SPOTIFY:ROYALTIES IN CAMBIO DI VISIBILITA’

Una nuova funzione sperimentale permetterà di ottenere maggior visibilità in cambio di uno “sconto”

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Gli ascoltatori apprezzano Spotify perché vengono accompagnati nella scoperta della musica di cui poi si innamorano, inclusa quella che altrimenti non avrebbero mai scoperto. Siamo orgogliosi di questo e stiamo attivamente perfezionando i nostri algoritmi per consentire ad un numero ancora maggiore di utenti di scoprire nuovi artisti ogni mese”. Con queste parole il colosso della musica in streaming ha comunicato di essere al lavoro per migliorare questo aspetto della piattaforma, in particolare la nuova funzione Discovery, dedicato a proporre agli utenti canzoni e artisti che probabilmente non conoscevano. Attualmente questa nuova funzione è attiva soltanto sul suolo statunitense, e non si sa se approderà mai anche da noi. Anche perché questa funzione è stata oggetto di numerose critiche da parte di artisti ed utenti in quanto, come si può leggere in un comunicato ufficiale diffuso dall’azienda, prometterebbe una maggiore visibilità agli artisti che l’attivino in cambio di una decurtazione dalle royalties.

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Tanto immediate quanto negative sono state le reazioni di una vasta fetta di utenti sui social, tant’è che la Union of Musicians and Allied Workers ha creato una petizione che riunisce musicisti, DJ, e produttori per chiedere a Spotify maggiore trasparenza su tutte le questioni riguardante le royalties. In realtà le preoccupazioni degli addetti ai lavori sono ben più che giustificate, in quanto il divario che separerà i piccoli musicisti indipendenti dai “Big” che possiedono già la stragrande maggioranza del mercato, crescerà a dismisura.

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Questi ultimi infatti, a fronte di un massiccio uso della sezione Discovery, potrebbero trovarsi costretti ad avvalersi anche loro di questo nuovo meccanismo. Nonostante Spotify abbia poi affermato che i diritti oggetto dello "sconto" saranno quelli di riproduzione, non quelli editoriali e che quindi non sarà richiesto nessun budget iniziale, resta comunque un “problema” per gli utenti. Infatti, bisognerà vedere quanti e quali brani suggeriti dall’algoritmo rispecchieranno le abitudini, i gusti e l’umore dell’utente, e quanti invece verranno consigliati solo perché messi in evidenza dall’artista. Una papabile soluzione che potrebbe infine accontentare un po’ tutte le categorie sarebbe fare una sezione dove possono accedere soltanto brani e artisti che abbiano un “x” numero di visualizzazioni, dove poter riunire tutti gli artisti emergenti.

Francesco Maria Tiberio

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