UNO SGUARDO AL “SEI NAZIONI”

Sabato all’Olimpico c’è la Scozia. L’Italia a caccia di una vittoria che manca da quattro anni.

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La vittoria nel Sei Nazioni manca da quattro anni. Il match di sabato prossimo allo Stadio Olimpico, è molto importante per interrompere la serie negativa di 24 sconfitte consecutive. La nazionale italiana, guidata dal sudafricano Franco Smith, sta vivendo un momento davvero delicato. Portare a casa una vittoria servirebbe a far ritrovare quella piena fiducia necessaria a tenere alto il morale dei giocatori e dei tifosi. Morale che, ovviamente, può essere alimentato da match esaltanti e, non dico sempre, coronati anche da qualche successo. Ma come ben sappiamo, fatte salve piccole soddisfazioni ottenute nei test match e in alcuni scontri diretti con la Georgia (sempre pronta a scavalcarci nel ranking e a soffiarci il posto nel Torneo), le prestazioni dell’Italrugby, nelle uscite ufficiali, sono state sempre incolori.

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Non ci sono infortunati tra le fila azzurre (e questa è una buona notizia), pertanto la rosa dei 31 convocati dovrebbe essere la stessa di quella utilizzata per preparare la partita contro la Francia. Probabilmente, salvo sorprese dell’ultim’ora, non vedremo in campo Sergio Parisse. Il commiato dell’ex capitano italiano al pubblico di casa, quasi certamente avverrà con la sfida del 14 marzo all’Olimpico contro l’Inghilterra. “Lavoriamo con sempre maggiore fiducia e consapevolezza perché ci rendiamo conto che in campo riusciamo a creare ciò al quale stiamo lavorando durante la settimana e che in attacco riusciamo ad essere pericolosi in qualunque situazione”, ha dichiarato il capitano Luca Bigi.

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Per la Scozia, invece, Gregor Townsend ha già annunciato la formazione che affronterà l’Italia. Sono tre i cambi apportati rispetto alla formazione che ha perso in casa 6-13 con l’Inghilterra: il secondo centro Harris, il seconda linea Toolis e il tallonatore McInally in campo dall’inizio dopo essere partiti dalla panchina nel match che ha assegnato la Calcutta Cup al XV della Rosa. Gli Highlanders, scenderanno in campo con il vantaggio dei due punti bonus conquistati nelle prime sfide del Torneo; punti che fanno denotare una elevata qualità nel gioco espresso nelle sfide di Dublino ed Edimburgo. “L’Italia è sempre un avversario molto tosto, specialmente a Roma dove sappiamo che cercheranno di giocare con moltissima energia. È un’Italia diversa da quella sfidata in passato, nelle prime due giornate hanno mostrato di avere grandi ambizioni e hanno scelto atleti performanti e che vogliono giocare la palla, adeguati al tipo di gioco che vogliono proporre e di giocare ad alta intensità”, ha detto Townsend. Appuntamento a sabato 22 febbraio con il fischio d’inizio alle ore 15:15.

(foto da Federugby: si ringrazia)

Umberto De Giosa

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