Scozia: arrestato l’ex premier Alex Salmond

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Capita frequentemente di assistere al declino e alla rovina di un uomo politico, ma è assai raro che il leader di una nazione passi nel giro di neppure cinque anni dalla guida di un governo alle patrie galere. È quanto accaduto ad Alex Salmond, ex leader del partito nazionale scozzese, populista ante litteram e, secondo gli inquirenti, fuorilegge.

Nato il giorno di San Silvestro del ‘54 nel pittoresco borgo di Linlithgow, il nostro protagonista si era da giovane trasferito a Edimburgo per intraprendere gli studi di economia. Ben presto però la sua passione politica aveva bussato alle porte spingendolo ad abbandonare il suo comodo e sicuro impiego presso la Banca Reale di Scozia per candidarsi al parlamento locale nel 1999. Il suo linguaggio semplice e diretto, al pari del suo spiccato nazionalismo, lo aveva portato a guadagnare sempre più consensi fra gli elettori, al punto che, nel 2007, egli aveva deciso di tentare la “follia” di candidarsi per la guida della nazione malgrado la Scozia fosse storicamente una roccaforte laburista e nessun uomo o donna appartenente ad altro partito era mai riuscito a vincervi. Incredibilmente, però, sia pur con uno scarto di appena 15.900 voti sul suo avversario, l’ambizioso banchiere riuscì ad ottenere la maggioranza relativa in parlamento, arrivando dunque (in seguito ad un accordo post elettorale) a formare un proprio governo. Quest’ultima esperienza, tuttavia, dovette bruscamente interrompersi nel novembre del 2014, quando il referendum per l’indipendenza della Scozia, fortemente voluto dallo stesso Salmond, aveva visto una schiacciante vittoria di coloro che chiedevano la permanenza nel Regno Unito. Il premier era quindi stato costretto ad abdicare in favore della carismatica Nicola Sturgeon, sua delfina e compagna di partito nonché tutt’ora leader della nazione.

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La vita dell’ex premier sembrava destinata a proseguire con tranquillità, almeno fino a quando, nel mese di agosto, non è stato accusato da due donne di aver perpetrato una serie di molestie sessuali mentre era ancora in carica. Salmond ha fin da subito negato ogni accusa, promuovendo anzi su Internet un crowdfunding per pagare le proprie spese legali. Nella giornata di giovedì, tuttavia, fra lo stupore generale, l’ex Primo Ministro è stato messo in manette. In realtà fonti investigative hanno rivelato che la ragione dell’arresto sarebbe un presunto oltraggio alla corte: in altre parole, Salmond non sarebbe stato arrestato per le presunte molestie sessuali ma per essersi rifiutato di comparire in tribunale durante alcune udienze in cui avrebbe dovuto difendersi dalle stesse.

cms_11613/3v.jpgDi certo, questa notizia fa tornare prepotentemente alla ribalta le vicende giudiziarie dell’ex premier, alimentando un aspro dibattito pubblico fra chi è convinto della sua colpevolezza e lo accusa anzi di una profonda misoginia e chi, al contrario, ha sempre sostenuto l’innocenza del Premier. Quest’ultima fazione non ha certamente mancato di sottolineare negli ultimi giorni che a guidare l’indagine formale contro Salmond vi è Judith MacKinnon, una donna che non più tardi di pochi mesi fa avrebbe offerto delle consulenze alle denuncianti, un atto che ovviamente hmesso in dubbio la sua imparzialità.

Per contro, bisogna sottolineare che il carattere dell’ex premier è sempre risultato assai ambiguo agli occhi di gran parte degli scozzesi. Dal suo matrimonio con Moira McGlashan, diciassette anni più anziana di lui e all’epoca dei fatti sua superiore, fino alla passione per le corse ippiche che in passato lo ha addirittura portato a collaborare con l’Herald di Glasgow in veste di “Tipster” (l’uomo che fornisce informazioni sulle gare), sono in molti gli aspetti della vita di Salmond a essere stati biasimati dai suoi concittadini.

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In questo senso, occorre tuttavia sottolineare che le simpatie o le antipatie politiche, al pari della discutibilità di talune scelte personali, non possono e non devono essere una valida ragione per ambire all’arresto di un uomo. Nessuno al di fuori delle autorità competenti può stabilire la coerenza o meno della condotta di Salmond con le leggi scozzesi, né si può credere che le accuse contro l’ex capo di governo, per quanto possano essere gravi, siano di per sé sufficienti a condannare o a distruggere mediaticamente la carriera di un personaggio pubblico.

Gianmatteo Ercolino

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