TRUPPE AZERE TENTANO L’INVASIONE DELL’ARMENIA

Intanto Pashinyan sostituisce il ministro della Difesa

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Lo scorso lunedì, il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan ha accusato le truppe dell’Azerbaigian di aver violato deliberatamente il cessate il fuoco al confine tra i due Paesi e ha licenziato il suo ministro della Difesa, sostituendolo con il Primo viceministro Suren Papikyan. È stato prontamente convocato il Consiglio di Sicurezza della Repubblica di Armenia, secondo cui l’incidente è avvenuto domenica, ma le truppe azere si sarebbero prontamente ritirate a seguito di trattative lampo ad alto livello. Dal canto suo il ministero degli esteri della Repubblica dell’Azerbaigian ha accusato l’Armenia di provocazioni, affermando che i propri soldati stavano lavorando nel territorio sovrano della Repubblica dell’Azerbaijan. Non è chiaro però che tipo di provocazioni abbiano potuto causare un dispiegamento di forze tale da far pensare ad un tentativo di invasione. "Da ieri si sono susseguiti diversi incontri e discussioni - ha affermato Pashinyan lunedì mattina - La questione all’ordine del giorno era l’intrusione delle forze azere nel territorio armeno attraverso una sezione orientale del confine armeno-azero. Lo scopo dell’incontro di oggi è di riassumere i risultati delle nostre discussioni e di presentare le informazioni complete sugli eventi ai nostri pubblico". Nella medesima sede il Primo Ministro Armeno ha dichiarato che "la decisione del licenziamento del generale Arshak Karapetyan da Ministro della Difesa segue l’analisi degli eventi che si sono verificati da ieri".

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Il Consiglio di sicurezza armeno ha invitato la Russia, l’Organizzazione del Trattato per la sicurezza collettiva (CSTO) e la comunità internazionale a prestare attenzione alle "azioni aggressive" dell’esercito azero nella sezione orientale del confine armeno-azero. "Come risultato delle azioni dell’esercito azero, quattro punti di combattimento armeni sono stati circondati dalle truppe azere - ha affermato - In seguito ai negoziati, i veicoli militari e le truppe azere che si erano intromessi nel territorio sovrano dell’Armenia hanno lasciato il campo. Le unità dell’esercito sono state ritirate dalle suddette quattro posizioni di combattimento". Il Consiglio di sicurezza armeno ha dichiarato che "continua a sottolineare la necessità di una soluzione pacifica della situazione del confine armeno-azero, ovvero il ritiro simultaneo delle truppe dal confine de jure tra l’Armenia sovietica e l’Azerbaigian sovietico e l’inizio della demarcazione e delimitazione del confine sotto gli auspici della comunità internazionale".

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Nella serata di lunedì 15 novembre il presidente russo Vladimir Putin ha rassicurato il suo omologo francese, Emmanuel Macron, che la Russia continuerà a impegnarsi per stabilizzare la situazione in Artsakh (Nagorno-Karabakh). A rivelarlo è stato il servizio stampa del Cremlino dopo la loro conversazione telefonica, precisando in un comunicato: "I presidenti hanno discusso della situazione nel processo di risoluzione del Nagorno-Karabakh. Vladimir Putin ha osservato che la Russia continuerà a prendere provvedimenti per promuovere la stabilizzazione della situazione e l’attuazione degli accordi trilaterali raggiunti con la mediazione russa". Nel pomeriggio, inoltre, il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko e il suo omologo turco Sedat Onal avevano confermato l’importanza di avviare tempestivamente un meccanismo di colloqui 3+3 (Azerbaigian, Armenia, Georgia, Russia, Turchia e Iran) per la risoluzione dei conflitti nel Caucaso meridionale. "Le parti hanno discusso la più ampia gamma di questioni cruciali della cooperazione russo-turca nel Caucaso meridionale e nell’Asia centrale - ha dichiarato lunedì il ministero degli Esteri russo in un comunicato stampa - Nel contesto della normalizzazione delle relazioni tra Baku e Yerevan è stata sottolineata l’importanza dell’attuazione sistematica degli accordi da parte dei leader di Russia, Azerbaigian e Armenia, raggiunti il 9 novembre 2020 e l’11 gennaio 2021. È stata sottolineata l’importanza dell’avvio di un meccanismo consultivo regionale 3+3 per il Caucaso meridionale nel prossimo futuro".

Carlo Coppola

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