TEST MISSILISTICI A LUNGO RAGGIO E AZIONI DIMOSTRATIVE NEL PACIFICO

Kim Jong-un intimorisce sfoderando il suo arsenale

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Il lancio del missile balistico intercontinentale, partito da una base nordcoreana non identificata nella giornata di ieri, pone gli Stati Uniti tra due fuochi, considerando il loro coinvolgimento trasversale nel conflitto in Ucraina. Chad O’Carroll, esperto di «NK News», ha infatti osservato che, considerando il raggiungimento dei 6.200 chilometri di altitudine (lancio verticale che ne accorcia la parabola) e i 71 minuti di volo, il raggio d’azione operativo del missile nordcoreano potrebbe raggiungere i 15.000 chilometri, minacciando qualsiasi città degli Stati Uniti.

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Si tratterebbe, secondo quanto risulta dalle prime rilevazioni, di un Hwasong-17, un modello fatto sfilare durante una parata a Pyongyang, nell’ottobre del 2020, su un imponente veicolo da trasporto a 11 assi, che necessita di una struttura stradale adeguatamente progettata a sostenere il passaggio delle sue 110 tonnellate di corpus, da addizionare alle 100 di propellente liquido, per un totale di 26 metri di bomba ad orologeria; roba da fare invidia all’arsenale mondiale, insomma. Il missile sarebbe finito nelle acque corrispondenti alla zona economica esclusiva del Giappone, a 170 km dalla sua costa, e ha subito suscitato la pronta reazione di Seul. Dopo una riunione del Consiglio di sicurezza, infatti, il governo sudcoreano ha ordinatouna reazione dimostrativa, lanciando missili balistici e tattici (guidati in volo) verso il mare e dichiarandosi «pronto e capace di effettuare strike di precisione contro i siti degli ordigni nordcoreani e i loro sistemi di comando e controllo, in caso di necessità».

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Kim Jong-un ha quindi scosso il fronte del Pacifico, riaprendo per gli Stati Uniti un dossier, quello della Corea del Nord, che seppure molto seguito in epoca trumpiana, con l’allora apparente distensione dei rapporti e la moratoria nei test missilistici e nucleari capaci di minacciare il territorio statunitense, risulta passato in secondo piano con un Biden alle prese con l’estensione del mercato cinese e adesso con la guerra in Ucraina. In realtà, il lancio del Hwasong-17 si inserisce nel quadro della ripresa dei test missilistici inizialmente a corto e medio raggio, come annunciato da Kim, che lo scorso gennaio si era svincolato dalla moratoria. Si teme per cui a ragione che la prossima tipologia di esperimenti vedrà protagonista il nucleare, essendosi già registrate attività nel poligono intorno a Punggye-ri.

Federica Scippa

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