SPIRITUALITÀ DAL BASSO - X^ PARTE

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Il silenzio è l’arte del “lasciar perdere” - dicevo la volta scorsa - poiché quando andiamo alla ricerca di un tesoro, dobbiamo essere pronti a sbarazzarci di tutto il resto.

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha e compra quel campo» (Matteo 13,44).

È chiaro che nessuno è disposto a rinunciare a quanto possiede se non per un bene più grande. Domandiamoci, quindi: Che cosa conta per me? Cosa è importante? A cosa sono disposto a rinunciare per ottenere ciò a cui aspiro?

Finché non ci poniamo queste domande, non esiste cammino spirituale. Anzi, non esiste vita.

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Il nostro più grande desiderio è il nostro obiettivo, la nostra missione.

Non v’ingannate: per quanto possiate desiderare successo, fama e denaro, la realtà è molto più profonda. Scavate.

Che cosa spinge un essere umano verso i piaceri materiali? Il desiderio di primeggiare? Il bisogno di essere riconosciuto? Il benessere? Scavate ancora un po’.

La realtà ultima è il bisogno fondamentale dell’uomo di ESISTERE, di sentirsi vivo: in una parola, di essere amato.

Ecco che tutto acquista un senso solo sulla falsa riga di queste desiderio. Un desiderio profondamente inscritto nel nostro essere, poiché per questo siamo nati e per questo viviamo.

L’insoddisfazione nasce dal non veder realizzata questa nostra aspirazione, e ciò quand’anche avessimo tutti i beni e le ricchezze del mondo.

L’AMORE, l’essere amati e amare, è il tesoro nascosto nel campo per il quale siamo disposti a qualunque cosa.

Il problema nasce quando ci sbagliamo nell’identificare questo famoso “campo”.

Se siamo convinti che l’amore, il benessere, la soddisfazione dei nostri desideri provengano da altri, ecco che nascono in noi sentimenti di bramosia, invidia, odio.

E ci adopereremo ad “arricchirci” defraudando il prossimo.

Se invece siamo consapevoli di essere noi stessi il campo in cui questo tesoro è sepolto, allora svilupperemo sentimenti di pace, di generosità, di rispetto.

Sono meravigliose le parole di Sant’Agostino: «Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato. Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature che non esisterebbero se non esistessero in te.”

Ecco un chiaro esempio della nostra natura umana che, nonostante i secoli, non cambia di una virgola.

Siamo accecati da ciò che è esteriore in quanto immagine di ciò che è interiore. Dobbiamo solo fare un piccolo sforzo per capire che l’immagine riflessa nello “specchio” non è quella reale. La verità è dentro di te: la verità sei TU.

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“Decalcomania” - opera di René Magritte

Non abbiate paura di guardarvi dentro, perché è li che incontrerete voi stessi. È lì che scoprirete il cielo della vostra anima, come pure i suoi abissi. Non temete quest’ultimi perché le passioni che essi custodiscono, altro non sono se non la forza motrice che vi permetterà di raggiungere i vostri obiettivi. Tutto ciò che dovrete fare è imparare a riconoscerli e ad addomesticarli, affinché siano essi a servire voi e non il contrario.

Spesso siamo tentati di rifiutare le nostre zone d’ombra, di negarle o, peggio, di proiettarle sul nostro prossimo. Non sapete di cosa vi state privando! Dovete avere, invece, un buon rapporto con esse, farvele amiche, complici. Nulla di ciò che siete è da scartare e nulla di ciò che avete è inutile. Tutta la nostra frustrazione e il nostro malessere nasce da questa non accettazione di sé. E pensiamo che anche gli altri la vedano come noi. Conseguentemente, penseremo degli altri ciò che pensiamo di noi stessi.

Tutto ciò è una trappola, non lasciatevi trarre in inganno!

Non bisogna combattere contro noi stessi ma ascoltarsi. Dobbiamo assumere l’atteggiamento della madre nei confronti del proprio figlio piccolo, ancora incapace di gestirsi da solo. Solo così potremo cambiare certi nostri atteggiamenti ancora un po’ rozzi, senza che questo ci risulti ostico o pesante.

Lasciamo dunque fluire le nostre emozioni, senza giudicarle, ma osserviamole con amore così come osserveremmo i passi incerti di un bambino che inizia a camminare. Questo cambio di prospettiva può rivoluzionare la vostra esistenza!

In un certo senso, dobbiamo dividere la nostra anima in due parti: una che infonde coraggio e l’altra alla quale viene fatto coraggio. In fondo, non è il modo in cui vorremmo essere trattati dagli altri? E perché non lo facciamo con noi stessi?

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Noi non siamo responsabili delle nostre emozioni né dei pensieri che ci passano nella testa. Così come non possiamo fermare il vento, allo stesso modo non possiamo impedire che emozioni e pensieri ci fluttuino intorno. Una cosa, però, possiamo farla: disciplinarli.

Ho accennato prima come approcciare le proprie passioni, ovvero ascoltandole. Ciò è utile nel momento in cui la nostra anima è abbastanza matura per non lasciarsi trascinare. Se così non fosse, è meglio troncare di netto. Una cosa è una leggera intolleranza alimentare, altro il veleno, per usare una metafora.

Pensieri ed emozioni ci dicono molto di noi, sia dei nostri progressi spirituali, sia di ciò che ancora ci manca per raggiungere l’obiettivo.

Più ci abituiamo ad ascoltare noi stessi, più saremo in grado di addomesticare questi impulsi.

Ma se ci sentiamo deboli o, semplicemente, non ci sentiamo nello stato d’animo adatto ad ascoltare i moti dell’anima, meglio troncare e non dargli spazio. Ci eviteremo guai maggiori.

Tutto è nelle nostre mani, nel nostro discernimento.

Ricordate che il cammino spirituale lo facciamo NOI, non è una scienza infusa. Gli errori sono contemplati, fanno parte del pacchetto. Non temete, quindi, e andate gioiosi alla scoperta di voi stessi!

Simona HeArt

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