TARANTO, “MESOAMERICA” IL NUOVO LIBRO DEL TENENTE APPESO

La presentazione del nuovo manoscritto del Tenente di Vascello, Gaetano Appeso

CastelloAragoneseTaranto.jpg

Si è svolto all’interno di una delle sale più ammalianti e suggestive del Castello Aragonese di Taranto, la presentazione del nuovo libro redatto dal Tenente di Vascello Gaetano Appeso.Un uomo che ha saputo cogliere la vera essenza e il vero significato delle culture d’oltreoceano rapportandole, illustrandole e descrivendole nei suoi libri. Racconti inusuali che narrano in maniera minuziosa e con grande oculatezza e riverenza alcuni aspetti delle civiltà da lui esplorate e conosciute.

cms_6023/1.jpg

Un lavoro degno di stima e ammirazione, il quale contribuisce a rendere noti gli usi e i costumi di civiltà che, seppur appaia strano dirlo data l’accessibilità e l’informazione contemporanea, risultano essere ancora parzialmente inesplorate.Sillogismi di culture differenti apprezzate, evidenziate e interpretate sapientemente dal Tenente, tradotti come curiosità e/o aneddoti da conoscere e da comprendere poiché, nonostante tutto ciò ci appaia distante e differente dalle nostre cognizioni conoscitive, può essere apprezzato e preso in considerazione divenendo, talvolta, punto di riferimento in talune situazioni.

cms_6023/2.jpg

Le frasi enunziate da Appeso e da chi ha proferito in merito al manoscritto, elogiano l’elaborato, non solo per quanto dianzi menzionato, bensì anche per le nobili cause che, spesso e volentieri, lo stesso adduce parallelamente, ogniqualvolta, si prodiga nella stesura e la relativa pubblicazione di una narrazione simile a quella in oggetto.La lettura di alcuni periodi ripresi dal libro comportano la comprensione della denominazione della stessa opera edita e, dunque, a un approfondimento che ben si accosta alla curiosità e alla voglia di sfogliare e leggere quelle pagine ben stilate e illustrate, cadenzando, durante la lettura, la strana e piacevole sensazione di materializzarsi – in maniera effimera - in quei luoghi lontani e dando, così, adito a una fervida immaginazione che accresce la curiosità di proseguire e/o, talvolta, di voler visitare quei posti dei quali già si apprezza e si conosce gran parte di ciò che, al mondo, ancora non sovviene nella memoria; il tutto è, logicamente, reso possibile grazie all’impegno, l’audacia e il lavoro impiegato da Appeso.Ed è alquanto palese il fatto che ogni viaggio diventi sinonimo di scoperta, ovvero di rinnovamento introspettivo e purificatorio con il nostro “io” più profondo, il quale contrasta moralmente l’alter ego delle nostre imperfezioni rendendoci, così, più umili e propensi ad accettare e a cogliere il senso della vita, facendoci accostare, al contempo, anche alla nostra terra d’origine: la natura.A tal proposito, sorge spontaneo citare un aforisma di Paul Bowles nel quale si evidenzia quanto, testualmente, viene riportato di seguito: “Non si considerava un turista bensì un viaggiatore, e spiegava che si tratta in parte di una differenza temporale. Dopo poche settimane, o pochi mesi, il turista si affretta a tornare a casa; il viaggiatore, che non appartiene ad alcun luogo in particolare, si sposta lentamente da un punto all’altro della terra, per anni”.

cms_6023/4.jpgIl Tenente di Vascello e Ufficiale della Marina Militare, Gaetano Appeso, classe 1978 e tarantino di nascita, mediante la visione del mondo attraverso i suoi occhi ardenti di curiosità e conoscenza, ha illustrato, sapientemente e copiosamente, angoli e civiltà nascosti, erudendo il lettore che, talvolta ignaro di talune peculiarità e/o non totalmente a conoscenza, attraverso l’immaginazione e le parole disposte in maniera composita rendono comprensibile ogni sfaccettatura dettagliata, nonostante l’incolmabile distanza etere che diviene sinonimo di un oggettivo “fattore numerico”.Dunque, ecco giungere la nuova pubblicazione dell’Ufficiale: “MESOAMERICA”,il quale fa seguito alla sua ultima stesura denominata “Tianchào, taccuino di un viaggio in Oriente” (un libro figurativo poiché caratterizzato da ben 270 pagine impreziosite dalla presenza di 48 tavole a colori che testimoniano quanto, dallo stesso, narrato).Inoltre, una nota degna di stima e di valorizzazione rende onore al Tenente Appeso che, parallelamente alla vendita delle copie dei suoi scritti, devolve il ricavato ad associazioni di spessore che omaggiano le bellezze e/o aiutano coloro i quali si trovano in difficoltà.Ne sono, difatti, un esempio i fondi devoluti alla Fondazione Telethon e all’associazione AIL; mentre, gli ultimi saranno indirizzati all’associazione Amici del Castello, i diritti d’autore, invece, all’A.I.S.M..

cms_6023/3.jpg“Mesoamerica”, così viene descritto dallo stesso autore, alla presenza dell’Amm. Ricci e delle varie figure della Marina Militare: “Chi era il Serpente Piumato per le popolazioni precolombiane? Un dio? Un eroe del passato? Un esploratore venuto da un altro continente? Da un altro mondo? Di certo non è stato un uomo comune. L’eco dei suoi insegnamenti ha attraversato i secoli e la sua figura divinizzata. In suo onore sono stati eretti templi e grandiose piramidi. Per compiacere la sua volontà venivano celebrate solenni cerimonie e compiuti sacrifici umani. Ma cosa si cela dietro al mito?Quelle antiche civiltà ci hanno lasciato qualcosa: un enigmatico codice da interpretare scolpito nella pietra che, come un messaggio nella bottiglia, ha attraversato i secoli ed è giunto fino a noi. Quello raccontato in questo libro è un viaggio compiuto proprio nelle terre dove nasce il mito. Tra antiche leggende, piramidi che svettano dalla fitta giungla e rituali sciamanici, una pista, trovata quasi per caso, conduce a considerazioni che potrebbero mettere in discussione la storia conosciuta. Ma il viaggio descritto in queste pagine non è solo geografico, è anche interiore. Una profonda esperienza che costringe ad affrontare paure, difficoltà ed incertezze da cui se ne trae un prezioso insegnamento: viaggiare non è solo scoprire il mondo, è anche scoprire se stessi”.

cms_6023/5.jpg

Infine, di seguito le sensazioni e le emozioni provate dall’Ufficiale durante la serata di presentazione del manoscritto dianzi menzionato, al quale ha atto seguito una visita guidata dell’ammaliante e incantevole struttura aragonese: “Il Mesoamerica nel Castello Aragonese per una serata, tra riti sciamanici, monumentali piramidi inghiottite dalla foresta ed antiche leggende. Grande successo di pubblico, oltre duecento persone, il vero valore della serata. Spero di aver divertito i presenti, di essere riuscito a trasferire le mie emozioni e di aver condotto tutti in un viaggio, seppur virtuale, lungo i sentieri di quelle terre, che furono abitate dalle antiche popolazioni maya e azteche. Lì dove il mito archeologico si intreccia con il fascino delle architetture coloniali, dove la conoscenza veniva dettata dagli astri, lì dove ogni storia merita di essere raccontata. Grazie di cuore a tutti”.

(Ringraziamo Salvatore Lupo per la gentile ed eccelsa concessione fotografica che rappresenta alcuni momenti salienti della serata)

Eleonora Boccuni

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App