TRAGEDIA MOTTARONE

Eitan Biran tornerà in Italia: la sentenza

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cms_23614/3.jpgEitan Biran lascerà Israele e tornerà in Italia dalla zia.

Il bambino di sei anni, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, è al centro di una contesa giudiziaria tra la famiglia materna e quella paterna. Questa la decisione del tribunale della Famiglia di Tel Aviv, secondo quanto riferito dal Jerusalem Post.

Shmuel Peleg, nonno di Eitan, dovrà pagare 70mila Shekel (circa 18mila euro) di spese processuali, come ha stabilito il tribunale nell’ambito della sentenza.

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Eitan, secondo il tribunale, ha "legami più forti e si sente più a suo agio con la sua famiglia italiana e l’ambiente circostante di quanto non ne abbia con la sua famiglia israeliana e l’ambiente circostante".Secondo il giudice, riporta il sito del Jerusalem Post, il nonno del bambino ha violato la Convenzione dell’Aja portando in Israele il bambino senza copertura giuridica. Il tribunale ha anche sottolineato come l’Italia sia per Eitan "il suo ambiente di vita abituale".

L’APPELLO DEL GIUDICE

cms_23614/4.jpgUn appello a "ricucire lo strappo" è stato lanciato dal giudice del tribunale che ha stabilito il ritorno di Eitan in Italia. Il giudice ha evidenziato come il "benessere" di Eitan richieda una collaborazione tra le famiglie coinvolte.

"Nella fase in cui siamo - ha dichiarato nella sentenza - è di fondamentale importanza concentrarsi sulle condizioni di salute ed emotive del minore e dargli il sostegno, le cure e l’affetto di cui ha bisogno a causa della tragedia che ha colpito lui e la sua famiglia".

LA ZIA

cms_23614/5.jpg’’Grande contentezza’’ è stata espressa da Aya Biran, la zia paterna di Eitan. Lo dichiara l’avvocato Cristina Pagni, uno dei legali di Aya Biran, che insieme alla collega Grazia Cesaro esprime ’’contentezza per l’esito favorevole in Israele che conferma che la Convenzione dell’Aja è stata applicata in maniera corretta e secondo le sue finalità’’.

Pagni ha appreso la notizia dalla sua assistita, che le ha descritto un ’’momento di gioia’’ per la decisione del tribunale che permetterà al nipote di rientrare in provincia di Pavia. Anche la zia ha espresso soddisfazione per ’’l’applicazione della Convenzione dell’Aja in maniera corretta’’. "Non sappiano ancora con certezza la data del rientro di Eitan in Italia" perché la sentenza del Tribunale della Famiglia di Tel Aviv "può essere impugnata", spiega l’avvocato.

IL NONNO

cms_23614/6.jpgLa famiglia Peleg farà ricorso. Lo ha dichiarato Gadi Solomon, il portavoce di Shmuel Peleg, il nonno di Eitan che lo ha portato in Israele sottraendolo alla custodia della zia paterna Aya, suo tutore legale.

’’Non ci sono né vincitori, né vinti", le parole degli avvocati israeliani della famiglia paterna del piccolo - Shmuel Moran, Avi Chimi, Noa Gellerman-Liel, Yifat Sharon-Hadas e Omri Dror - citate dall’emittente israeliana N12.

"Non ci sono né vincitori né vinti. C’è solo Eitan. Tutto ciò che vogliamo ora è che Eitan ritorni presto a casa sua, ai suoi amici, a scuola, alla sua famiglia e soprattutto alle strutture terapeutiche ed educative di cui ha disperatamente bisogno".

Redazione

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