SQUILIBRI NELLA DESTRA POLACCA

Il motivo del contendere sarebbe una legge sui mezzi di comunicazione

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Chi è il colpevole? No, non siamo in un film poliziesco, ma in Polonia, precisamente nei partiti di destra del governo. Cosa sta succedendo? La coalizione che sostiene il comando che esercita il potere a Varsavia e dintorni, prettamente di stampo nazionalista e appunto di estrema destra, sta letteralmente cadendo a pezzi. Il motivo sarebbe da ricercarsi in nuove acredini venute a galla tra i partiti che fanno parte dell’alleanza, partiti che mercoledì alla Camera bassa del parlamento polacco dovrebbero votare a favore o contro un discusso disegno di legge sui mezzi di comunicazione. E dato che non esiste un ago della bilancia che appacifichi tutte le opinioni, la situazione all’interno delle alte cariche polacche è velocemente precipitata, portando ad una caccia alla prima tessera che ha scatenato un non indifferente effetto domino.

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Il primo nome della “lista dei cattivi” è quello di Mateusz Morawiecki, appartenente al partito Diritto e Giustizia, il principale dell’alleanza nazionalista: la sua responsabilità consisterebbe nella sua decisione di silurare Jaroslaw Gowin, capo del partito Accordo, sollevandolo dal suo incarico di vice primo ministro. Tale azione ha portato ad una conclusione di possibile attuazione: la caduta del governo. Questa proposta di legge prevede che i media polacchi siano controllati da proprietari nazionali.

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Le mie dimissioni segnano la fine di questa coalizione – asserisce Gowin, esplicando in una conferenza stampa di aver saputo del suo licenziamento, ironia della sorte, solo attraverso i mezzi di comunicazione di massa – c’è un qualcosa di simbolico nel fatto che il mio licenziamento sia stato annunciato proprio nelle ore della protesta in difesa della libertà dei media”. Una legge di stampo ungherese, quindi esattamente tutto ciò che dovrebbe contenere per estinguere pure il ricordo della libertà, non poteva che suscitare delle forti proteste. E Gowin si schiera da questa parte, da quella della causa che sostiene il pluralismo dei mezzi di comunicazione. L’ex vice primo ministro ha anche confermato che, assieme a lui, saluteranno il governo alcuni ministri e sottosegretari facenti parte del suo partito. Inoltre la Polonia corre letteralmente contro il tempo: entro e non oltre il 16 agosto Varsavia dovrebbe dare una risposta alla sentenza che ha comandato il congelamento del reparto disciplinare della Corte Suprema. Secondo quanto riferisce l’ANSA, il capo del partito Diritto e Giustizia, per gli amici PiS, alcuni giorni fa ha dichiarato all’agenzia Pap che effettivamente questa fantomatica decisione verrà presa. Anche se non ci è ancora dato sapere quale.

Francesco Bulzis

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