Tik Tok incrementa la privacy dopo la multa

E l’amministrazione Trump fa marcia indietro sul blocco imposto

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Tik Tok, il famoso social network di videoclip musicali cinese, ha recentemente annunciato l’espansione del suo set di funzioni dedicate al Parental Control che consentirebbero ai genitori di avere a disposizione dei validi strumenti aggiuntivi per gestire non solo i vari aspetti dell’account dei più piccoli ma anche la loro stessa privacy. Tra le novità previste da questo update ci sarebbe la possibilità per i genitori di impostare l’account privato, controllare chi può controllare i video e persino disabilitare la funzione di ricerca integrata di Tik Tok. Infatti, quello che a prima vista sembrerebbe essere un nomale passatempo dei giovanissimi, cela una realtà molto più complessa, nascondendo al suo interno un mercato di dati da milioni e milioni di dollari.

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Un update molto probabilmente frutto delle pesanti critiche ricevute e della multa di 5,7 milioni di dollari per aver violato il regolamento sulla privacy dei minori. Come spiega anche la trasmissione Report in suo servizio, Tik Tok è un social network molto atipico il cui mercato gira attorno ai dati degli utenti. Nonostante sia una app gratuita, essa analizza tutte le ricerche effettuate, i contenuti guardati e i link copiati per poi rivendere questi dati alle grandi aziende affinché possano proporre pubblicità mirate per “influenzare” i propri utenti. Però quello che più spaventa oltre alla sempre più stretta fusione tra l’applicazione ed il marketing, è l’influenza sulle persone a livello psicologico.

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Infatti, diventare “famosi” su questo social è facilissimo, basta un video di pochi secondi che segua il trend del momento e si ha subito un “boom” di visualizzazioni, like e commenti. A differenza di altri social come Instagram o Youtube, dove il “boom” lo si ha nel giro di minuti se non di ore, qui è questione di secondi. Anche la sua struttura è molto atipica, in quanto è una gigantesca sezione “esplora” studiata appositamente per mantenere lo spettatore incollato il più a lungo possibile. Per questo motivo l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva provato a vietarne l’utilizzo dichiarando che “sarebbe come vendere i propri dati alla Cina”, ma lo stesso dipartimento del Commercio statunitense ha respinto il ban dichiarando di essere “in attesa di ulteriori sviluppi legali”. Adesso che Trump ha lasciato la “patata bollente” al neo eletto presidente Biden, vedremo come si evolverà la situazione.

Francesco Maria Tiberio

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