UEFA E KBVB: È SCONTRO MEDIATICO. INTERVERRÀ LA FIFA?

UN ACCESO CONFRONTO TRA LE PARTI CHE NON LASCIA PRESAGIRE NULLA DI BUONO

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Continua a distanza la diatriba tra la UEFA e la Federazione belga (KBVB). Ma per capirne bene i motivi è opportuno fare un passo indietro.

La Federazione belga decide, il 2 aprile, di chiudere anticipatamente e in maniera autonoma la Pro League (massima serie del campionato di calcio belga). Ma proprio nel giorno in cui si assegna lo scudetto al Bruges, i Presidenti Aleksander Čeferin (UEFA), Andrea Agnelli (ECA) e Lars-Christer Olsson (European League) inviano una lunga lettera indirizzata a tutte le Federazioni, alle leghe e ai club europei dove si legge, tra l’altro: "Qualunque decisione di sospendere i campionati in questo momento sarebbe prematura e non giustificata. Siamo fiduciosi che il calcio possa ripartire nei mesi a venire con le condizioni che saranno dettate dalle pubbliche autorità. La partecipazione alle competizioni europee è determinata dai risultati sportivi raggiunti alla fine delle competizioni nazionali complete. Pertanto, in caso di sospensione anticipata, la Uefa si riserva il diritto di ammissione alle prossime competizioni europee 2020/21”.

Dalla lettera vien fuori che per poter partecipare alle competizioni europee 2020/21, le Federazioni - fermo restando le indicazioni delle autorità governative e sanitarie - devono portare a termine i campionati nazionali. Al di là dei tanti destinatari, però, nel testo appare evidente la risposta alla Federazione belga.

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Sembra finita lì, ma il Presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, - che non aveva preso per nulla bene l’idea di stoppare il campionato belga - rincara la dose: “Non credo sia stata presa la decisione migliore - dichiara il Presidente slovenoai microfoni dell’emittente tedesca ZTF, nello «Studio Sportivo Attuale» - anche perché la solidarietà non è una strada a senso unico. Non puoi chiedere aiuto e poi decidere in maniera autonoma pensando di fare ciò che ti si adatta meglio in questo momento. Il Belgio e tutti gli altri paesi che non terminano i campionati rischiano di non disputare le prossime coppe europee. Se dovesse essere necessario giocheremo anche a porte chiuse. Meglio questo che l’assenza di calcio anche perché è ciò che vuole la gente, un po’ di energia positiva”.

Tali dichiarazioni, ovviamente, alimentano ulteriormente la tensione tra le parti. Così, all’indomani, puntualmente, arriva la replica della Jupiler Pro League, la quale, dopo aver evidenziato il proprio impegno a favore della solidarietà calcistica europea e giustificata la decisione di chiusura anticipata del campionato per motivi economici e sanitari, ha anche aggiunto: “La UEFA – si legge sulla rtbf.be - deve uscire da questa crisi della corona in segno di solidarietà”, intendendo, probabilmente che sarebbe stato più opportuno avere da parte della UEFA un approccio meno perentorio e più collaborativo.

Ora ci si chiede: continuerà questa polemica?

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L’auspicio è che Aleksander Ceferin (Presidente UEFA) e Mehdi Bayat (Presidente KBVB) possano chiarire quanto prima questa diatriba. Ma, se così non fosse, non solo questo incidente diplomatico non gioverebbe ad alcuno, ma addirittura costringerebbe la Fifa ad intervenire per ristabilire la situazione.

Ma in un momento cruciale per l’intera umanità, già abbastanza tartassata da questo coronavirus, era necessario alzare questo polverone? A chi giova tutto ciò?

Proviamo, dunque, a dare una interpretazione su quanto avvenuto. Indubbiamente la Federazione Belga avrebbe dovuto consultarsi con la UEFA prima di anticipare la chiusura del campionato. Così come sembra giusto che le Federazioni prendano decisioni univoche e che l’Europa chiuda insieme i campionati e li riapra (eventualmente) sempre insieme, in modo da trovarsi allineati nelle competizioni europee. Altrimenti, con l’effetto domino, tipico del contagio COVID19, si rischia di non giocare più per l’alternanza di questa emergenza. E sappiamo come - nonostante una pandemia senza precedenti – per la UEFA stoppare i campionati diventa solo l’ultima delle possibili strade percorribili.

D’altro canto, UEFA, ECA ed European League - ma soprattutto il Presidente Čeferin - avrebbero potuto avere un tono più collaborativo e meno perentorio. Probabilmente la lettera dei vertici europei e le dichiarazioni del Presidente UEFA sono state dettate dal timore che altre Federazioni avrebbero potuto seguire in futuro la strada tracciata dalla Federazione belga. Così come tutta questa faccenda - che rischia di diventare un caso diplomatico – probabilmente è solo figlia della tensione di questo momento storico, di un peso che grava su chi deve prendere delle decisioni responsabili e importanti.

(Foto da uefa.com, rtbf.be e adnkronos.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

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