nelle abitazioni o in qualsiasi ambiente. Questo è quanto inerente il "piano radon" che finalmente il leglislatore ha partorito con una legge appropriata per cui bisogna darne atto.

Antonio Iasillo

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