TRAGEDIA VOLO 447, A GIUDIZIO AIR FRANCE E AIRBUS

Le mega-compagnie nei guai, dopo la decisione della Corte d’Appello

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La Corte d’appello di Parigi ha rinviato a giudizio per omicidio colposo plurimo Air France e Airbus per responsabilità indiretta nell’incidente del volo Air France 447 che il 1° giugno 2009 avrebbe dovuto percorrere la tratta Rio-Parigi, ma invece si inabissò nell’Oceano Atlantico, causando 228 morti. Le indagini, durate complessivamente tre anni (dal giugno 2009 al giugno 2012), furono inizialmente ostacolate dalla mancanza di testimonianze oculari e di tracce radar attendibili, oltre che dalla difficoltà di recuperare i resti del velivolo e le scatole nere, individuate e recuperate dal fondo dell’oceano soltanto due anni dopo l’incidente, nel maggio 2011.

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La decisione annulla il non luogo a procedere pronunciato nel 2019 dal tribunale di primo grado. I parenti delle vittime presenti in tribunale si sono abbracciati e commossi, mentre i legali delle due mega-compagnie protestano e annunciano ulteriori ricorsi, considerando “ingiustificata” la decisione, e negando di avere responsabilità di rilevanza penale. La relazione rilasciata dal BEA (ufficio di inchiesta e di analisi per la sicurezza dell’aviazione civile francese) nel 2012 affermava che, nell’incidente, fossero stati determinanti guasti tecnici ed errori dei piloti, non sufficientemente addestrati per simili emergenze. Proprio dopo quell’incidente, i protocolli di addestramento furono aggiornati e migliorati.

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Anche se la decisione della Corte d’appello è soltanto di rinvio a giudizio, e quindi siamo ancora lontani da una sentenza di condanna, ci si chiede quali conseguenze ciò potrà avere su Air France ed Airbus. In caso dovessero essere davvero dichiarate colpevoli di omicidio colposo plurimo, cosa accadrebbe in borsa e più in generale sul mercato? Proprio due giorni fa l’azienda Air France-KLM ha annunciato di voler emettere nuove azioni, le quali rischierebbero una svalutazione devastante. Un caso, questo, che potrebbe avere ripercussioni anche a livello di politica, dato che Francia e Paesi Bassi possiedono il 14% delle azioni della compagnia aerea, la quale lo scorso anno ha subito, tra l’altro, perdite per oltre 7 miliardi. Airbus, dal canto suo, rischierebbe di veder scemare notevolmente la fiducia degli acquirenti.

Giulio Negri

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