STOP ALLA LEGGE BAVAGLIO SUI MEDIA IN POLONIA

Il Presidente della Repubblica pone il veto

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Il presidente della Polonia Andrzej Duda ha posto il veto a un disegno di legge sui media che secondo i critici mirava a mettere a tacere, in particolare, un canale di notizie di proprietà di Discovery che è spesso polemico nei confronti del governo. Le ripercussioni all’entrata in vigore della legge non sarebbero soltanto interne ma rischierebbero di inasprire i rapporti già tesi tra Washington e la Polonia, attualmente guidata da un governo nazionalista.

Questa mossa consente alla Polonia, membro della NATO, di eludere una disputa potenzialmente esplosiva con gli Stati Uniti in un momento di accresciuta tensione nell’Europa orientale, con quella che alcuni paesi interpretano come una maggiore assertività russa.

Tuttavia, la decisione implica che un progetto votato in parlamento dal partito nazionalista al potere Prawo i Sprawiedliwość (PiS, Diritto e Giustizia) è stato bloccato da un presidente eletto come loro alleato. Il presidente Andrzej Duda ha dichiarato in una intervista televisiva lunedì scorso che se la legge entrasse in vigore potrebbe violare un trattato firmato con gli Stati Uniti sulle relazioni economiche e commerciali.

"Uno degli argomenti considerati durante l’analisi di questa legge è stata la questione di un accordo internazionale concluso nel 1990. Questo trattato fa riferimento alla protezione degli investimenti" ha precisato, aggiungendo: "Esiste una clausola al trattato che dice che gli investimenti legati ai media possono essere esclusi, ma riguarda investimenti futuri", non già quelli realizzati prima dell’entrata in vigore del trattato medesimo.

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Gli Stati Uniti avevano esortato Duda a usare il potere di veto. L’incaricato d’affari statunitense a Varsavia, Bix Aliu, ha esplicitamente ringraziato Duda su Twitter "... per la leadership e l’impegno a favore i valori democratici comuni e per la salvaguardia di un clima positivo per gli investimenti in Polonia".

Inaspettatamente affrettato in parlamento questo mese, il progetto di legge avrebbe inasprito le regole sulla proprietà straniera dei media, influendo in particolare sulla capacità di operare del canale di notizie TVN24, di proprietà della società di media statunitense Discovery Inc.

La società madre di TVN24, TVN, è di proprietà di Discovery tramite registrazione nei Paesi Bassi al fine di aggirare il divieto per le società non europee di possedere più del 49% delle società dei media in Polonia. La legge, che ha suscitato proteste a livello nazionale, avrebbe impedito questa soluzione alternativa.

"Questa è una vittoria per il popolo polacco" ha affermato Discovery in una nota. "Elogiamo il presidente per aver fatto la cosa giusta e per aver difeso i valori democratici di una stampa libera e dello stato di diritto".

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Tuttavia, la portavoce del PiS Anita Czerwinska ha dichiarato all’agenzia di stampa statale PAP che il partito è "deluso" dalla decisione. "Secondo noi, la legge sui media richiede chiarimenti in modo che la legge sia applicata secondo la stessa prassi di altri paesi" ha affermato.

Il Parlamento potrebbe votare per ribaltare il veto del presidente, ma il PiS non ha la maggioranza qualificata richiesta per aggirare a sua volta il veto.

Il Partito Diritto e Giustizia ha a lungo sostenuto che i gruppi media stranieri hanno troppo potere in Polonia, e che entrano spesso a gamba tesa ad alterare il dibattito politico. Tuttavia, i critici affermano che le mosse contro di loro cercano di limitare la libertà dei media e fanno parte di un’agenda sempre più autoritaria che ha messo Varsavia ai ferri corti con il resto dell’Unione europea.

Duda ha affermato di ritenere generalmente sensato limitare la proprietà straniera dei media, ma che qualsiasi regolamentazione dovrebbe riguardare gli investimenti futuri nel settore, non gli attuali proprietari.

Carlo Coppola

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