Turchia: golpe fallito. Il Paese salvato dalla tecnologia

È di 266 morti e 750 arrestati il primo bilancio del colpo di stato dell’esercito. Erdogan a Istanbul

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E’ di oltre 60 morti, molti dei quali nella capitale Ankara, il bilancio del fallito golpe condotto dai militari in Turchia contro il presidente Erdogan. "Si tratta di un tentativo di rovesciare lo Stato e la volontà popolare" ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, appena atterrato intorno alle 5,00 di stamattina all’aeroporto di Istanbul e salutato da una nutrita folla di sostenitori. Il presidente, in fuga su un aereo privato, pare avesse richiesto asilo - negato – alla Germania e forse alla Gran Bretagna, prima di rientrare a Istanbul."Coloro che l’hanno pianificato" pagheranno duramente". Io sono accanto al mio popolo, non me ne vado da nessuna parte".Tutto è iniziato ieri sera intorno alle 22.30. La notte è trascorsa tra scontri e incertezze. Gli occhi di Russia, Stati Uniti e mondo erano tutti puntati su Ankara.

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BarackObama ha dichiarato che va sostenuto "il governo turco democraticamente eletto" e ha rivolto a tutti il suo appello "per scongiurare le violenze e bagni di sangue". Più prudente AngelaMerkel che, attraverso il suo portavoce, ha detto: "L’ordine democratico deve essere rispettato". La Russia si è detta "profondamente preoccupata per le notizie che provengono dalla Turchia". I militari irrompono, prendono il controllo. Almeno ciò e quanto trapela dalle prime notizie che circolano in rete. Istituiscono la legge marziale e dispongono il coprifuoco. Le trasmissioni della rete radiotelevisiva statale sono sospese. Negli studi c’è un’esplosione. La tv ha riprende a funzionare nella notte. I soldati lasciano la sede dell’emittente statale dopo l’ingresso nell’edificio di una folta folla lealista. Anche gli accessi ai social network Facebook e Twitter erano stati bloccati. Su Ankara volano a bassa quota aerei da guerra ed elicotteri. I due ponti sul Bosforo che collegano la parte orientale e occidentale di Istanbul vengono chiusi con carri armati, così come l’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul. I voli da tutti gli scali nazionali vengono in un attimo cancellati.Tuonano esplosioni nella capitale. Una proviene dal quartiere di Golbasi dove c’è un centro di addestramento delle forze speciali della polizia. I golpisti occupano la sede dell’Akp, il partito del presidente. Violenti scontri anche a Istanbul.

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La gente comprende e si riversa in strada, prendendo d’assalto gli sportelli bancomat per ritirare quanto più denaro possibile.Trascorrono ore di ansia. Arriva poi la dichiarazione dal Ministro dell’Interno turco, Efkan Ala, di "Golpe fallito", con la specifica che un generale golpista è stato ucciso e almeno 754 ufficiali dell’esercito turco arrestati.L’esercito non sarebbe compatto e i militari combatterebbero tra di loro, schierati tra lealisti, fedeli al presidente e golpisti, coordinati dall’ufficiale Muharrem Kose, rimosso nel marzo scorso dallo staff dello Stato maggiore turco. Negli scontri sarebbe stato preso in ostaggio dai golpisti il generale Hulusi Akar, capo di stato maggiore fedele al presidente. I bombardamenti, concentrati soprattutto intorno all’area del palazzo presidenziale ad Ankara, continuano però fino all’alba. Solo poi i militari che bloccavano i ponti sul Bosforo hanno iniziato la resa, abbandonando i carri armati e consegnandosi alle truppe lealiste e alla polizia che da subito si è opposta al golpe, perdendo 17 agenti ad Ankara.Le notizie per tutta la notte sono convulse.
Le sorti del Paese cambiate grazie alla tecnologia

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È notte. Il Presidente è a bordo del suo aereo che non avrebbe, stando alle dichiarazioni giunte alle prime ore di oggi, mai lasciato la Turchia. Da lì invita tutta la gente a scendere in piazza. “Noi fermeremo con grande decisione questi tentativi. Il tentativo di colpo di stato è stata opera di un piccolo gruppo all’interno dell’esercito, che ha usato dei blindati. Ho sentito che nelle forze armate ci sono dei contrasti, ma si tratta di un gruppo piccolo contro tutto il resto delle forze armate e delle forze di polizia". Erdogan, che oscurava i social, lancia adesso un appello su FaceTime, il sistema di comunicazione che si aggancia alla rete Internet, di cui sono dotati i telefoni cellulari Apple. È stato grazie a questo collegamento instaurato con l’emittente televisiva “Cnn Turkey” che ha potuto parlare alla Nazione.Il popolo riversatosi in strada ha così scongiurato ulteriori azioni da parte dell’esercito golpista, permettendo il ripristino, forse precario, dell’ordine.

Massimo Lupi

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