TRA INCERTEZZE E TIMORI

La speranza di un 2021 migliore diventa, legittimamente, una pretesa sacrosanta

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Siamo giunti al 2021 consapevoli di aver “smarrito la retta via”, come ribadiva un verso di Dante Alighieri in apertura della Divina Commedia. Sempre per dirla con le parole del sommo, ci ritroviamo oggi nella “selva oscura” della nostra esistenza, sconvolta sotto l’aspetto ideologico, sociale, psico-fisico nonché economico; aspetti che si sovrappongono e si influenzano l’un l’altro, in un circolo vizioso senza fine.

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Il colpo di grazia nell’anno che ci lascia e in prospettiva in quello che inizia è costituito naturalmente dall’attuale rilevanza della pandemia da Covid-19, che ha prodotto e continuerà a produrre conseguenze devastanti. Anche in questi drammatici frangenti, la carenza di un’ispirazione nobile verso i valori veri e assoluti di vita è tangibile e la navigazione è non adeguata, nella misura in cui tutto avviene in una grande confusione e mancanza di chiarezza. Non sono certamente i numeri che quotidianamente vengono divulgati per dare un po’ di serenità e fiducia alle masse popolari che, invece, hanno bisogno di messaggi rassicuranti per la ripresa e il ripristino della "normalità" calpestata non solo dal maledetto virus. Per questo è necessaria la massima chiarezza e l’impegno specifico, con la dovuta professionalità e linearità degli esperti del comparto sanitario, delle forze politiche e dei loro esponenti, al fine di perseguire programmi risolutivi e costruttivi nella lotta alla pandemia, con tutto ciò che il mondo scientifico è in grado di fare (non solo con i vaccini ma anche con le giuste terapie di contrasto e di cura) nonché con il connubio di un rapporto collaborativo con la classe politica. Il bailamme dominato dall’insofferenza reciproca deve lasciare il posto alla ragionevolezza e al rispetto delle aspettative dei cittadini. "Il teatrino della politica" più squallido di sempre dovrebbe cessare, gli esponenti politici e gli esperti delle varie discipline del mondo medico-scientifico dovrebbero parlare la lingua madre (anziché il politichese) nel modo più comprensibile possibile, dando risposte realistiche e concrete ai cittadini, che sono ormai esausti e segnati dalla crisi più significativa del dopoguerra. Ora è il momento di fare chiarezza sulle problematiche dei vaccini, sulla loro attendibilità e sulle eventuali controindicazioni ed effetti collaterali, soprattutto per le categorie a rischio, come gli anziani, affetti già da altre patologie ma che, comunque, vanno tutelati adeguatamente. Bisogna porre fine alle ingiurie e alle invettive reciproche, alle illazioni sloganistiche del tipo "pro vax, no vax" o " negazionisti": i cittadini vogliono la massima chiarezza, altrimenti i dubbi su tutto ciò ch’è avvenuto rimarranno e saranno legittimi. Altrettanto va fatto per le problematiche economiche, per le difficoltà di talune attività e per la relativa perdita di posti di lavoro. Le tante promesse fatte devono tramutarsi al più presto in azioni concrete, altrimenti sono destinate ad essere semplici "promesse da marinaio", ovvero "parole, parole, parole"…

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Intanto, la situazione peggiora e potrebbe degenerare presto in forti tensioni sociali, dalle conseguenze potenzialmente devastanti. Dall’anno nuovo ci aspettiamo, quindi, fatti concreti: ripresa, sviluppo, crescita, benessere, serenità nonché la liberazione dalla “schiavitù virale” che da mesi attanaglia le nostre vite.

Antonio Iasillo

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