SVOLTA BREXIT: UE RATIFICA ACCORDO COMMERCIALE

Stabilite le regole delle future relazioni tra Bruxelles e Londra

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"Nonostante la decisione del Regno Unito di lasciare la nostra Unione, condividiamo ancora legami profondi e di lunga data, valori, storia e vicinanza geografica". Lo ha dichiarato il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, a margine del voto di ratifica dell’accordo commerciale che andrà a regolare le future relazioni tra l’UE e la Gran Bretagna, dopo il cataclisma della Brexit. Secondo Sassoli, l’accordo, approvato a larghissima maggioranza e con soli 5 voti contrari, "può costituire la base su cui costruire una nuova relazione lungimirante tra Unione e Gran Bretagna", attenuando “molte delle peggiori conseguenze di Brexit”. Della stessa opinione sono il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, che hanno commentato la ratifica con toni molto simili, e addirittura sovrapponibili, a quelli di Sassoli: segno di un’unità d’opinioni e intenti sull’argomento, che non è cosa frequente nell’attuale UE.

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Con l’approvazione del Parlamento, l’accordo entrerà in vigore, dopo il voto formale del Consiglio, il 30 aprile. Il sì dell’Eurocamera dà incarico al suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai Governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Regno Unito. Grazie a questo deal, si azzereranno quote e tariffe tra l’UE e l’UK, verranno mantenute le regole sulla concorrenza leale, e si manterranno delle regole per quanto riguarda, tra l’altro, la pesca, i consumatori, il traffico aereo, l’energia e la protezione dei dati: tutti argomenti scottanti, che avevano portato, a causa delle divergenze tra le due parti in trattativa, a paventare un’uscita del Regno Unito senza accordo.

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Tuttavia, i deputati europei sono molto delusi dal fatto che il Regno Unito non abbia voluto che l’accordo si estendesse alla politica estera, di sicurezza e di sviluppo e non abbia voluto confermare la propria partecipazione al programma di scambio di studenti Erasmus+. Specie quest’ultimo rifiuto sembra un chiaro segnale politico di chiusura nazionalista da parte del governo britannico, che toglierà così ai propri studenti l’occasione di ampliare le proprie vedute e fare esperienze d’interscambio culturale. Si trattava, in ogni caso, dell’ultimo mattone nella costruzione di un’Europa post-Brexit, come evidenziato anche dal primo ministro britannico Boris Johnson, che lo ha definito “l’ultimo passo di un lungo viaggio”. Un viaggio che, a prescindere da qualsiasi accordo, ha portato ad una meta molto meno desiderabile di quello che era il punto di partenza.

Giulio Negri

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