Turismo: eccellenza italiana? La promozione web è tutta da rifare.

Una buona promozione inizia da Internet. L’Italia è indietro

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Sta per cominciare il periodo delle festività natalizie. Il turismo straniero è alle porte. L’Italia sta adeguandosi al mondo della promozione turistica 2.0 attraverso un canale web che sappia raccontare il “sistema paese” con le sue eccellenze enogastronomiche, culturali e paesaggistiche? La risposta è NO. Un “drammatico” NO. Al momento i meccanismi italiani di promozione turistica in rete segnano il “segno meno” rispetto al resto dei paesi UE che sanno promuovere meglio in rete le loro bellezze naturali ed i propri prodotti. Ma perché i territori italiani se ne vanno in ordine sparso, promuovendo ciascuno sé stesso nel mercato europeo o mondiale e disperdendo risorse, senza fare sistema, né sul piano espressivo né su quello dei contenuti? Ovvio: perché la promozione nazionale è pressoché inesistente, e la poca che c’è è spaventosamente generica. Risultato: i territori replicano, in piccolo, la medesima genericità. Ecco perché non si va da nessuna parte se non si ripensa l’intero sistema della promozione. Per farlo bisogna partire dal sito “italia.it”, strumento fondamentale. Oggi il 50 per cento dei turisti cerca notizie in rete. Il 70 per cento cerca notizie in rete prima ancora di decidere dove andare. E l’Italia non ha un sito ufficiale del turismo. Il sito “italia.it” è stato chiuso nel 2014 senza neanche pagare gli stipendi alla redazione. È costato 20 milioni di euro. Però è ancora visibile, abbandonato e non aggiornato, ed è la prima cosa che, ahinoi, trova in rete chiunque digiti “turismo Italia” sul motore di ricerca “google”.

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A proposito di fare sistema: cibo, vino e tutto il made in Italy costituiscono un motivo di attrazione turistica rilevanti. E a questo punto tocca ricordare che, anche se schiere di turisti vengono dall’estero nel nostro paese espressamente per fare acquisti, nel sito italia.it la voce “shopping” non era stata contemplata. Entriamo più nel dettaglio, partendo dalla homepage. L’aspetto del sito è antiquato, ci sono immagini piccole e “sbiadite”. La sensazione che se ne trae è quella di un sito “vuoto”. Il turista non trova servizi ed informazioni utili per visitare l’Italia. La densità informativa è bassissima: insomma, c’è scritto ben poco, e quel poco è generico. Persino il menù lo è. I testi sono tradotti solo in 5 lingue, poche rispetto ai portali di promozione di altri paese UE, come Spagna e Germania ad esempio. In realtà ci sarebbe anche il cinese, che però porta a un sito diverso, anch’esso poco invogliante. Per progettare un efficace sito di promozione turistica bisogna in primo luogo chiedersi: che cosa vuole sapere, scoprire o capire un potenziale turista che sta decidendo se passare tra i due e i cinque giorni in un paese straniero e ne sa poco? Come aiutarlo a orientarsi, a fare scelte giuste e soddisfacenti per lui? Come accendere il suo desiderio di partire, e confermargli che sta facendo la scelta migliore per sé? Tutte domande fondamentali per realizzare un portale web che possa promuovere il paese Italia che attraverso una efficace promozione del solo comparto turistico potrebbe recuperare 2 punti di PIL anno per anno, riuscendo ad uscire concretamente dalla crisi, a creare lavoro e sviluppo per le future generazioni.

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Il primo obiettivo da perseguire è trasformare italia.it in un sito di livello internazionale, sul modello di quello spagnolo. Se si vogliono convincere i turisti stranieri, non si possono disperdere i discorsi e le risorse in mille rivoli del tutto irrilevanti. Non si possono prendere buone decisioni se, prima, non si studia in modo approfondito come si stanno muovendo i concorrenti più forti e non ci si confronta con le migliori esperienze internazionali. In conclusione: chi scrive è convinto che l’Italia, e la sua reale offerta turistica, siano meglio della narrazione che ne stiamo facendo. Anche per questo val la pena riprovarci. Rifare un nuovo sito web che possa mettere le varie regioni italiane in uno scambio sinergico con pacchetti turistici che spazino dal Food di qualità alle bellezze naturalistiche, dal mare alla montagna senza competizione spietata tra territori, ma attraverso una collaborazione vincente per tutto il comparto turistico italiano. Uniti per crescere insieme promuovendo un’unica Italia seppur nelle differenze. Il Paese più bello del Mondo va raccontato e promosso oltre i confini con un approccio diverso rispetto ad oggi. Urge un cambio di passo. Il web è uno strumento al quale il Governo italiano dovrà puntare per il turismo 2.0 dei prossimi decenni. Senza perdere tempo perché Spagna, Germania ed Inghilterra sanno promuovere meglio. Che aspettiamo? Facciamo presto.

Enrico Marotta

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