TRUMP CHIEDE SEGRETEZZA AGLI ELETTORI DELLA GEORGIA

L’intento è ribaltare il voto nello Stato, in un parallelismo con Richard Nixon tra aspiranti autocrati

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Utilizzando un’espressione inglese coniata sui social network, si potrebbe dire che Trump trumping. Ovvero, Trump fa il Trump, inteso come si comporti coerentemente con la sua persona o il suo personaggio. L’ultima notizia con protagonista l’ex presidente americano arriva dalla Georgia: è stata avviata un’inchiesta federale sui suoi sforzi per ribaltare l’esito delle presidenziali in alcuni stati chiave. Secondo quanto riporta la CNN, il Dipartimento giustizia è entrato in possesso di una mail: in essa, le cui informazioni risalgono alle elezioni, si rivelava come l’ex tycoon sollecitasse un gruppo di repubblicani della Georgia a riunirsi in segreto e mantenere celati i loro obbiettivi. La lettera era stata inviata da Robert Sinners, a capo delle operazioni elettorali trumpiane nel Peach State. Correva il 13 dicembre 2020, diciotto ore prima che un gruppo di elettori illegali si radunasse al parlamento. "Vi devo chiedere una totale discrezione in questa vicenda, i vostri doveri sono imperativi per garantire il risultato finale, una vittoria in Georgia per il presidente Trump, ma sarà ostacolata se non avrete segretezza e discrezione totali".

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Questo il testo incriminato, dopo che la Camera ha aperto le indagini sul famoso assalto di Capitol Hill del 6 gennaio 2021. Nonostante non sia più in carica, Trump riesce ancora a far parlare di sé, volendo forse strappare il titolo di presidente più controverso della storia americana a Richard Nixon. “La democrazia americana è molto fragile – avvertì George Washington, nel suo famoso discorso di chiusura mandato nel 1796 – uomini astuti, ambiziosi e privi di principi saranno in grado di sovvertire il potere del popolo e di usurpare per loro stessi le redini del governo”. Pazzesco come due dei suoi successori, Nixon e Trump, gli abbiano dato ragione.

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Il parallelismo tra i presidenti numero 37 e 44 si stabilisce nell’abbandono delle armi classiche in favore di più segretezza e manovre più subdole; inoltre, proprio il mandato Nixon concesse al dittatore Pinochet di governare il Cile, come Trump sostiene tutt’ora personaggi discutibili come Kim Jong-un e Vladimir Putin. Proprio l’ex presidente vittima dell’impeachment fu accusata di interferenze sia negli affari interni che nelle relazioni internazionali, oltre ad aver assunto una dottrina di guerra immorale. Per questo fu anche la miccia che fece esplodere la bomba dello scandalo Watergate, come il predecessore di Biden è stato protagonista di vicende molto poco edificanti. L’esito delle presidenziali, che hanno dichiarato sconfitto Trump, è incontestabile; però gli Stati Uniti continuano a “nascondere la polvere sotto il tappeto”, mostrandosi forti agli occhi del mondo ma con questioni di cruciale importanza riguardo il suo stesso territorio.

Francesco Bulzis

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