Stati di agitazione da pandemia

Psicoterapeuti in azione su tutto il territorio nazionale, per contrastare gli effetti negativi del lockdown

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“Stati di agitazione in corpo e nella testa, occhi infossati e lucidi, noie con il respiro, mi si accelera il fiato, eppure sono vivo, eppure sono vivo, eppure sono vivo” ​, cantavano i CCCP nell’ambiente punk emiliano del 1987, parlando di battito accelerato, bassa lucidità̀ mentale e attacchi di panico. Stati di agitazione da pandemia come depressione, ansia, insonnia e stress, sono gli effetti psicologici dell’isolamento forzato, che stanno lasciando un segno sulla salute mentale delle persone in questo periodo. Dopo queste settimane di quarantena, è questo, infatti, il risultato delle indagini condotte dalle Università dell’Aquila e di Roma Tor Vergata e dal progetto “Territori aperti” - Centro di documentazione, formazione e ricerca per la ricostruzione e la ripresa dei territori colpiti da calamità -, su uno studio per giudicare gli effetti psicologici dell’emergenza Covid-19 su gli italiani. L’indagine ha valutato i dati raccolti mediante un questionario online, diffuso fra il 27 marzo e il 6 aprile, che ha coinvolto 18mila soggetti su tutto il territorio nazionale, con una più̀ numerosa aderenza femminile (79,6%). ​ “Abbiamo riscontrato alti tassi di effetti negativi sulla salute mentale nella popolazione generale italiana nelle tre settimane di misure restrittive e diversi fattori di rischio correlati a Covid-19. Questi risultati meritano un ulteriore monitoraggio della salute mentale della popolazione italiana”, sottolineano i ricercatori.

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​Dall’indagine si evince una maggiore manifestazione di sintomi del disturbo da stress post-traumatico (37%, 6.604 intervistati), a seguire molti lamentano un disturbo dell’adattamento (22,9%, 4.092 intervistati), elevata è anche la percezione dello stress rispetto al solito (21,8%, 3.895 intervistati), c’è chi manifesta ansia (20.8%, 3.700 intervistati), chi depressione (17,3%, 3.084 intervistati), e chi ha difficoltà a dormire e sta soffrendo di insonnia (7,3%, 1.301 intervistati). Dai dati raccolti sembra siano le donne ad essere le più colpite da questi malesseri, soprattutto le giovani donne. Queste situazioni di forte disagio sono sorte già da qualche settimana, come risposta involontaria ad una situazione che ci ha messo con le spalle al muro e che nessuno si immaginava. Per cercare di contrastare tali stati psicologici negativi, il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (Cnop), offre iniziative di supporto; ha infatti messo a disposizione la consulenza di 4mila psicologi e psicoterapeuti in tutta Italia, disponibili per consulti telefonici gratuiti. ​Il Presidente del Cnop, David Lazzari spiega: “L’emergenza sanitaria da coronavirus è sempre più anche un’emergenza psicologica e c’è bisogno di supporto per tantissime situazioni. Perché prima si agisce e meno problemi ci saranno in seguito”. ​Per passare una pandemia serena e libera da ansia e stress, il primo passo è affrontarla e riconoscere la difficoltà del momento, e se necessario parlarne con un terapeuta.

Nicòl De Giosa

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