UCRAINA,LINCEI:"ARMI NUCLEARI METTONO A RISCHIO L’UMANITA’ "

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cms_27785/2_1665124694.jpg"Nonostante la denominazione tranquillizzante, le armi ’tattiche’ ora disponibili in grandissimo numero hanno ciascuna una potenza esplosiva paragonabile, e in molti casi superiore, a quella delle due sole bombe usate nel corso della storia, a Hiroshima e Nagasaki, che hanno causato centinaia di migliaia di morti immediate ed un numero superiore di sopravvissuti malati come conseguenza delle radiazioni nucleari".

E’ la denuncia del gruppo di lavoro per la Sicurezza Internazionale e il Controllo degli Armamenti (Sica) dell’Accademia dei Lincei, contenuta in una dichiarazione condivisa dal presidente dell’Accademia dei Lincei Roberto Antonelli e dal vicepresidente Giorgio Parisi.

"Una funzione riconosciuta degli attuali arsenali nucleari - spiegano gli accademici - è di dissuadere gli avversari dotati di tali armi dall’usarle, mediante la minaccia di una ritorsione catastrofica. È la Mutua Distruzione Garantita che ha improntato gli anni della Guerra Fredda. L’impiego di armi nucleari ’tattiche’ è stato ventilato nell’ambito del conflitto tra Russia e Ucraina da parte di dirigenti del Paese aggressore, per arrestare un conflitto che sembra ora volgersi a loro sfavore. Tuttavia, la sola menzione del possibile impiego di armi nucleari ’tattiche’ è pericolosa e solleva scenari altamente inquietanti".

L’uso di armi nucleari ’strategiche’, disponibili in gran numero alle maggiori potenze nucleari, "potrebbe portare alla cancellazione dell’intera specie umana dal pianeta Terra. Questo giustifica l’affermazione che una guerra nucleare non può essere vinta e dunque non deve essere iniziata, come dichiarato congiuntamente anni fa da M. Gorbaciov e R. Reagan, i presidenti dei due Paesi dotati dei maggiori arsenali nucleari, Urss e Usa".

"Ogni uso di ordigni nucleari tattici in Ucraina creerebbe una situazione disastrosa mettendo in pericolo il mondo intero. Le Nazioni che possiedono armi nucleari coinvolte (direttamente o indirettamente) nel conflitto dovrebbero evitare anche di menzionare un possibile uso di ordigni nucleari, per non creare disastrosi effetti di assuefazione dell’opinione pubblica - continuano gli accademici nella loro denuncia - È inoltre possibile che l’impiego anche limitato di ordigni tattici conduca, dopo una serie di escalation, ad una guerra totale combattuta con le armi strategiche. Al contrario, ogni sforzo deve essere messo in campo nel mondo civile per arrivare ad un cessate il fuoco e ad una risoluzione pacifica dei motivi che sono alla base del conflitto stesso".

L’appello agli scienziati dei Paesi coinvolti

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"Ci rivolgiamo agli scienziati dei Paesi coinvolti direttamente o indirettamente, in particolare alla comunità intellettuale che ha partecipato alle Conferenze Amaldi organizzate dalla nostra Accademia, inclusi gli scienziati russi, affinché intervengano per denunciare all’opinione pubblica i rischi reali connessi con l’uso di armi nucleari tattiche e chiedano ai loro Governi di impegnarsi esplicitamente per il no first use delle armi nucleari - è l’appello degli accademici Sica - Contestualmente, chiediamo che si riprendano immediatamente negoziati globali relativi al disarmo nucleare, che coinvolgano tutte le potenze nucleari".

"Nello scrivere queste note, ci siamo chiesti se sollevare il problema dei pericoli relativi all’uso di armi nucleari tattiche non configurasse un implicito suggerimento a cedere al ricatto nucleare in corso. Siamo convinti di no. Pensiamo - sottolineano gli accademici - che la risposta alla minaccia nucleare sia una prerogativa esclusiva dei Governi che però, sulla base di una corretta informazione dei rischi connessi, potranno intervenire nel modo più efficace. Nel Manifesto Einstein-Russell del 1955, a fronte dello sviluppo delle armi termonucleari, undici scienziati di fama internazionale chiedevano ai Governi di rinunciare alla guerra per scongiurare il pericolo di un olocausto nucleare. Come allora, occorre pensare alla nostra umanità, lasciando da parte il resto. Remember your humanity and forget the rest".

La dichiarazione è stata preparata dalla Commissione Sica dei Lincei, composta da D. Archibugi, F. Calogero, P. Cotta-Ramusino, F. Lenci, G. Losurdo, L. Maiani, E. Pellecchia, A. Pascolini, A. Quadrio-Curzio, C. Schaerf. Il presidente dell’Accademia dei Lincei Roberto Antonelli e il vicepresidente Giorgio Parisi fanno proprie le dichiarazioni della Commissione Sica e auspicano "che torni a prevalere il dialogo, la ragionevolezza e il diritto nei rapporti tra gli Stati, nell’interesse dell’umanità".

Redazione

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