Tokyo: la strategia di successo della libreria con un solo libro

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La crisi dell’editoria ha ormai raggiunto ogni angolo del mondo, travolgendo persino il lontano Giappone. Per fronteggiarla, nel paese del Sol Levante un libraio di nome Yoshiyuki Morioka ha adottato una strategia geniale con cui gestire la sua libreria a Ginza, un lussuoso quartiere dello shopping di Tokyo: dare spazio a un solo libro. Avete letto bene: un solo titolo a settimana, con annessa promozione di decorazioni e mostre attinenti ai temi trattati dal testo.

La Morioka Shoten Ginza, situata sotto lo storico Suzuki Building, si presenta agli occhi dei visitatori come una libreria con una semplice stanza minimalista molto essenziale, con pareti spoglie e un unico tavolino al centro su cui vengono esposte alcune copie del libro della settimana, letto dallo stesso Morioka. La libreria deve essere semplice e spoglia perché, a detta dello stesso Morioka, chi entra nello Shoten deve essere attratto solo dal libro in vendita e da nient’altro. All’opera vengono poi dedicati una serie di eventi durante tutta la settimana. Morioka ha dichiarato di aver adottato questa strategia perché, lavorando da anni nel settore, notava che i lettori entravano nella sua precedente libreria solo per il titolo che aveva più successo al momento, a svantaggio di tutti gli altri volumi, che lui era costretto a rendere agli editori di turno.

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Morioka, inoltre, aveva seguito anche un corso tenuto da Masamichi Toyama alla Takram, in cui aveva potuto apprendere nuove idee per fare business superando l’attuale crisi economica: proprio durante quel corso era giunta l’ispirazione per la sua libreria minimalista. Il libraio sottolinea anche come questa sua iniziativa sia importante proprio per il lettore, per metterlo al centro del progetto, permettendogli quasi di entrare in un libro, attraverso poster, quadri, fiori e tutto quello che possa essere affine al tema trattato dal testo. Morioka insiste anche nell’organizzare eventi attorno al libro stesso con la presenza dell’autore e dell’editore, proprio per agevolare maggiormente il contatto che deve instaurarsi tra il lettore e chi lo ha scritto, per poter scambiare opinioni e punti di vista.

La strategia di Morioka ha fatto scalpore in tutto il mondo, attirando gli elogi dei maggiori professionisti in marketing e in business. Si tratta infatti di un progetto che non vuole sminuire il mondo editoriale, ma serve a comprenderne meglio i meccanismi per attirare sempre più lettori nelle librerie, che spesso e volentieri chiudono i battenti per problemi economici.

Si registra che solo in 7 mesi nel 2015 il Morioka Shoten Ginza abbia venduto quasi 2100 libri, confermando il successo della strategia adottata da Morioka. Per questo in molti hanno iniziato a chiedersi se la scelta di una libreria minimalista possa essere un vantaggio per il futuro, abbattendo tutti i costi che i librai attualmente sono costretti a sostenere a causa dei tanti libri che restano invenduti, senza contare poi la prorompente ascesa degli e-book sul mercato editoriale attuale. Proprio per questo, molte librerie di oggi per attirare la clientela si trasformano in veri e propri store che non vendono solo libri, ma anche gadget e apparecchiature elettroniche.

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Sulla strategia adottata dal Morioka Shoten Giza si possono riscontrare opinioni abbastanza contrastanti. Infatti, l’idea di una libreria minimalista stravolge la tradizione a cui spesso si associa una libreria, che per antonomasia è il luogo dei lettori, dove possono veramente sentirsi a casa immersi tra migliaia di volumi. E allo stesso tempo il lettore non avrebbe più scelta e libri da sfogliare, senza contare che non tutti i target di lettori potrebbero essere inclusi nella scelta di un solo libro a settimana. D’altro canto, però, se si pensa a una crisi economica in continuo avanzamento, la strategia di marketing ha molto senso perché creare un’apposita scenografia per ogni singolo libro, permetterebbe comunque al lettore di entrare nelle sue pagine, di viverle a 360 gradi, creando una sorta di esperienza bidimensionale piuttosto accattivante. Insomma, per combattere la crisi delle librerie non c’è una ricetta perfetta, bisogna davvero ingegnarsi come si può.

Francesco Ambrosio

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