UCRAINA,ZELENSKY:"RUSSIA OCCUPA ANCORA 2.610 TRA CITTA’ E VILLAGGI"

Ucraina, Servizio Emergenze: "A Odessa la gente piange disperata, è straziante"

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cms_26652/zelensky_bucha_afp.jpg"Dopo il 24 febbraio, il territorio di dieci regioni dell’Ucraina è stato interessato dalle ostilità. Durante questo periodo, 1.027 città e paesi sono stati liberati e altri 2.610 sono ancora sotto l’occupazione russa". Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, si esprime così in un video su Telegram sottolineando - in vista della conferenza di Lugano sulla ricostruzione del Paese in guerra - che "la maggior parte di questi centri ha bisogno di essere ricostruita".

"Decine di città in altre regioni dell’Ucraina sono state colpite da razzi. Centinaia di imprese sono state distrutte e tra queste ci sono anche industrie complesse e molto pericolose, di chimica e metallurgia", evidenzia Zelensky, che conclude: "Abbiamo già iniziato da soli a ripristinare la vita normale nelle comunità liberate, ma è possibile realizzare un progetto così ampio su tutto il territorio nazionale solo attraendo opportunità internazionali". "Domani e durante la prossima settimana ci saranno negoziati e incontri importanti per l’Ucraina", aggiunge, assicurando che "non ridurremo l’attività diplomatica per un solo giorno. Ci aspettiamo anche nuove decisioni dai partner in merito all’assistenza alla difesa al nostro Stato".

cms_26652/images.jpgNelle ultime ore "Gli attacchi aerei sono proseguiti e combattimenti feroci continuano lungo l’intera linea del fronte nel Donbass: l’epicentro è nelle città della regione di Luhansk". Zelensky fa riferimento anche ad attacchi missilistici, che "alla sera erano già sei, per un totale di 12 missili, contro le regioni di Mykolaiv e Donetsk".

Anche nella regione di Kharkiv "l’attività nemica nella regione si sta intensificando", fa sapere Zelensky, sottolineando che "siamo riusciti a espellere gli occupanti da Ivanivka, nella regione di Kherson, e continuiamo a premere sul sud del Paese".

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cms_26652/anziana_odessa.jpg(Ilaria Floris)- "Oggi (ieri per chi legge), sul luogo dell’attacco ad Odessa la situazione è ancora più difficile.

Le persone piangevano moltissimo.

La gente gridava disperata, specialmente le donne adulte, erano incredule, incapaci di realizzare, non riuscivano a capire come si possano uccidere le persone, i bambini, mentre stanno dormendo.Oggi, rispetto a ieri, c’è la realizzazione delle persone che sono rimaste senza casa, senza soldi, senza nulla. L’atmosfera è molto cupa, è straziante".

cms_26652/Servizio_Nazionale_per_le_Emergenze_ucraino_(Ses).jpgE’ la testimonianza all’Adnkronos della portavoce del Servizio Nazionale per le Emergenze ucraino (Ses), Maryna Martynenko, che racconta la situazione sul posto all’indomani dell’attacco missilistico in piena notte su edifici residenziali della città portuale di Odessa.

"Dal punto di vista emotivo -racconta la portavoce- per le persone oggi è ancora più complicato da metabolizzare, c’erano delle persone che volevano tornare a trovare i loro oggetti personali, a recuperare qualcosa della loro vita di prima". Per quanto riguarda i dati, al momento la situazione è stabile. "21 persone decedute, 39 feriti", conferma la Martynenko. Che aggiunge che "ci sono 153 soccorritori, in questo momento, che sono al lavoro per lo sgombero delle macerie". Stando ai dati attuali "non ci dovrebbero essere altre persone sotto le macerie, ma si continua a scavare", spiega. E aggiunge: "Per i soccorritori sono giorni difficili, capiscono però che questo è il loro lavoro e cercano di resistere".

cms_26652/odessa.jpgOltre al personale sul campo "ci sono gli psicologi che sono al lavoro con i bambini, e tra le tante scene mi ha colpito che, per intrattenerli, hanno cantato insieme a loro l’inno ucraino. E’ stato un momento molto toccante". Sul posto, racconta Martynenko, "è’ arrivato anche il parroco e ha detto la messa peri defunti".

La portavoce è abituata a vedere scene forti, ma conversando con l’Adnkronos c’è spazio anche per una riflessione privata e personale. "Io per via della mia professione ho visto tante scene, dall’inizio della guerra -spiega- Tanti morti, tra cui purtroppo anche bambini. Sono una persona molto emotiva, ma ho dovuto imparare a distaccarmi da ciò che vedo. Altrimenti, vedendo 21 morti tutti insieme, sarei crollata, e non sarei riuscita a fare assolutamente nulla. Ho cercato di fare il mio lavoro staccandomi da punto di vista umano, facendo foto, video, aiutando in tanti modi. Ma le scene che ho visto sono strazianti".

(fonteAdnKronos - foto dal web)

Redazione Esteri

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