UN VIAGGIO CON GIANNI ANTONUCCI TRA QUARANTENA, LEGA PRO E RIFORMA DEL CALCIO

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Appassionato e tifosissimo del Bari sin dal 1937, nonché grande conoscitore della storia del calcio barese, il ‘professore’ Gianni Antonucci si racconta in questo periodo di quarantena affrontando temi di grande attualità del calcio italiano.

Professore, come sta vivendo questo periodo di quarantena?

Esattamente come l’ho vissuto dal 1943, quando avevo 15 anni, al 1945. Posso dire che questa pandemia non è da meno di ciò che passammo all’incirca 75-76 anni fa, durante la seconda guerra mondiale, quando furono sospesi i campionati per 30 mesi. All’epoca – al netto delle differenze tra i due periodi storici - non c’era il virus, ma i bombardamenti.

Di quali differenze parla?

Non dimentichiamo che in quel periodo non c’era neppure lo svago o quantomeno la distrazione stimolata dalla televisione, dai film e da tutto quello che possiamo vedere anche stando soli in casa. Prima si stava seduti su sedie a sdraio, le case non avevano riscaldamento e non esistevano le cucine che abbiamo oggi. Ogni periodo, come quello del colera che affrontammo circa quarantacinque anni fa, ha la sua croce.

Parliamo di calcio. Cosa pensa della ripresa dei campionati?

Non è facile prendere una decisione e lo stiamo vedendo anche in Europa. Oggi vorrei vedere chi si prende la responsabilità di far tornare le squadre in campo con il rischio di contagio.

E cosa dice a proposito della riforma che coinvolgerebbe Serie B, C e D?

Secondo me oggi si dovrebbe ripetere ciò che si fece nei campionati dei primi anni trenta.

Cosa in particolare?

cms_17463/2_Gianni_-_rinolorusso_ok.jpgAll’epoca si crearono due gironi di serie B da 16 squadre. Oggi si vuol fare a 20 squadre. Va bene lo stesso. In questa maniera accontenteremmo più squadre di quante ne resterebbero scontente ed elimineremmo società che non sono in grado di mantenersi. Questa è l’unica via sicura.

Cosa non le piace, invece, della proposta della Lega Pro?

Non va bene il discorso della promozione per media punti e neanche il blocco delle retrocessioni. Con queste proposte si rischia di privilegiare quelle società in difficoltà economica come, per esempio, il Rieti che ha avuto anche la penalizzazione per la violazione della scadenza federale sui pagamenti.

Ma se lei avesse potere decisionale, cosa farebbe?

Per una questione di giustizia sportiva e di equità farei disputare i play-off. Come proposta alternativa, invece, darei seguito ai due gironi di serie B. Ma, per carità, non parliamo di sorteggi o media punti.

Vuole dire qualcosa ai tifosi che sono giustamente preoccupati?

Ai tifosi dico di aspettare perché alla fine prevarrà il buon senso di tutti. Almeno questa è la speranza.

Per concludere, cosa pensa del Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli?

Ghirelli è stato un ottimo collaboratore della rivista mensile, ‘Il Bari’, ed è una persona efficiente, ma non sono assolutamente d’accordo con lui sulla questione della media punti e del blocco delle retrocessioni.

(Foto di Rino Lorusso – si ringrazia)

Rino Lorusso

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